-

Furto d'identità su WhatsApp: denunciato dai carabinieri

Truffa informatica e sostituzione di persona a Sesto Pusteria

SESTO PUSTERIA (Bolzano) - Nella mattinata odierna, a conclusione di una complessa e mirata attività d’indagine, i militari della Stazione Carabinieri di Sesto Pusteria hanno denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria un ventiseienne, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile dei reati di frode informatica (art. 640-ter c.p.), accesso abusivo a un sistema informatico (art. 615-ter c.p.) e sostituzione di persona (art. 494 c.p.).

La vicenda trae origine da una denuncia sporta presso il presidio dell'Arma di Sesto Pusteria da una cittadina del luogo, la quale segnalava di essere caduta nella trappola di una richiesta di denaro pervenuta tramite applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp. Il messaggio proveniva apparentemente dall’utenza di una conoscente romana, la quale – asserendo un’improvvisa situazione di difficoltà economica e urgenza – chiedeva un supporto finanziario immediato. Tratta in inganno dall’apparente veridicità della comunicazione e spinta da un legame di reciproca fiducia, la vittima disponeva un bonifico bancario di 760 euro a favore dell'IBAN indicato nel testo.

I successivi riscontri investigativi condotti dai militari hanno consentito di incrociare la segnalazione con un’analoga denuncia presentata contemporaneamente a Roma, presso la Stazione Carabinieri di “Tomba di Nerone”, dalla reale intestataria del profilo WhatsApp compromesso.
La donna, del tutto all'oscuro delle richieste avanzate a suo nome, aveva riscontrato l'impossibilità di accedere al proprio account, accorgendosi poco dopo che il malfattore stava inviando messaggi a tappeto all'intera rubrica per carpire denaro e dati riservati.

Attraverso una puntuale ricostruzione dei flussi finanziari e l’analisi dei tracciamenti telematici, gli inquirenti dell'Arma di Sesto Pusteria sono riusciti a risalire all'identità del beneficiario finale della somma – residente in Emilia-Romagna – e a formalizzare il quadro indiziario a suo carico.

L’episodio si inserisce in una casistica criminale in netta ascesa sul territorio nazionale, comunemente nota nell'ambito del crimine informatico come account takeover o furto di profilo tramite ingegneria sociale. Tali condotte si articolano solitamente attraverso l'invio preliminare di SMS fraudolenti o codici di verifica a sei cifre (OTP), tramite cui i malintenzionati riescono a migrare l’account della vittima su un dispositivo terzo.

Una volta acquisito il controllo dell'utenza e dei canali di comunicazione privata, i truffatori non agiscono come anonimi interlocutori, bensì sfruttano l’effetto sorpresa e il capitale fiduciario della persona sostituita, inducendo familiari, amici e colleghi di lavoro a transazioni immediate e non verificate prima che il reale titolare possa allertare la propria rete di contatti.

In relazione a tale tipologia di reati, l’Arma dei Carabinieri rinnova costantemente l'invito ai cittadini ad adottare comportamenti improntati alla massima cautela:
  1. Non condividere mai i codici di verifica (OTP): nessun operatore telefonico, istituto di credito o fornitore di servizi di messaggistica richiede all'utente via chat o SMS di comunicare codici numerici temporanei.
  2. Attivare la verifica in due passaggi: impostare un PIN personale all'interno delle impostazioni di sicurezza dell’applicazione impedisce a terzi di trasferire l'account anche in caso di compromissione temporanea dell'SMS di convalida.
  3. Verificare sempre le richieste insolite di denaro: qualora giunga un messaggio da un parente o un conoscente con toni di urgenza e richieste di accrediti, è fondamentale contattare telefonicamente la persona attraverso una normale chiamata vocale (non via chat) per accertarsi della veridicità dell'accaduto.
  4. Denunciare tempestivamente: la rapidità della segnalazione alle forze dell'ordine e al proprio istituto di credito è elemento determinante sia per l'eventuale blocco delle transazioni, sia per interrompere la propagazione del raggiro agli altri contatti della rubrica.
Ultimo aggiornamento: 31/10/2026 09:59

POTREBBE INTERESSARTI

ULTIME NOTIZIE