L'Agenda delle Valli

Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, dati Legambiente Lombardia

Inizio: 17/06/2026 dalle ore 20:00 - Fine: 17/06/2026 alle ore 22:00 IT

Il 17 giugno si celebra la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, istituita nel 1994 dalle Nazioni Unite. Un tema che riguarda anche questa parte di mondo, non solo perché il nostro sistema di consumi incide sui sistemi agricoli di quell’“altrove” da cui importiamo materie prime alimentari e mangimistiche, ma anche perché – complice la crisi climatica – il rischio desertificazione non è più relegato alle latitudini subtropicali.
La regione mediterranea è da tempo investita dal fenomeno, e anche la Pianura Padana non può dirsi al sicuro, nonostante le risorse idriche che la riforniscono dai grandi impluvi alpini. A scomparire, per effetto dell’aumento di temperatura, non sono solo i ghiacciai delle altissime quote, ma anche gli accumuli stagionali di neve che – grazie al disgelo che tradizionalmente si prolungava fino ai primi giorni di luglio – approvvigionavano di acque i laghi e i fiumi, attraverso le grandi opere di irrigazione che si irradiano per migliaia di km nella pianura coltivata.
“Dobbiamo adattarci ad una nuova normalità: temperature più elevate e minori disponibilità idriche estive impongono cambiamenti all’agricoltura della Pianura Padana,” dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. “Si dovrà trovare un nuovo equilibrio in un nuovo paesaggio produttivo, che riduca i livelli eccessivi di intensità di sfruttamento dei suoli nella coltivazione e nell’allevamento, perseguendo innovazioni nel solco della transizione agroecologica. Si tratta di mettere in campo buone pratiche, attingendo anche a metodi tradizionali, che permettano di sviluppare un’agricoltura meno esigente in termini di apporti idrici, ma più capace di produrre ed esportare la qualità delle proprie produzioni.”
L’estate 2026 si preannuncia difficile. Anche se le piogge di maggio hanno ripianato una parte del deficit idrico dei serbatoi lacustri, le riserve della montagna alpina sono in esaurimento: secondo l’ultimo aggiornamento fornito da ARPA Lombardia, mentre i grandi laghi prealpini presentano un livello di riempimento sostanzialmente allineato alla media stagionale, i bacini che li riforniscono sono ‘in rosso’Mancano i due terzi dei volumi idrici normalmente associati alle coperture nevose, e anche nei serbatoi idroelettrici si segnalano insufficienze: complessivamente, mentre nei grandi laghi permane una riserva di circa un miliardo di metri cubi d’acqua, che sicuramente potrà coprire i fabbisogni per tutto il mese di giugno, nei bacini montani la scorta idrica vale meno di 0,7 miliardi di metri cubi, contro una media stagionale di oltre 1,2 miliardi.


I gestori delle opere di regolazione dei grandi laghi prealpini (Maggiore, Como, Iseo, Idro e Garda) stanno amministrando con grande parsimonia la scorta idrica, sopperendo ai mancati rifornimenti idrici da monte: da inizio anno ad oggi i misuratori di portata hanno calcolato 5 miliardi di metri cubi di portata in ingresso, con un deficit di 2,4 miliardi, in pratica è mancato un terzo degli afflussi da parte degli affluenti. Ma ora il fabbisogno è elevato e richiede che le acque siano rilasciate nei canali per irrigare i campi. Se non ci saranno piogge estive, le scorte dei laghi sono destinate ad esaurirsi nell’arco di poche settimane, e non potranno garantire la bagnatura delle colture estive, in primis del mais.
Non è solo la mancanza d’acqua a preoccupare: gli effetti della siccità sono fortemente aggravati dalle condizioni di degrado dei suoli. I terreni inariditi dalle pratiche agricole intensive, che determinano erosionecompattazione e perdita di sostanza organica, peggiorano la risposta delle colture alle condizioni di carenza idrica e, alla lunga, rischiano di innescare un circolo vizioso che può portare alla progressiva perdita di superfici coltivate.
Il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea (JRC) indica proprio nella Pianura Padana una delle aree europee a maggior rischio di degrado dei suoli, anche a causa della grande quantità di input agrochimici somministrati alle colture, tra fertilizzanti e pesticidi. La situazione è descritta da un report elaborato da Legambiente Lombardia nell’ambito del progetto europeo NEMESIS, come parte di un vasto partenariato che include diversi Paesi delle due sponde del Mediterraneo  

Ultimo aggiornamento: 15/06/2026 19:19:09