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Scuola, Cgil Filc: “A Trento manca una visione politica sul futuro”

mercoledì, 4 dicembre 2019

Trento - Scuola, manca una visione politica sul futuro. Mazzacca (Flc): “Dai test Pisa e Invalsi l’immagine di un sistema che funziona, ma non mancano le criticità. La giunta cominci ad investire nella scuola con progetti concreti”.

“La scuola trentina da anni registra risultati buoni e regge bene il confronto con il resto d’Italia e con le realtà europee. E’ un dato di cui andare soddisfatti e che dà conto dell’impegno che tutta la comunità scolastica ha realizzato in questi anni. Sarebbe, però, un errore fermarsi alla sola soddisfazione senza vedere che esistono ancora importanti spazi di miglioramento, soprattutto con un’attenzione ai reali bisogni degli studenti e con uno sguardo alle competenze necessarie per domani. Proprio su questi piani registriamo, invece, una pericolosa carenza di progettualità politica. Sembra che l’attuale amministrazione sia più impegnata a criticare il passato, che a capitalizzare i buoni risultati raggiunti utilizzandoli come punto di partenza per guardare al futuro. E questo preoccupa”. Per Cinzia Mazzacca, segretaria della Flc del Trentino gli spunti di riflessione che emergono dai risultati dei test Pisa, vanno ben oltre la valutazione delle competenze degli studenti e pongono la necessità di riflettere sull’intero sistema scolastico trentino. A cominciare dai docenti. “E’ condivisibile quanto afferma la sovrintendente sull’importanza dell’innovazione scolastica e ruolo chiave degli insegnanti, ma non basta la buona didattica. Serve concretezza. E non si può dimenticare che i docenti e tutte le figure professionali della scuola operano bene se il loro impegno e le loro professionalità sono riconosciute in modo adeguato, anche sul piano economico. Dunque sarebbe meglio che alle belle parole seguissero i fatti, a cominciare dall’aprire il tavolo per il rinnovo del contratto su cui la Giunta provinciale ha posto un muro almeno al momento”, prosegue la segretaria.

E’ necessario conoscere i bisogni reali della comunità scolastica e cominciare a condividere delle risposte nel rispetto dell’autonomia scolastica. “Abbiamo invece la sensazione, confermata in diverse occasioni, che questa maggioranza punti a svuotare il valore dell’autonomia scolastica, entrando a gamba tesa su scelte che competerebbero agli istituti. E’ avvenuto con i corsi di educazione alle differenze di genere, sull’episodio della canzone dell’Altalena e sui presepi e da ultimo con i “buoni consigli” di qualche consigliere provinciale.

C’è poi il tema spinoso della formazione professionale. “E’ inutile affrontare la questione in una logica di tifoserie contrapposte. La formazione professionale, fiore all’occhiello del sistema trentino, è stata trascurata. Su questo settore serve un investimento coraggioso, che produca reale innovazione e qualità a vantaggio degli studenti che la frequentano”.

Infine Flc punta il dito contro una situazione di scarsa consapevolezza degli obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro e degli strumenti per farlo. “In amministrazione su diversi temi si naviga a vista, la nuova sovrintendente ad oggi non ha messo sul tavolo idee su cui cominciare a lavorare; si sottovaluta la valenza di leggi, atti amministrativi e contratto pensando semplicisticamente che chi governa comanda. Non è così: la scuola è una comunità complessa che ha bisogno di risorse e indirizzi condivisi. Non vanno alimentati i distinguo, quanto la ricerca di una visione comune. E anche i risultati di queste analisi devono essere da stimolo in questo senso. Da venerdì la scuola trentina comincia la propria protesta per il contratto. Ci auguriamo che si superi la logica del “muro contro muro” e si apra un costruttivo confronto per rendere migliore la nostra scuola e formazione professionale”.



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