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Via libera al bilancio di Cantina Toblino, il presidente Lutterotti: “Puntiamo su prodotti di qualità e bio”

mercoledì, 4 dicembre 2019

Sarche di Calavino – Cantina Toblino ha approvato nell’assemblea del 29 novembre il bilancio e i dati mostrano una crescita costante dell’attività e ottimi risultati per i 630 soci viticoltori. I vini di Cantina Toblino provengono dagli oltre 800 ettari di vigneti, ubicati tra i 100 metri sul livello del mare fino a 800 metri. Abbiamo intervistato il presidente di Cantina Toblino, Bruno Lutterotti (nella foto).

Bruno Lutterotti presidente Cantina ToblinoPresidente Lutterotti quali sono i dati più importanti del bilancio che avete approvato?

“Sono numerosi gli elementi positivi. Innanzitutto è un ottimo bilancio per Cantina Toblino, abbiamo distribuito un dividendo di soddisfazione per i nostri soci viticoltori, pur con la nostra abituale prudenza che ci permette di guardare con serenità al domani. Inoltre registriamo anno dopo anno una crescita e durante l’annuale assemblea abbiamo posto le basi per un ulteriore sviluppo, infine c’è l’incremento della produzione bio con una scelta ben precisa da parte nostra”.

La vendemmia 2019 come è andata?

“E’ stata un’annata non facile dal punto di vista meteo. Maggio e giugno per la piogge e le temperature inferiori alla media i viticoltori sono stati messi sotto pressione, poi la situazione è migliorata e abbiamo avuto una maturazione positiva. Nel corso della vendemmia il meteo favorevole ha permesso un’ottima maturazione delle uve, permettendo altresì una raccolta regolare”.

I progetti per il futuro?

“Nell’assemblea annuale abbiamo posto le basi per uno sviluppo nell’arco del triennio, partendo da un approfondimento e valutazione dell’andamento della viticoltura nel Nord Est  Italia e nello specifico in Trentino, come reagire alle situazioni di criticità e come valorizzare la viticoltura nella Valle dei Laghi. Abbiamo impostato una struttura tecnica interna che segue passo dopo passo i nostri soci sia nella gestione del vigneto vche nelle scelte di rinnovo varietale in funzione della vocazionalità del territorio. Una scelta fondamentale per proseguire con determinazione nel percorso di miglioramento della qualità dei nostri vini”.

Avete in programma anche interventi strutturali?

Il primo stabilimento è stato realizzato negli anni ’60, mentre il secondo è degli anni ’80, quindi abbiamo pensato di rinnovare una parte, con sistemi moderni, che porterà ad un indubbio vantaggio anche nel conferimento delle uve che ricordiamo vengono per la totalità raccolte a mano. E’ questa la filosofia della nostra Cantina e a mio parere deve essere creato “Un sistema Toblino”. Il percorso è stato illustrato ai soci, a inizio 2020 pensiamo di poter presentare uno studio preliminare, quindi passeremo alla valutazione dei costi e alla tipologia dell’intervento, che dovrà essere compatibile con l’attività produttiva della cantina”.

E per quanto riguarda i vini?

“Porremo ancora più attenzione alle produzioni di qualità ed autoctone, svilupperemo progetti di valorizzazione della Nosiola, e nel contempo continueremo a puntare sulla coltivazione dello Chardonnay adatto alla produzione di Trentodoc. Partendo dalla storia e da quanto è stato fatto nel corso degli ultimi anni punteremo ad ampliare la produzione Bio, con nuove sperimentazioni. E’ una scelta ben precisa che ci sta dando grandi soddisfazioni e risultati importanti e secondo me sarà anche il futuro del nostro settore”.



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