TRENTO - Rispondere alla necessità di applicare canoni agevolati e modificare quelli per gli alloggi destinati alle politiche abitative cambiando parametri che vengono estesi a tutto il territorio trentino. È quanto prevede la delibera proposta dall'assessore alle politiche abitative, Simone Marchiori, e approvata oggi dalla Giunta provinciale. Il provvedimento si rende necessario per garantire la copertura su base provinciale di iniziative straordinarie attuali e future, come i risanamenti a fini locativi e i piani per la rivitalizzazione delle aree geografiche a rischio di abbandono.
"Vogliamo così dare risposta strutturale e uniforme a tutto il Trentino – ha sottolineato l'assessore Simone Marchiori - le esigenze abitative a canone sostenibile non riguardano più solo i grandi centri.
Mappando l'intero territorio, sosteniamo concretamente il rilancio delle valli e il contrasto allo spopolamento delle aree più periferiche, offrendo uno strumento equo per l'applicazione delle nostre politiche sociali".
Fino ad oggi, i valori massimi del canone erano fissati solo per 12 Comuni ad alta intensità abitativa (Ala, Arco, Borgo Valsugana, Cles, Lavis, Levico Terme, Mezzolombardo, Mori, Pergine Valsugana, Riva del Garda, Rovereto e Trento). Con questo atto, per rispondere alla necessità di applicare canoni agevolati anche in altri territori, vengono invece individuati i valori per tutti i Comuni della provincia, introducendo dove necessario specifiche differenziazioni per sotto-zone urbane.
La seconda importante novità riguarda l'adozione della "superficie commerciale" (che include anche muri, pertinenze e spazi esterni ponderati) come nuovo criterio di calcolo in sostituzione della superficie utile. Per assicurare la massima attendibilità, i nuovi canoni massimi, riferiti a civili abitazioni in ottimo stato o nuove, sono stati ricavati mediando i dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell'Agenzia delle Entrate, di pubblicazioni autorevoli e degli accordi territoriali vigenti, con una metodologia scientifica validata direttamente dall'ISPAT (Istituto di Statistica della Provincia di Trento). L'intervento non comporta alcun impegno di spesa a carico del bilancio provinciale. Sul provvedimento è stato inoltre fatto un passaggio informale al CAL, raccogliendo l'approvazione dei sindaci per il lavoro e il metodo adottati.
Ultimo aggiornamento:
10/07/2026 19:06