Dopo l’anteprima tenuta lo scorso 7 luglio a Villa dei Vescovi, a Luvigliano di Torreglia (PD), la settima edizione del ciclo concertistico I Solisti Veneti per il FAI prosegue con sette appuntamenti in programma tra agosto e ottobre 2026, in un itinerario musicale che attraversa alcuni tra i luoghi più suggestivi del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, tra Trentino, Lombardia e Piemonte.
Nato dalla collaborazione tra I Solisti Veneti e il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, il festival conferma anche quest’anno la propria vocazione: portare la grande musica nei Beni della Fondazione, trasformando ville, castelli e dimore storiche in spazi di ascolto, racconto e scoperta. Luoghi vivi, capaci di entrare in risonanza con i programmi musicali e di amplificarne bellezza e significato. Una mission, che riunisce Musica, Arte, Storia e Architettura, e che si riverbera in concerti che negli anni hanno registrato quasi sempre il tutto esaurito. Ogni evento, inoltre, viene preceduto da una visita guidata - ad hoc e facoltativa - del Bene del FAI che ospita la serata.
Dopo l’apertura veneta a Villa dei Vescovi, dedicata al teatro musicale e alla riscoperta del repertorio lirico, sacro e profano del Settecento con musiche di Antonio Caldara e Baldassare Galuppi, il percorso prosegue tra Trentino, Lombardia e Piemonte, toccando altri cinque Beni del FAI: il Castello di Avio a Sabbionara d’Avio (TN), Villa Necchi Campiglio a Milano, Palazzo Moroni a Bergamo, Villa e Collezione Panza a Varese e il Castello di Masino a Caravino (TO).
Il filo rosso dell’edizione 2026 è un viaggio attraverso diverse forme dell’ascolto: la conversazione cameristica, il virtuosismo ispanico, il classicismo mozartiano, il colore vivaldiano, l’architettura armonica del Barocco per archi e basso continuo, fino all’universo contrappuntistico del clavicembalo bachiano.
Ogni concerto costruisce un rapporto specifico con il luogo che lo accoglie, componendo una mappa sonora in cui arte, architettura, storia e paesaggio dialogano con la musica.
Sotto la guida del Maestro Giuliano Carella, tra i più apprezzati direttori italiani all’estero, I Solisti Veneti rinnovano così una progettualità che unisce qualità interpretativa, attenzione al repertorio e valorizzazione del patrimonio culturale.
La settima edizione del festival I Solisti Veneti per il FAI si presenta come un percorso diffuso, capace di parlare a pubblici diversi e di restituire alla musica la sua dimensione più alta.
Appuntamento per il 22 agosto al Castello di Avio, in Trentino, con un programma cameristico dedicato al dialogo tra strumenti e sensibilità musicali diverse. “Armonie sonore” accosta pagine di Marin Marais, Georg Philipp Telemann, Alessandro Rolla, Fernando Carulli e Max Reger, componendo un itinerario che attraversa epoche, stili e geografie sonore.
Protagonisti saranno Mario Paladin, prima viola de I Solisti Veneti, e Fabio Merlante, alla tiorba e alla chitarra dell’Ottocento. Il concerto mette in primo piano il fascino della dimensione cameristica: una musica di prossimità, fatta di timbri, risonanze e conversazioni strumentali, particolarmente adatta all’atmosfera raccolta e storica del Castello di Avio.
Il 27 agosto il festival approda a Villa Necchi Campiglio, a Milano, con “Memorie ispaniche”, programma dedicato alla Spagna reale e immaginata, tra evocazione popolare, colore orchestrale e virtuosismo chitarristico. Il percorso musicale comprende “La Oración del Torero” di Joaquín Turina, “Memories of Spain” di Gaspar Sanz e Daniel Fortea per chitarra e archi, il celebre “Concierto de Aranjuez” di Joaquín Rodrigo nella versione intima per chitarra e archi, e “La Musica Notturna delle Strade di Madrid” di Luigi Boccherini, che visse e lavorò per ben 37 anni nella capitale ispanica. Con I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella, sarà protagonista Massimo Scattolin, virtuoso della chitarra. Il concerto costruisce un paesaggio sonoro di grande forza evocativa: dalla preghiera intensa e sospesa di Turina alla dimensione lirica di Rodrigo, fino alla Madrid notturna, teatrale e popolare di Boccherini.
