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Il PATT chiede chiarezza sul rilancio dell’ospedale di Tione e i servizi nelle Giudicarie

martedì, 16 novembre 2021

Tione – La situazione dell’ospedale di Tione (Trento) è approfondita dalle sezioni Patt “Pinzolo-Rendena”, “Giudicarie” e “Valle del Chiese” e il segretario politico del Patt, Simone Marchiori (nella foto), sottolinea: “Gravi carenze nei servizi essenziali per il turismo: manca la volontà politica di rilanciarlo”.

Con l’imminente avvio della stagione turistica continua l’agonia di una struttura vitale per le Giudicarie. Le misure spot mostrano tutti i loro limiti. Durante l’inverno si tornerà a sciare e questo non è solo un segnale di speranza, ma è una vera e propria boccata d’ossigeno per un settore, quello del turismo invernale, che in Trentino coinvolge migliaia di attività e famiglie, rappresentando la spina dorsale dell’economia di intere vallate.

Le sezioni Patt Pinzolo-Rendena, Giudicarie e Valle del Chiese evidenziano però la situazione dell’ospedale di Tione: “Purtroppo, però, non è tutto oro ciò che luccica. Nonostante la pandemia abbia più volte posto l’accento sui servizi sanitari di valle e sulla loro importanza, poco o nulla è stato fatto per quei reparti e servizi che vanno di pari passo con le presenze turistiche: la situazione in cui versa l’ortopedia di Tione ne è un chiaro esempio.

Sia chiaro, tutti sono a conoscenza della cronica mancanza di medici che interessa tutto il Paese. Ma in un momento in cui, per fortuna, lo sci sembra poter tornare a ravvivare le nostre vallate, non può accadere che in un territorio come quello delle Giudicarie e della Val Rendena l’organico di un reparto strategico come ortopedia sia totalmente insufficiente alle esigenze. Con l’avvio della stagione, infatti, non solo non potrà aprire i battenti il centro traumatologico di Campiglio, un vero e proprio filtro in grado di allentare il carico di lavoro in capo all’ospedale, ma il nosocomio giudicariese stesso non sarà in grado di accogliere gli infortunati delle piste che necessitano di cure traumatologiche. Si dovrà ricorrere al trasferimento presso altre strutture con un disservizio sia a carico dei pazienti, che delle loro famiglie. Ma soprattutto si procederà a continuare con il progressivo e inesorabile disimpegno nei confronti dell’ospedale che, purtroppo, nonostante i bravissimi professionisti che ancora oggi vi lavorano, non può contare sulle strutture e sulle risorse minime per operare: che dire, infatti, della ristrutturazione del reparto attesa da sei anni ma mai completata? L’ultima data fornita per la consegna dei nuovi spazi è il Natale 2021 ma stando indiscrezioni difficilmente sarà rispettata. Ma a preoccupare è anche la turnistica degli ortopedici in grado di coprire solamente le ore diurne dei giorni lavorativi, vanificando, di fatto, la ristrutturazione del pronto soccorso da poco conclusa. Se è vero, infatti, che circa i due terzi degli accessi riguarda traumatizzati, il non avere degli ortopedici a disposizione sulle 24 ore e nel fine settimana non consente di fornire un servizio adeguato alle esigenze. Molti altri sarebbero gli esempi da fare, anche su altri reparti. Restando, però, sui servizi necessari per la stagione turistica, un altro tasto dolente riguarda la continuità assistenziale o, per capirsi meglio, le guardie mediche: già ora viene riportata una certa difficoltà a coprire i turni delle sedi di Comano Terme e di Condino.

Come ci si comporterà quando sarà il momento di coprire la Guardia turistica a Campiglio? A chi si rivolgeranno turisti e residenti negli orari non coperti dai medici di base? Eppure le guardie mediche erano una delle priorità dell’attuale amministrazione. E’ giunta l’ora che i giudicariesi facciano sentire la loro voce: molti di coloro che adesso hanno responsabilità di governo in Provincia, fino a tre anni fa si stracciavano le vesti per i servizi sanitari in Giudicarie, organizzando perfino raccolte firme e gazebo delle quali si sono dimenticati una volta arrivati al governo. E anche la scusa, che spesso viene riportata, che “la colpa è di quelli che governavano prima”, oltrepassata la metà di questa legislatura evidenzia la totale incapacità di dare risposte serie e concrete ai bisogni di una Comunità vasta come quella giudicariese e dei numerosi ospiti che la frequentano”.

“Ecco perché un ultimo appello, come autonomisti, lo lanciamo ai sindaci e al commissario della Comunità di Valle affinché nella prossima Conferenza dei Sindaci, in cui con l’assessora provinciale competente dovrebbero parlare di questi temi, abbiano la forza di rivendicare risposte concrete e immediate per la dignità del territorio e dei loro cittadini.

Come PATT continueremo a denunciare le mancanze e le inefficienze, ma proporremo anche soluzioni concrete portando questa battaglia in tutte le sedi opportune e, se necessario, anche nelle piazze fra la gente. Certi che serva un cambio di passo deciso e urgente per rendere giustizia all’impegno di tanti operatori sanitari che svolgono il loro lavoro con dedizione tutti i giorni, non solo in tempi di pandemia. Ma anche perchè l’autonomia trentina necessita di politiche sempre all’avanguardia e non può adagiarsi sugli slogan e sulle false promesse di chi alla prova dei fatti non ha gli strumenti per governarla”, le sezioni Patt Pinzolo-Rendena, Giudicarie e Valle del Chiese e Simone Marchiori, giudicariese e segretario politico Patt.



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