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Pergine Valsugana: inaugurati Casa e Ospedale della Comunità

Ridisegnata l’assistenza di prossimità per l’Alta Valsugana, Bersntol e Val di Cembra

PERGINE VALSUGANA (Trento) - Inaugurati Casa e Ospedale della Comunità. Ridisegnata con finanziamenti Pnrr e Pat l’assistenza di prossimità per l’Alta Valsugana, Bersntol e Val di Cembra. Aperti ufficialmente oggi il quarto Ospedale e la dodicesima Casa della Comunità

Taglio del nastro questa mattina a Pergine Valsugana per l'inaugurazione ufficiale degli edifici che ospitano l’Ospedale e la Casa della Comunità. Il complesso sanitario, situato in via San Pietro 2, nell'area dell’ex ospedale psichiatrico, rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di ridefinizione dell’assistenza territoriale sempre più vicina alle persone e alle famiglie. Le strutture di Pergine si inseriscono nella rete provinciale come dodicesima Casa della Comunità e quarto Ospedale di Comunità attivati sul territorio. All'inaugurazione, introdotta dal direttore generale di Asuit Antonio Ferro, hanno preso parte il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l'assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, il dirigente generale del dipartimento salute della Pat Andrea Ziglio, il direttore del Distretto est Enrico Nava, la direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani e le autorità locali, tra cui il sindaco di Pergine Valsugana Marco Morelli e il Presidente della Comunità Alta Valsugana e Bersntol Andrea Fontanari. Hanno partecipato all’incontro la direttrice per l’integrazione socio sanitaria Elena Bravi e la direttrice amministrativa Rosa Magnoni di Asuit, il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, il consigliere provinciale Walter Kaswalder e vari rappresentati di associazioni di volontariato tra cui il presidente di Lilt Mario Crisofolini.

