BOLZANO - Rinnovare il quadro normativo regionale della previdenza complementare per sostenere le famiglie nelle sfide della non autosufficienza e della natalità, rispondendo ai mutamenti demografici del territorio: è questo l'obiettivo principale prioritario stabilito dall’assessore regionale alla previdenza Carlo Daldoss in concomitanza con la nomina del nuovo Comitato consultivo per lo sviluppo del welfare complementare regionale.

La Giunta regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha infatti approvato, su proposta di Daldoss, la delibera che stabilisce la composizione del comitato che affiancherà la Giunta e la società regionale di servizi e consulenza Pensplan Centrum S.p.A.
nell’individuazione e nell’attuazione delle linee strategiche di sviluppo.
Sono cinque gli esperti di riconosciuta qualificazione professionale e accademica che sono stati nominati: Alex Weissensteiner, Michaela Camilleri, Matteo Ploner, Tito Michele Boeri e Georg Lun
“Abbiamo costituito questo Comitato consultivo per la previdenza e anche per la non autosufficienza – ha spiegato l’assessore Carlo Daldoss - è composto da persone che sono espressione locale della nostra regione, ma affiancate da importanti e qualificate presenze a livello nazionale. L'intenzione è quella di rimettere mano alla normativa che oggi sostiene la contribuzione previdenziale, sia per la previdenza complementare di chi assiste gli anziani non autosufficienti, sia per chi si occupa di accudire i bambini nei primi anni di vita”. “Ci stiamo concentrando su riflessioni cruciali per i prossimi anni, specie in considerazione delle dinamiche demografiche in atto – ha aggiunto Daldoss - poter disporre di un Comitato di questa caratura, che possa guidare e supportare le scelte strategiche della Giunta e del Consiglio regionale, rappresenta un valore fondamentale per garantire tutele efficaci e moderne ai nostri cittadini”.
Il Comitato rimarrà in carica per la durata della XVII legislatura regionale. Le attività di segreteria saranno curate dall’Ufficio per la previdenza sociale e per l’ordinamento delle APSP della Regione.