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Green Pass e controlli, sanzioni e denunce dei carabinieri in tutto l’Alto Adige

lunedì, 6 dicembre 2021

Brunico – I militari della Compagnia Carabinieri di Brunico hanno sanzionato diverse persone nel fine settimana e uno è stato denunciato penalmente.

Una donna 47enne, cittadina tedesca, è stata controllata alla guida della propria autovettura in palese stato di ebbrezza alcolica. Sottoposta a controllo etilometrico, ha segnato l’“importante” risultato di 1,93 grammi per litro di sangue… La patente le è stata ritirata e l’automobile sequestrata per la confisca. La donna è stata denunciata per guida in stato di ebbrezza alcolica aggravata.

Sempre per guida in stato d’ebbrezza, ma per l’ipotesi che prevede la “sola” sanzione amministrativa pecuniaria (oltre a quella accessoria della sospensione della patente di guida), gli stessi carabinieri hanno contestato la guida in stato d’ebbrezza a un 49enne di San Lorenzo e a una 33enne di Brunico, entrambi con tasso alcolemico riscontrato inferiore a 0,8 g/l. Hanno però ovviamente perso le patenti di guida.

Un “interessante teatrino” si è tenuto a Brunico in un bar del centro città dove la titolare dell’esercizio commerciale, evidentemente poco avvezza al rispetto delle norme di legge vigenti nella Repubblica Italiana, alla richiesta di esibire la certificazione verde “green-pass” da parte dei carabinieri della stazione di Brunico, ha opposto un netto rifiuto iniziando a citare presunte norme giuridiche che impedirebbero ai carabinieri di controllare i “green-pass” negli esercizi pubblici… Comunque, anche dopo reiterate richieste, il famigerato certificato non è uscito fuori, e anzi la signora ha continuato a servire i clienti del bar non curandosi dei carabinieri. Quest’ultimi, che non possono tollerare comportamenti contra legem, hanno quindi redatto un verbale di contestazione di violazione amministrativa per omessa esibizione della certificazione verde con la sanzione accessoria della chiusura cautelare dell’esercizio per cinque giorni.

Anche una collaboratrice e il titolare di un negozio di abbigliamento di Falzes sono stati sanzionati, la prima per assenza del certificato (obbligatorio per lavorare in un negozio) e il secondo per aver omesso il controllo su una dipendente.

Pizzaiolo col certificato scaduto, sanzione anche per il datore di lavoro

I militari della Stazione carabinieri di Appiano sulla strada del vino nel corso dei consueti quotidiani controlli sul rispetto delle norme vigenti per la limitazione dei contagi da SARS-CoV-2, hanno fatto visita a una pizzeria del luogo.

Il routinario accertamento sulle misure anti-covid sembrava in regola sennonché I militari hanno avuto una risposta negativa al controllo del codice QR nientepopodimeno che… del pizzaiolo…

Si è così scoperto che il professionista aveva la certificazione verde scaduta. I carabinieri hanno quindi dovuto sanzionarlo per assenza di “green-pass” sul luogo di lavoro. Analoga sanzione – leggermente più anta – hanno applicato al titolare della pizzeria, datore di lavoro del pizzaiolo. Lo stesso infatti ha l’obbligo di controllare il “green-pass” dei dipendenti oppure, nelle aziende più grosse, nominare uno o più addetti ai controlli. Ciò non è stato fatto e quindi sanzione anche per lui.

Nei primi cinque giorni di dicembre, da mercoledì a domenica, con ancora vigenti le restrizioni dei noti 36 comuni di colore rosso, i carabinieri della provincia di Bolzano hanno controllato quasi 3.600 persone/utenti, di questi 29 sono stati sanzionati. Le sanzioni prevalenti sono state per divieto di spostamento fuori dagli orari consentiti (divieto soppresso dalla mezzanotte di oggi), assenza di “green-pass”, assenza di protezione delle vie respiratorie e – ultimo ma non ultimo – assenza di certificazione verde sul posto di lavoro. Gli esercizi pubblici e/o luoghi di lavoro controllati sono stati quasi 1.300 con solo sette sanzioni e una sanzione accessoria (chiusura cautelare del locale), dette sette sanzioni ovviamente riguardano datori di lavoro senza GP, omesso controllo sui dipendenti e/o omesso controllo sugli avventori.

Caos al centro vaccinazioni, gardenese in escandescenza

Singolare episodio ieri al centro vaccinazioni “Don Bosco” di via Mozart a Bressanone. Intorno alle 13.15 un uomo ha telefonato al numero unico europeo di pronto intervento 112. Con modi arroganti e maleducati ha iniziato a incalzare l’operatore con i peggiori sproloqui. Tra un turpiloquio e l’altro, l’operatore ha capito che l’uomo, un noto 52enne gardenese, era al centro vaccini e che se l’era presa con una dottoressa perché si stava rifiutando di vaccinarlo in assenza dell’esibizione di un documento d’identità. Evidentemente la professionista aveva avuto qualche dubbio sulla reale identità dell’uomo. Sono girate non poche voci ultimamente in provincia su persone positive che sono andate a eseguire più tamponi con tessere sanitarie di amici… e su persone che si sarebbero vaccinate anche più di dieci volte per far ottenere “green-pass” ad altri. Le voci sono al momento prive di fondamento poiché né ASDAA/SABES né i carabinieri hanno trovato riscontri in merito. Ma forse la dottoressa non voleva rischiare di essere gabbata dal primo stupido di paese e si è fatta più guardinga. Certamente un suo diritto.

E in cambio s’è presa i peggiori epiteti, oltre i limiti del sessismo. Non contento della raffica d’insulti, il vaccinando ha addirittura dichiarato di voler denunciare il medico vaccinatore. I carabinieri di Bressanone hanno già identificato il gardenese, peraltro soggetto già noto per precedenti situazioni a dir poco bizzarre, e ora stanno valutando, secondo le testimonianze in corso di raccolta, se denunciarlo per interruzione di pubblico servizio e per oltraggio, atteso che la dottoressa nell’esercizio delle funzioni sanitarie è “incaricato di pubblico servizio”.

La spacconata al centro vaccinale rischia di costare cara al gardenese che, per la verità, nemmeno si è capito per quale motivo si sia comportato con tale arroganza e maleducazione.



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