FIAVE' (Trento) - Hanno preso il via nuove ricerche archeologiche nell’area delle palafitte di Fiavé, Patrimonio Mondiale UNESCO, con l’apertura di un saggio stratigrafico nella torbiera di Carera, al quale seguiranno studi e analisi di varia natura. Lo scavo, coordinato dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, interesserà un’area di 12 metri quadrati. I motivi della ripresa delle ricerche in questo straordinario contesto in ambiente umido, considerata anche l’importanza del riconoscimento UNESCO con l’inserimento nel sito seriale e transnazionale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso il sito palafitticolo, alla presenza dell'assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa.
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Il nuovo scavo archeologico a Fiavé Carera è un’occasione di grande importanza per la tutela del patrimonio dell’intero arco alpino - ha sottolineato Gerosa -. Tornare a studiare questo contesto dopo quattro decenni significa applicare le tecnologie della moderna archeologia e verificarne lo stato di conservazione. Desidero ringraziare chi ha aperto questo percorso e chi, negli anni, gli ha ridato nuova vita: tutti noi abbiamo il privilegio e la responsabilità di lavorare per la tutela di questa immensa ricchezza, che parte proprio dalla ricerca. Per questo è fondamentale che il pubblico continui a investirci. Ringrazio la Soprintendenza per i beni culturali della PAT, gli archeologi, l'amministrazione comunale e l'intera comunità per una collaborazione essenziale a rendere questi luoghi di cultura sempre più fruibili. Il lavoro che svolgete è cruciale affinché la comunità stessa si renda conto del valore inestimabile del proprio territorio. Noi ci siamo e faremo sempre la nostra parte: sentire una comunità che lavora insieme, con comuni intenti, è il traguardo più importante”, ha concluso l'assessore provinciale.
I nuovi scavi sono collegati in primis alla verifica delle condizioni di conservazione del deposito archeologico, alla tutela del sito e all’eventuale adozione di misure di contenimento del degrado delle strutture in legno. Altri motivi per l'avvio degli studi sono connessi alla ricerca, a fronte delle nuove potenzialità dell’archeometria e della bioarcheologia contemporanea. Ne hanno parlato gli esperti presenti, fra i quali il già soprintendente per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento Franco Marzatico, che partecipò ai primi scavi diretti da Renato Perini e successivamente condusse ricerche archeologiche nella torbiera Carera, la soprintendente per i beni culturali Angiola Turella, il sostituto direttore dell'Ufficio beni archeologici Elisabetta Mottes con Elena Silvestri direttore dello scavo. Presenti anche il sindaco del Comune di Fiavé, Beniamino Bugoloni e l'intera giunta comunale, nonché l'ex sindaco Nicoletta Aloisi.
Mentre la
soprintendente Angiola Turella ha sottolineato la forte collaborazione con gli amministratori per la valorizzazione del sito, ricordando la complessità della sua gestione all'interno di un'area protetta,
Franco Marzatico ha ripercorso la memoria storica del sito richiamando anche Nicola Degasperi — attuale responsabile del cantiere che lavorò anche con il maestro Perini — evidenziando l'intenso lavoro necessario per ritrovare, dopo quarant'anni, l'area d'indagine originale prima di avviare il nuovo sondaggio. Da parte sua, il
primo cittadino Bugoloni ha espresso gratitudine per la continuità amministrativa che negli anni ha permesso di valorizzare l'area come patrimonio condiviso e ha poi illustrato le prospettive su cui l'amministrazione comunale sta lavorando per il futuro, focalizzate sul mettere in sicurezza e migliorare l’accessibilità all’area del parco.
La cerimonia si è quindi conclusa all'interno del Museo delle Palafitte, nel cuore dell'abitato di Fiavé dove la figlia di Renato Perini, in rappresentanza della famiglia, ha voluto donare in comodato gratuito al Museo una delle sculture lignee realizzate dal Maestro, collocato al piano terra, in dialogo ideale con gli allestimenti museali.
La palafitta della torbiera Carera di Fiavé è uno dei più importanti siti palafitticoli dell’arco alpino.