BRESCIA – Un territorio vasto e complesso come quello bresciano non può essere protetto con regole scritte a tavolino dieci anni fa. Con l'approvazione della mozione in Consiglio regionale, Fratelli d’Italia pone fine al paradosso di una Lombardia che corre verso il futuro ma resta vincolata a criteri ministeriali ormai superati per quanto riguarda il soccorso pubblico.
“La provincia di Brescia è l’esempio più lampante di come l’attuale normativa sia scollegata dalla realtà”, afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Carlo Bravo. “Parliamo della provincia più estesa della Lombardia, con oltre 4.700 chilometri quadrati di superficie e 10mila interventi l'anno, che oggi si ritrova con una sola autoscala operativa per l'intero territorio a causa di una circolare del 2015.
È inaccettabile che per un incendio a Borno o a Salò i soccorsi debbano partire dal capoluogo, con tempi di percorrenza che superano l'ora di viaggio”.
Secondo Bravo, è necessario anche un potenziamento degli organici, che devono raggiungere un numero minimo adeguato per far fronte alle esigenze del territorio bresciano, insieme a un aggiornamento delle dotazioni strumentali. “Le sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla transizione energetica richiedono mezzi moderni e distribuiti strategicamente. Non si tratta di chiedere genericamente 'più mezzi', ma di pretendere una distribuzione intelligente che tenga conto della presenza di montagne, laghi e poli industriali ad alto rischio. In una regione con un’edilizia verticale così diffusa, la carenza di autoscale non è un problema burocratico, ma un rischio strutturale per l’incolumità dei bresciani e degli stessi Vigili del Fuoco”.
La mozione impegna ora la Giunta a farsi portavoce in sede di Conferenza Stato-Regioni per superare la circolare ministeriale 9153/2015. “Chiediamo parametri che rispettino la morfologia del nostro territorio e la densità delle nostre imprese", conclude il consigliere. “La Lombardia è pronta a collaborare con il Governo centrale per garantire che il soccorso tecnico urgente torni a essere tempestivo ed efficace in ogni angolo della provincia. Chi vive nelle valli o sul Garda ha lo stesso diritto alla sicurezza di chi vive in centro città”.