CASTREZZATO (Brescia) - A seguito di complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Brescia, la Guardia di Finanza di Cremona ha eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal GIP del Tribunale di Brescia, con la quale è stata disposta, nei confronti di un imprenditore della provincia di Brescia, la custodia cautelare degli arresti domiciliari.

Il GIP ha ritenuto sussistere i gravi indizi in ordine alla costituzione, da parte di due imprenditori edili di Castrezzato (Brescia), di un’associazione a delinquere operante attraverso diversi uffici “occulti”, susseguitisi nel tempo e dislocati nella provincia bresciana, ove sarebbe stata gestita una fitta rete di società intestata a “prestanome” compiacenti, aventi sedi presso indirizzi inesistenti ed inserite in un complesso sistema di frode dedito all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, alle indebite compensazioni - mediante utilizzazione di crediti fittizi - dei contributi previdenziali ed assistenziali di centinaia di operai edili, nonché – ricorrendo fraudolentemente al meccanismo della rateizzazione dei versamenti dei contribuiti degli operai – alla creazione di un imponente debito nei confronti dell’INPS per circa 3,5 milioni di euro.
Il provvedimento restrittivo fa seguito ad un decreto di sequestro preventivo emesso dalla medesima Autorità Giudiziaria che ha permesso di apporre a vincolo cautelativo – ai sensi dell’art. 12 bis D.Lgs. 74/2000 e dell’art. 648 quater c.p.
nei confronti delle 15 persone fisiche e 29 persone giuridiche coinvolte - 4 immobili, 1 autovettura, 15 rapporti finanziari, quote societarie, 6 orologi Rolex, bracciali tennis, collane, orecchini anelli e pendenti in pietre preziose per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro nonché 30.000 euro in contanti. Tali attività di perquisizione sono state eseguite anche mediante l’ausilio di unità cinofile “cash dog”, specializzate nella ricerca di denaro.
L’attività investigativa, scaturita da controlli fiscali avviati a carico di società della provincia cremonese, è stata sviluppata attraverso l’esecuzione di intercettazioni telefoniche ed ambientali, indagini bancarie e patrimoniali, esame delle fatture elettroniche, oltre ai connessi servizi di osservazione, controllo e pedinamento.
L’organizzazione criminale de qua ha fatto ricorso alla sistematica costituzione di persone giuridiche (le indagini eseguite hanno permesso di individuarne ben 29 oltre alla società “sana” del gruppo) poste in capo – sia come amministrazione che come titolarità delle quote societarie – a “prestanome” ma di fatto gestite dall’imprenditore, sottoposto alla misura cautelare personale, unitamente ai suoi sodali.
Sarebbe, altresì, emersa la mancata adozione dei modelli organizzativi e di gestione idonei a prevenire reati di natura fiscale e fallimentare, con la conseguente applicabilità delle sanzioni di cui all’articolo 25 quinquiesdecies del D.Lgs n. 231/2001 in tema di responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato.
Altresì, 13 società sono state poste in Liquidazione Giudiziale dal Tribunale di Brescia ed il relativo approfondimento investigativo ha evidenziato delle condotte di bancarotta fraudolenta patrimoniale in relazione alla distrazione di beni aziendali.