BADIA (Bolzano) - Nuovo ritrovamento di Ursus ladinicus sull’altopiano di Conturines. Ritrovati scheletri fossili di orsi delle caverne sotto la Cima di Conturines. La soprintendente provinciale definisce il ritrovamento "paleontologicamente sensazionale".

La guida alpina di Brunico Kurt Walde ha scoperto, sotto la Cima di Conturines e sopra la già nota Grotta di Conturines, un’altra grotta contenente un numero molto elevato di scheletri fossili del cosiddetto orso delle caverne (Ursus spelaeus o Ursus ladinicus). La particolarità di questa nuova scoperta paleontologica è il ritrovamento di un gran numero di scheletri quasi completi dell’orso delle caverne, il che arricchirà in modo significativo le ricerche internazionali su questa specie.
"A seguito di questo importante ritrovamento di grande rilevanza scientifica, nell’ottica della tutela dei beni culturali si tratta ora di definire un progetto di ricerca all’altezza della grande responsabilità che questa sensazionale scoperta paleontologica comporta", afferma la soprintendente provinciale ai Beni culturali
Karin Dalla Torre. "Siamo consapevoli della portata di questo ritrovamento sensazionale e ne riconosciamo l’importanza per la scienza e la ricerca. Sono convinto che in questo modo potremo ampliare ulteriormente il lavoro già svolto dal Museum Ladin sull’Ursus ladinicus e rendere così la ricerca accessibile anche al pubblico", afferma l’assessore provinciale
Philipp Achammer, responsabile, tra l’altro, dei settori Ricerca scientifica, Musei e Beni culturali.
L’autorità competente in materia di paleontologia è la Soprintendenza provinciale ai Beni culturali con il suo Ufficio Beni archeologici.
"In base alle disposizioni dell’Autonomia, i reperti sono di proprietà della Provincia.Dopo il ritrovamento e la segnalazione, la messa in sicurezza del sito ha la massima priorità", informa Dalla Torre.
Il referente territoriale competente dell’Ufficio Beni archeologici, Hubert Steiner, si è quindi recato sul posto oggi - 24 luglio - insieme al ritrovatore Kurt Walde e a due collaboratori della società di scavi ARC-Team, incaricata dalla Soprintendenza provinciale ai Beni culturali, per sigillare provvisoriamente il sito. La chiusura definitiva avverrà a breve, per garantire che i reperti e i risultati delle indagini non vengano alterati o contaminati da accessi non autorizzati e che i fossili non vengano sottratti. Nei prossimi mesi verrà quindi elaborata una strategia e un progetto di ricerca con partner internazionali specializzati, da attuare nei prossimi anni. Il sito si trova nel Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, nei comuni di Marebbe e Badia. L’ingresso della grotta si trova a circa 2800 metri di quota e la grotta, situata in un terreno esposto, si estende per una lunghezza di 170 metri. L’altezza e la larghezza corrispondono all’incirca a quelle della grotta già nota: raggiunge un’altezza compresa tra i sei e gli otto metri e una larghezza di 8-10 metri. Già il 23 settembre 1987 Willy Costamoling aveva scoperto nella prima grotta di Conturines reperti paleontologici dell’orso delle caverne risalenti a circa 50.000 anni fa. Da allora, i risultati della serie di scavi condotti a partire dal 1988 sotto la direzione del paleontologo viennese Gernot Rabeder, in collaborazione con la Soprintendenza provinciale ai Beni culturali, sono oggetto di studio