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Pisogne: controlli sul terreno dell'area Nistoi

Dopo le richieste di Legambiente, Italia Nostra, Lipu e comitato cittadini 

PISOGNE (Brescia) - Area Nistoi, dopo le richieste dei cittadini di Legambiente, Italia Nostra e Lipu sono iniziati i controlli sul terreno. Da verificare l’eventuale
presenza di materiali o fluidi pericolosi depositati abusivamente in passato.

I lavori nell’area del Nistoi, a Pisogne, sono fermi da circa una settimana. Dopo le richieste dei cittadini e di Legambiente Basso Sebino, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) ha effettuato i primi sopralluoghi e programmato ulteriori indagini sul terreno.

Gli approfondimenti sono finalizzati a verificare le condizioni ambientali del sito. Al centro degli accertamenti vi è il timore che l’area possa essere stata utilizzata in passato come deposito abusivo di materiali industriali potenzialmente pericolosi.
Si tratta di una circostanza che dovrà essere verificata attraverso le indagini degli enti competenti.

La vicenda si inserisce in una mobilitazione che ha già raccolto oltre 800 firme contro il progetto dell’area camper, accompagnate dalla richiesta di un referendum consultivo per consentire ai cittadini di esprimersi sul futuro del Nistoi.

Nonostante le proteste e la richiesta di consultazione popolare, il Comune aveva autorizzato l’avvio del cantiere. L’inizio dei lavori ha quindi spinto Legambiente Basso Sebino e i cittadini a rivolgersi anche ai legali, chiedendo la sospensione dell’intervento.

Tra le questioni sollevate vi è soprattutto la sicurezza idrogeologica dell’area, situata in prossimità del lago d’Iseo e del fiume Oglio, in un contesto già interessato da precedenti allagamenti.

Legambiente, Italia Nostra e Lipu "ritiengono indispensabile che le verifiche ambientali e idrogeologiche siano completate prima di qualsiasi eventuale ripresa dei lavori. La tutela della salute pubblica, dell’ambiente e della sicurezza del territorio deve venire prima di ogni progetto di trasformazione dell’ultima area verde a
lago". "Chiediamo che gli esiti degli accertamenti siano resi pubblici e che cittadini e associazioni siano messi nelle condizioni di conoscere con trasparenza le condizioni effettive del sito e le valutazioni degli enti competenti", concludono gli ambientalisti.
Ultimo aggiornamento: 13/10/2026 23:02

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