TRENTO - La quinta edizione del Trentodoc Festival si chiude con un bilancio che conferma la crescente attenzione verso le bollicine di montagna e la capacità del metodo classico trentino di raccontare il territorio attraverso esperienze, incontri e degustazioni.

Dodicimila presenze per quasi 170 appuntamenti di approfondimento e conoscenza e un Festival diffuso nei territori di produzione. Da venerdì a questa sera Trento e Rovereto, insieme alle cantine e ai luoghi di produzione, hanno accolto un pubblico eterogeneo di appassionati, operatori, esperti e visitatori. Un risultato importante rispetto alle precedenti edizioni, che testimonia l’interesse e la vicinanza del pubblico al Trentodoc, che ogni anno mette sul mercato 12,2 milioni di bottiglie.
"Chiudiamo questa quinta edizione del Trentodoc Festival con grande soddisfazione. Le presenze e la partecipazione agli appuntamenti confermano quanto sia forte l’attenzione verso il Trentodoc e, più in generale, verso un modo di conoscere il Trentino attraverso il vino, i suoi territori e le persone che ogni giorno li fanno vivere. Il Festival è riuscito ancora una volta a portare il vino fuori dalla cantina, mettendolo in relazione con la ristorazione, l’ospitalità, la cultura e il paesaggio: è proprio questa la direzione in cui vogliamo continuare a investire. Il nostro obiettivo è fare sempre più sistema e rafforzare un’offerta enoturistica capace di raccontare l’autenticità del Trentino. Un grazie a tutti coloro che hanno contribuito a questa edizione e arrivederci al 2027, per una sesta edizione ancora più ricca di incontri, esperienze e storie da vivere”, ha detto l’assessore
Zanotelli.
Dai palazzi storici ai vigneti, dalle case spumantistiche alle sale degustazione, il
Festival ha portato il
Trentodoc dentro il cuore del Trentino, con un programma che ha intrecciato vino, enogastronomia, turismo, arte e cultura.
Un percorso che guarda già al 2027, quando la Provincia autonoma di Trento, promotrice dell’evento, insieme all’Istituto Trentodoc e a Trentino Marketing, in collaborazione con Corriere della Sera e con il contributo della filiera dell’accoglienza, lavorerà alla sesta edizione.
Per l’amministratore delegato di Trentino Marketing Maurizio Rossini “chiudiamo una quinta edizione di grande soddisfazione, per un Festival che in cinque anni è cresciuto fino a coinvolgere in maniera sempre più forte i territori. Particolarmente significativa è la crescita delle esperienze nelle cantine e nei luoghi di produzione: erano 37 nella prima edizione, oggi sono 130. Accanto a Trento, il Festival è entrato sempre più nei luoghi di produzione del Trentodoc e quest’anno ha coinvolto anche Rovereto, con i bellissimi appuntamenti ospitati al Mart. Un ringraziamento va alle istituzioni, alle associazioni di categoria, alle realtà del turismo e dell’accoglienza e naturalmente innanzitutto alle case spumantistiche riunite nell’Istituto Trentodoc, vere protagoniste di un Festival sempre più diffuso e partecipato sul territorio. E grazie ancora ai tanti relatori, ospiti speciali e graditissimi che in questi giorni ci hanno onorato della loro presenza e del loro originale contributo per arricchire, vivere e condividere con noi il Trentodoc Festival”.
Secondo il presidente dell’Istituto Trentodoc Stefano Fambri “Il Trentodoc Festival è diventato un appuntamento importante non soltanto per far conoscere le nostre bollicine di montagna, ma per raccontare tutto ciò che c’è dietro ogni bottiglia: il lavoro dei produttori, la cultura del metodo classico e soprattutto il legame profondo con il Trentino. Le cantine associate hanno dato un contributo fondamentale alla buona riuscita dell’evento con 133 appuntamenti organizzati su tutto il territorio. Questa partecipazione ci dà la misura del percorso compiuto e, allo stesso tempo, indica all’Istituto Trentodoc la direzione per il futuro: continuare a costruire notorietà e valore per il marchio, in Italia e all’estero, facendo della qualità e dell’identità di montagna i punti fermi della nostra crescita".
Il vicedirettore di Corriere della Sera e direttore artistico di Trentodoc Festival Luciano Ferraro evidenzia come "Per quattro giorni, dall’inaugurazione al Castello del Buonconsiglio all’intervista-concerto finale con Noemi, la quinta edizione del Trentodoc Festival, dedicato alle bollicine di montagna, non è mai stata così affollata. In un periodo in cui si analizza la crisi del settore del vino e i rimedi possibili il Trentodoc Festival ha dimostrato ancora una volta che tra i cittadini-consumatori resta forte il legame con i valori del mondo agricolo. E in particolare con quel liquido che da millenni accompagna la storia sociale, economica e religiosa dell’umanità".