CHIARI (Brescia) - Nitrati fantasma, sequestrato impianto Biogas di Chiari. Gestione illecita di 209.000 mc di rifiuti: sequestrati beni per oltre 1 milione e 200mila euro. I militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia, unitamente a personale tecnico di Arpa Lombardia – Dipartimento di Brescia, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Brescia su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia bresciana.

La DDA ha coordinato una complessa attività d’indagine che vede coinvolti gli amministratori e i gestori di una società operante nel settore della produzione di energia rinnovabile da biogas, in merito a un traffico illecito di un imponente quantitativo di rifiuti liquidi: oltre 209.000 mc, volume sufficiente a riempire 83 piscine olimpioniche o circa 7.000 autobotti.
Al termine delle operazioni l’intero sito produttivo, un impianto di biogas situato nel comune di Chiari (Brescia), è stato sottoposto a sequestro con nomina di un amministratore giudiziario.
È stato inoltre eseguito il sequestro preventivo per equivalente di beni fino alla concorrenza di 1.249.335 euro.
Secondo quanto emerso dalle indagini, focalizzate sul quadriennio 2021-2024, l’azienda, al fine di massimizzare i profitti derivanti dalla produzione energetica e azzerare i costi di gestione ambientale, avrebbe mantenuto strutturalmente spento o inattivo l’impianto di abbattimento dell’azoto (denominato SBR Sequencing Batch Reactor). Tale condotta avrebbe comportato il sistematico superamento del limite annuale di 170 kg di azoto per ettaro l’anno, soglia invalicabile fissata per le 'Zone Vulnerabili ai Nitrati' a tutela delle acque sotterranee.
Il materiale in uscita ("digestato") sarebbe stato poi oggetto di spandimento sui terreni agricoli di 8 Comuni tra le province di Brescia e Bergamo (Chiari, Urago d’Oglio, Pontoglio, Rudiano, Castelcovati, Palazzolo sull'Oglio, Coccaglio e Calcio) o, in alcuni casi, illecitamente sversato direttamente nei canali irrigui.
Per i fatti sopra descritti risultano iscritte nel registro degli indagati 5 persone, a vario titolo, per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, smaltimento illecito, falso in atto pubblico e impedimento al controllo. Significativa è la contestazione alla società della responsabilità amministrativa , volta a neutralizzare il presunto vantaggio economico derivante dal reato in danno all'ambiente e alla leale concorrenza.