TRENTO - Saranno nove gli adulti che questa sera (sabato 4 aprile), durante la
Veglia pasquale in cattedrale a
Trento, riceveranno il
sacramento del Battesimo per mano dell’
arcivescovo Lauro Tisi. In tutta la Diocesi di Trento saranno complessivamente dodici le persone che diventeranno cristiano-cattoliche: oltre ai
nove in cattedrale,
due adulti riceveranno il Battesimo a
Cles sempre durante la Veglia pasquale e
uno a
Ponte Arche nella giornata di Pasquetta.
Accanto ai nuovi battezzati, altri quattro adulti riceveranno in Duomo la sera di Sabato Santo il sacramento della Cresima, completando così il loro cammino di ingresso pieno nella vita della Chiesa.
Percorsi diversi per età, provenienza geografica, esperienze personali e familiari, ma accomunati da una stessa ricerca interiore che li ha condotti a maturare una scelta consapevole di fede. "Desidero diventare cristiana per intraprendere una nuova vita, confidando - racconta una delle catecumene - che l’incontro con Cristo e l’ingresso pieno nella Comunità della Chiesa possano guidarmi verso un’esistenza migliore, fondata sui valori del Vangelo".
Storie diverse tra loro, unite dalla stessa ricerca

Tra i
nove adulti che riceveranno il Battesimo in cattedrale c’è
Uta, 42 anni, proveniente dalla Germania: per lei la Veglia pasquale rappresenterà il compimento di un cammino di ricerca iniziato molti anni fa.
Natacha, 43 anni, originaria di Cuba, racconta quanto sia stato importante l’esempio familiare – pur in un contesto sociale di profonda laicità – nel cammino verso la scoperta del cristianesimo.
Dall’Albania arrivano i fratelli
Ernaldo, 29 anni, e Henri, 26 anni: giunti in Italia da piccoli con i genitori, hanno trovato nella comunità ecclesiale un luogo accogliente che ha consentito loro una piena integrazione.
Sempre dall’Albania provengono anche
Blerta, 33 anni e il marito
Eugen, 37 anni.
Per Blerta il primo incontro con la fede risale all’infanzia, quando entrò in una chiesa percependo un profondo senso di pace e armonia interiore; Eugen, invece, racconta un legame maturato anche attraverso una conoscenza appassionata della Bibbia, coltivata nel suo Paese, negli anni successivi alla stagione del regime.
Il percorso di Mohammed Alì, 37 anni, originario della Libia e arrivato in Italia nel 2016 a bordo di un barcone, è segnato dall’esperienza migratoria e da un progressivo avvicinamento alla comunità cristiana vissuto nel territorio trentino. Oggi lavora come barbiere dopo precedenti esperienze nel settore della ristorazione e racconta con semplicità il cuore della sua scelta: "Sono diventato cristiano perché sento forte l’amore di Dio, sono attratto da Gesù e mi sento accolto nella comunità".
Mariana, 63 anni, originaria della Romania, residente in Trentino dagli anni Ottanta, vive ad Ala, ha maturato nel tempo una scelta di fede nata dal desiderio di conoscere Gesù e di sentirsi accolta dalla Chiesa. Dalla Spagna arriva invece Sara, 37 anni, madre di due figli e residente in Italia da diversi anni. I genitori le avevano lasciato libertà nella scelta religiosa: una libertà che negli anni si è trasformata in ricerca personale, resa più profonda grazie all’accompagnamento della comunità (vescovo Tisi, foto credit Zotta).
L’incontro fraterno con il vescovo Lauro
Nei giorni scorsi i catecumeni hanno incontrato l’arcivescovo Lauro in un momento fraterno di dialogo e condivisione, durante il quale hanno raccontato le tappe del loro avvicinamento alla fede cristiana. Un percorso reso possibile anche grazie all’accompagnamento degli animatori delle comunità parrocchiali di riferimento e al sostegno del Servizio Catechesi diocesano.
"La fede non è soltanto un’eredità ricevuta, ma una scelta consapevole, da rinnovare ogni giorno", ha confidato uno di loro all’Arcivescovo. "Quello che inizialmente era solo un desiderio, far parte della Chiesa, con il tempo è diventato una necessità, un bisogno profondo di dare senso alla mia vita", ha fatto eco una delle catecumene.
Nella notte pasquale, cuore dell’anno liturgico, mentre la Chiesa proclama la Risurrezione di Cristo, queste esperienze personali sono segno di una Chiesa che continua ad accogliere, accompagnare e generare alla fede donne e uomini provenienti da storie e culture diverse, uniti dal desiderio di incontrare Gesù, camminare insieme nella comunità cristiana e testimoniare i valori del Vangelo.