Il 4 settembre Palazzo Moroni a Bergamo ospita “Il flauto magico”, un omaggio cameristico a Wolfgang Amadeus Mozart attraverso i quattro Quartetti per flauto, violino, viola e violoncello: il Quartetto in re maggiore KV 285, il Quartetto in do maggiore KV 285b, il Quartetto in sol maggiore KV 285a e il Quartetto in la maggiore KV 298. Affidato all’Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti, e con la partecipazione del flautista di fama mondiale Massimo Mercelli, il programma esplora il lato più luminoso, elegante e dialogico del Mozart cameristico. Il flauto diventa voce mobile e cantabile, capace di intrecciarsi con gli archi in un equilibrio di grazia, trasparenza e brillantezza.
Il 9 settembre il festival arriva a Villa e Collezione Panza, a Varese, con un appuntamento dedicato ad Antonio Vivaldi e al primo libro dell’Opera Quarta, “La Stravaganza”. Il concerto inaugura l’esecuzione integrale 2026-2027 di questo importante ciclo vivaldiano.
In programma i primi sei concerti per violino, archi e basso continuo: il Concerto n. 1 in si bemolle maggiore RV 363a, il Concerto n. 2 in mi minore RV 279, il Concerto n. 3 in sol maggiore RV 301, il Concerto n. 4 in la minore RV 357, il Concerto n. 5 in la maggiore RV 347 e il Concerto n. 6 in sol minore RV 316a. Con I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella, il concerto mette al centro uno dei territori più inventivi della scrittura vivaldiana: la forma del concerto come spazio di energia, contrasto, fantasia e sperimentazione. Inoltre, peculiarità de I Solisti Veneti presente già nel loro nome, ciascun Concerto verrà affidato ad un diverso interprete così da esaltare il colore vivaldiano.
Il 13 settembre il festival torna a Villa Necchi Campiglio, a Milano, per l’esecuzione integrale dell’Opera Decima di Antonio Vivaldi, raccolta di sei concerti per flauto, archi e basso continuo. Il programma comprende il Concerto in fa maggiore n. 1 “La Tempesta di mare”, il Concerto in sol minore n. 2 “La Notte”, il Concerto in re maggiore n. 3 “Il Gardellino”, il Concerto in sol maggiore n. 4, il Concerto in fa maggiore n. 5 e il Concerto in sol maggiore n. 6. Diretti da Giuliano Carella, I Solisti Veneti affiancano il flautista Massimo Mercelli in un viaggio attraverso una delle raccolte più celebri e rappresentative del Vivaldi strumentale e descrittivo. Qui il flauto diventa strumento narrativo e pittorico: evoca tempeste marine, atmosfere notturne, canto degli uccelli e paesaggi sonori di limpida invenzione. Il concerto è dedicato, per il quarto anno consecutivo, all’alta figura dell’Ambasciatore Luca Attanasio, trucidato cinque anni fa durante una missione umanitaria nella Repubblica del Congo.
Il 27 settembre il Castello di Masino, a Caravino, accoglie “Dissertazione armonica”, programma costruito intorno alla scrittura per due violini e basso continuo e al virtuosismo violinistico del Settecento. Il percorso attraversa la sonata barocca con pagine di Tomaso Albinoni, Georg Friedrich Händel e Antonio Vivaldi, per approdare a Giuseppe Tartini e alla celebre Sonata in sol minore Il Trillo del Diavolo, proposta nella versione per violino, archi e basso continuo. Con l’Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti, composto dalle prime parti dell’Orchestra, il concerto offre un’immersione nella retorica musicale barocca: dialogo, imitazione, invenzione melodica e tensione espressiva si intrecciano in un programma di grande intensità.
La settima edizione di I Solisti Veneti per il FAI si conclude il 2 ottobre a Villa Necchi Campiglio, a Milano, con “Il clavicembalo di Bach”, primo concerto dell’integrale dei Concerti per uno, due, tre e quattro clavicembali di Johann Sebastian Bach. Il programma comprende il Concerto in la maggiore BWV 1055, il Concerto in fa minore BWV 1056 e il Concerto in re maggiore BWV 1054, tutti per clavicembalo e archi. Con I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella, sarà protagonista Roberto Loreggian, clavicembalista che vanta il più esteso numero di registrazioni discografiche al mondo. Il concerto chiude il percorso con Bach, vertice di architettura musicale, rigore formale e vitalità contrappuntistica. Dopo il teatro, la memoria, Mozart e Vivaldi, il festival approda alla chiarezza costruttiva bachiana, in un finale che guarda al clavicembalo come strumento di pensiero, energia e invenzione.
Info e biglietti: www.solistiveneti.it
Ultimo aggiornamento:
15/08/2026 17:47:01