TRENTO - La demenza rappresenta oggi una delle principali sfide di salute pubblica a livello globale e non costituisce una normale conseguenza dell'invecchiamento, ma una condizione clinica che richiede diagnosi tempestiva e percorsi di cura ben strutturati. In Italia si stima che circa 1.100.000 persone convivano con forme clinicamente rilevanti di demenza, mentre quasi due milioni sia affetto da decadimento cognitivo lieve (MCI), con un carico assistenziale che coinvolge circa tre milioni di familiari. In Trentino si registrano oltre 10.700 casi di cui 200 a esordio precoce tra i 35 e i 64 anni, a cui si affiancano circa 8.800 persone con disturbo cognitivo lieve. La sera lunedì 21 settembre, in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer, la sede Asuit di via Degasperi a Trento si illuminerà simbolicamente di viola per sensibilizzare la cittadinanza su una patologia che tocca da vicino migliaia di famiglie. Sabato 26 settembre a Pinzolo si terrà la tappa trentina della decima edizione di «Alzheimer Fest» quest'anno incentrata sul supporto ai caregiver, sul rafforzamento della rete sociale e sul coinvolgimento dei giovani per promuovere stili di vita sani ed empatia.
«Il tema delle demenze, e in particolare dell'Alzheimer, – afferma l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina – è tra i più complessi e delicati di questo periodo storico e rappresenta una priorità centrale nella nostra agenda politica, non solo per la sua rilevanza clinica, ma anche per il forte impatto sociale e culturale che comporta per l'intera comunità. Da anni il Trentino ha costruito una rete di prevenzione, supporto e cura che è andata via via crescendo grazie all'importante lavoro portato avanti dalla Provincia, dall'Azienda sanitaria, dalle associazioni Alzheimer, dai servizi sociali delle Comunità di valle, dagli enti gestori dei servizi per gli anziani e dai medici di medicina generale. Questo lavoro di prossimità e collaborazione trova nell'Alzheimer Fest una dimostrazione di come insieme possiamo sensibilizzare e promuovere una cultura sempre più consapevole e accogliente. Ringrazio tutti i professionisti, i volontari e le amministrazioni che in occasione dell'Alzheimer Fest hanno reso possibile un programma davvero ricco di eventi con un'attenzione particolare al supporto ai caregiver e alla promozione di stili di vita sani partendo dai giovani».
«La sfida della demenza e del sostegno alle famiglie – evidenzia il direttore generale di Asuit, Antonio Ferro – richiede una presenza capillare, risposte integrate e la capacità di agire non solo sul piano clinico, ma anche su quello umano e della prevenzione. I nostri servizi devono continuare ad essere capillarmente distribuiti ed efficaci su tutto il territorio trentino, avvicinando le cure ai luoghi di vita dei pazienti per garantire risposte uniformi, tempestive ed empatiche, capaci di affiancare giorno dopo giorno chi affronta la malattia e chi se ne prende cura».
Per rispondere con efficacia alle esigenze delle persone, in linea con gli obiettivi del Piano provinciale demenze della XVII legislatura, sono attivi sul territorio trentino i Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd), distribuiti nei vari distretti dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino e organizzati in una Rete clinica integrata. La Rete assicura la diagnosi, la continuità delle cure, l’informazione e il sostegno al malato e alla sua famiglia, secondo quanto definito dal Percorso preventivo diagnostico terapeutico assistenziale (P-Pdta) pubblicato da Asuit a marzo 2026. Questo modello, basandosi sulle più recenti linee guida nazionali, promuove la presa in carico integrata delle attività tra ospedali, medici di medicina generale e servizi territoriali, accompagnando i pazienti e le loro famiglie dal sospetto diagnostico fino alle fasi più avanzate della malattia con l’obiettivo di garantire uniformità nelle cure, rallentare la progressione della patologia e migliorare la qualità della vita delle persone. All’interno dei Cdcd operano in maniera integrata diverse figure professionali organizzate in équipe multidisciplinari. Tra il 2025 e il 2026, i Cdcd hanno effettuato oltre 5.000 prime visite, registrando complessivamente più di 8.690 prestazioni erogate, di cui oltre 3.600 nei soli primi sei mesi del 2026.
Durante la decima edizione di «Alzheimer Fest», che si terrà a Pinzolo, sabato 26 settembre, i professionisti Asuit proporranno laboratori interattivi aperti a tutti. «Ruota dei fattori di rischio» per imparare a individuare le cause modificabili del declino cognitivo, «Role play sui campanelli d'allarme» simulazioni per aiutare i cittadini a distinguere i normali segni dell'invecchiamento dai sintomi che richiedono un consulto medico, l'esperienza della «Scatola sensoriale» per comprendere in prima persona le difficoltà percettive, come calo della vista o dell'olfatto, vissute dai pazienti e il laboratorio della «Ricetta del cuore» per coniugare salute e alimentazione mediterranea, progetto sulla nutrizione preventiva per imparare a riadattare le ricette della tradizione familiare in chiave salutare per le funzioni cognitive preservando il valore culturale del cibo.
Nel corso della giornata è previsto inoltre un ricco programma di incontri. L’inizio della manifestazione è previsto alle ore 10 al Parco Ciclamino con saluti istituzionali per poi proseguire alle ore 10.30 con il panel «Comunità amiche delle persone con demenza», moderato da Sergio Minervini medico geriatra e direttore dell’Unità operativa supporto clinico organizzativo Rsa del Dipartimento anziani e longevità, dove si darà voce ai rappresentanti dei servizi di Spazio Argento per illustrare gli esiti dei 16 piani triennali 2023-2025. Nel pomeriggio, alle ore 15, in Biblioteca si terrà l'incontro «Curacari e carocure» dedicato a testimonianze di chi assiste i malati, moderato da Massimo Giordani direttore di Upipa, con gli interventi di esperti di rilievo tra cui Nicola Vanacore responsabile dell’Osservatorio demenze dell'Istituto superiore di sanità, Monica Zambotti dirigente Servizio politiche sanitarie e sociosanitarie della Provincia autonoma di Trento, Paolo Manganotti docente dell’Università di Trento e direttore dell'Unità operativa di neurologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento e Luigi Mittone professore emerito dell'Università di Trento. La giornata si concluderà al Paladolomiti, alle ore 20.15, con una serata sul tema della prevenzione con Michela Matteoli di Humanitas University.
Ultimo aggiornamento:
19/09/2026 10:12:07