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Trento, rifiuti accanto ai cestini: fioccano le prime multe da mille euro

Sono 27 le sanzioni per irregolarità nella raccolta differenziata, presto una fototrappola al parco Duca d’Aosta

TRENTO - Fioccano le prime multe da mille euro previste dalla nuova normativa in materia di abbandono dei rifiuti. Nel corso delle uscite straordinarie del martedì che la polizia locale, insieme al personale di Dolomiti Ambiente, affianca ai consueti controlli, sono state rilevate svariate tipologie di rifiuti abbandonati accanto ai cestini presenti lungo le strade, vicino ai cassonetti o alle aree di raccolta. In sei casi, grazie al contenuto dei sacchetti, è stato possibile risalire ai trasgressori, che dovranno pagare una multa di mille euro. La nuova sanzione amministrativa prevista in questi casi dalla fine dell’anno scorso va infatti dai 1000 ai 3000 euro e può prevedere il fermo amministrativo di un mese per l’auto utilizzata per commettere la violazione.

L’assessore all’ambiente Michele Brugnara nel suo intervento ha voluto ringraziare i cittadini che conferiscono i rifiuti in modo corretto, specificando che sono la maggioranza, e il gestore del servizio Dolomiti Ambiente per il lavoro svolto. “Trento è riconosciuta anche dai turisti come una città molto pulita, grazie al senso civico diffuso. L’abbandono dei rifiuti è un fenomeno in crescita che richiede la massima attenzione. Nell’ultimo mese abbiamo intensificato i controlli con uscite settimanali della polizia locale insieme a una squadra di Dolomiti Ambiente. Parallelamente stiamo lavorando sulla comunicazione con un piano di educazione ambientale nelle scuole e un'attività specifica nei condomini ritenuti più critici.”

In più la polizia locale sta indagando su altri sei casi di abbandono dei rifiuti sulle roste del Fersina, in zona boschiva e in altre zone verdi. Le verifiche in corso mirano a trovare gli autori dell’abbandono che, secondo la nuova normativa, si configura in questo caso come reato penale. Per questa fattispecie è prevista una sanzione penale che varia in base alla tipologia di rifiuto e dal soggetto che commette l’infrazione. Per gli episodi meno gravi, quando coinvolgono dei privati, l’ammenda varia da 1.500 euro a 18.000 euro.
Nel caso in cui siano coinvolte imprese o alla presenza di rifiuti pericolosi, sono previste sanzioni penali, che possono comprendere ammende elevate (da 1.500 a 27.000 euro) o la reclusione da sei mesi a due anni.

Per quanto riguarda invece i controlli dell’ultimo mese sulla violazione delle regole della raccolta differenziata, le sanzioni da 54 euro sono state 27: in questo caso le irregolarità, accertate dal personale di Dolomiti Ambiente e dalla polizia locale, riguardano la mancata separazione dei rifiuti riciclabili, l’errato giorno di esposizione di sacchetti e contenitori o il loro mancato ritiro dopo gli svuotamenti. Si tratta di violazioni che possono creare disagio quando i contenitori ingombrano i marciapiedi, rendendo difficoltosa la circolazione e diventando attrattori di sporcizia.

Il deposito di rifiuti per strada o in luoghi più o meno nascosti è tra gli argomenti più frequenti delle segnalazioni inviate al Comune dai cittadini, perché l’abbandono di sacchi e materiali vari influisce non solo sulla pulizia dei luoghi, ma anche sul loro decoro, mettendo in moto fenomeni di degrado diffuso difficili poi da eliminare.

Anche se i trasgressori sono un’esigua minoranza, si tratta di una minoranza “rumorosa” che rischia di compromettere l’impegno dei tanti cittadini virtuosi che osservano rigorosamente le regole dalla raccolta differenziata.

Si ricorda inoltre che a partire da ottobre 2025, la Polizia locale utilizza un sistema di videosorveglianza mobile, collocato nei punti dove l’abbandono dei rifiuti si verifica con maggiore frequenza. I controlli con l’utilizzo di telecamere di videosorveglianza vengono effettuati in aree che permettono l’installazione e la collocazione di apposita segnaletica. Le telecamere rappresentano uno strumento importante per individuare i responsabili, anche se l’identificazione resta spesso complessa.

Esemplare la situazione in via Lavisotto, dove l’abbandono di rifiuti è un problema ricorrente, segnalato più volte da residenti, con cumuli di sacchetti e ingombranti che ostruiscono marciapiedi, attirando anche animali e creando degrado. Proprio in via Lavisotto è stata installata una fototrappola, che costituisce un sia deterrente sia uno strumento importante per individuare i responsabili dei comportamenti incivili. Nelle prossime settimane ne sarà installata una anche al parco Duca d’Aosta, altra zona critica al centro delle segnalazioni dei cittadini.

Parallelamente nei prossimi mesi l’Amministrazione comunale potenzierà l’educazione ambientale insieme a Dolomiti Ambiente promuovendo incontri e iniziative nelle Circoscrizioni, nelle scuole e nei condomini in cui la raccolta differenziata è problematica.
Ultimo aggiornamento: 02/03/2026 15:15:09

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