Il direttore generale di Asuit, Antonio Ferro, ha sottolineato l'importanza strategica dell'opera dichiarando: «L’inaugurazione di oggi segna una pietra miliare nel percorso di implementazione di una sanità di prossimità moderna e capillare. Grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, viene restituita alla cittadinanza una struttura capace di dare risposte concrete alla cittadinanza. In particolare, i lavori hanno ridato vita al padiglione Perusini, recentemente oggetto di importanti interventi di ristrutturazione. Non si tratta solo di mura rinnovate, ma di un cambio di paradigma in cui, la presenza del personale infermieristico, garantita 12 ore al giorno per 7 giorni su 7, e la stretta sinergia con i medici di medicina generale, è in grado di offrire una risposta concreta e continuativa ai bisogni di salute della popolazione, riducendo le distanze tra ospedale e cittadino ed evitando accessi impropri ai pronto soccorso».
Il sindaco di Pergine Valsugana, Marco Morelli nel portare il saluto della città ha affermato: «Come Comune di Pergine Valsugana siamo felici di ospitare questa che sarà un'opportunità preziosa per tutto il territorio. Ringrazio la Provincia e l'Azienda sanitaria per questo traguardo, ma la vera sfida inizia ora: le novità non si calano dall'alto. Questa è un luogo fisico che andrà riempito di contenuti un po' alla volta, costruendo i servizi insieme alla comunità e al territorio giorno dopo giorno».
A illustrare le attività e a tracciare il cammino che darà piena operatività a questa cittadella della salute è stato Enrico Nava, direttore del Distretto est, che si è soffermato sul valore della continuità nell’assistenza e sull'integrazione socio-sanitaria: «La Casa della Comunità di Pergine, affiancata dal nuovo Ospedale di Comunità, con i suoi 17 posti letto dedicati alle dimissioni protette, risponde alla necessità di fornire alla popolazione servizi di prossimità attraverso un modello di presa in carico moderno, inclusivo e strutturato attorno alla persona. L’ospedale di comunità risponde proprio all’esigenza fondamentale di accompagnare la persona fragile o affetta da patologie croniche nel delicato passaggio post ricovero, finalizzandone il recupero prima del definitivo rientro a casa».
Nava ha poi sottolineato: «La delibera provinciale 233 del 2023 ha classificato la Casa della Comunità di Pergine come centro Hub, dove la componente sanitaria convive e si integra quotidianamente con i servizi sociali del territorio, come dimostrano gli sportelli dedicati di Spazio Argento, il Punto Unico di Accesso, l'Unità di Valutazione Multidimensionale e l'attivazione dei tavoli territoriali».
La Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità di Pergine Valsugana saranno il punto di riferimento per un bacino d’utenza che comprende i 15 comuni della Comunità Alta Valsugana e Bersntol con i suoi 56.138 abitanti e i 7 comuni della Valle di Cembra con una popolazione di 11.112. Le due strutture rappresentano l’integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e sociali, alcuni già presenti e altri potenziati o introdotti, con l’obiettivo di offrire risposte più coordinate, accessibili e vicine ai bisogni delle persone. Casa e Ospedale di Comunità di Pergine Valsugana è un complesso sanitario che si articola su tre padiglioni principali: il padiglione Perusini, il padiglione ex Neuro-osservazione e il padiglione Valdagni (un quarto, il padiglione Pandolfi, ospita la Rems e una residenza psichiatrica).
Il padiglione Perusini ospita: al piano rialzato gli ambulatori dei medici di medicina generale con i servizi dell’infermiere di comunità, il Servizio dipendenze e attività alcologiche, un ufficio per il volontariato, una palestra; al primo piano un hospice, in via di ultimazione, con 9 stanze da letto singole ambulatorio, spazi per il culto e locali di supporto; al secondo piano l’Ospedale di Comunità con 8 stanze doppie e una singola, infermeria, ambulatorio, studi medici, spazi comuni e locali tecnici; nel seminterrato trovano spazio due camere mortuarie, spogliatoi per il personale, locali tecnici e depositi.
Nel padiglione ex Neuro-osservazione sono collocati al piano terra il punto informazioni, la cassa, il Cup, gli sportelli anagrafe, le cure domiciliari, la Centrale operativa territoriale (Cot) del Distretto est, il centro diabetologico, lo sportello di Spazio argento, il punto prelievi e l'Unità operativa di igiene pubblica, mentre al primo piano si trovano il poliambulatorio, il consultorio familiare e gli ambulatori dei pediatri di libera scelta e al secondo piano il servizio amministrazione e la direzione del Distretto est.
Il padiglione Valdagni ospita al piano rialzato l’Unità operativa igiene e sanità pubblica veterinaria 2 e ai piani superiori l'Unità operativa di psichiatria con il centro salute mentale.
Completano l’offerta di servizi territoriali alcune funzioni svolte all’ospedale riabilitativo Villa Rosa, situato poco distante: il Servizio di continuità assistenziale, la Neuropsichiatria infantile e la Psicologia clinica e gli ambulatori vaccinali.
A dare i dettagli tecnici dell’intervento realizzato è stata la direttrice del Dipartimento tecnico, Debora Furlani: «La ristrutturazione del Padiglione Perusini ha rappresentato una sfida complessa, che unisce la modernità dei servizi alla sicurezza strutturale. Il quadro complessivo dell'opera si articola in quattro filoni principali, finanziati tramite risorse Pnrr e risorse della Provincia.
Fase propedeutica all'insediamento dei nuovi servizi, oltre ai lavori per permettere lo spostamento nel padiglione Pandolfi della Rems, è stata l'esecuzione dei lavori di consolidamento strutturale dell'edificio tramite interventi di adeguamento statico e miglioramento sismico. L'operazione ha permesso di risolvere le criticità emerse dalle analisi di vulnerabilità del 2023 con un quadro economico, finanziato con risorse Pnrr, di oltre tre milioni di euro. L'opera complessiva si è articolata in più filoni d'intervento: la Casa della Comunità, ultimata a marzo scorso, ha richiesto un budget di 2.26 milioni di euro oltre a 800 mila euro per la Centrale operativa territoriale del Distretto est; per l’Ospedale della Comunità da 17 posti letto il quadro economico finale è stato di 7.2 milioni di euro, mentre per la realizzazione dell'Hospice lo stanziamento di risorse provinciali è stato di 2.45 milioni. A questi si aggiungono due interventi propedeutici strategici, finanziati dalla Provincia di Trento: 900mila euro per il trasferimento della Rems al padiglione Pandolfi e 1.11 milioni per il potenziamento dell'infrastruttura elettrica a servizio di tutta l’area sanitaria. Grazie a questo imponente lavoro sinergico e al rispetto delle tempistiche, consegniamo al territorio un presidio sicuro, moderno e funzionale».
«L’inaugurazione di oggi a Pergine Valsugana – ha evidenziato il dirigente generale del Dipartimento salute, Andrea Ziglio – è un passo fondamentale nel riordino della sanità territoriale. Unendo Casa e Ospedale di Comunità, diamo una risposta moderna a una popolazione che invecchia e che esprime bisogni assistenziali complessi. Il modello ospedalocentrico non basta più: la sfida si gioca sul territorio con la prevenzione e la cura delle cronicità. L’Ospedale di Comunità fungerà da "filtro", accompagnando i pazienti dalle dimissioni protette al domicilio, mentre la Casa della Comunità offrirà percorsi appropriati riducendo la pressione su pronto soccorso e liste d'attesa. Questo cambiamento si basa su due pilastri: l'integrazione e i professionisti. Integrazione significa far dialogare sanità e sociale unendo le forze di Provincia, Comuni, Comunità di valle e terzo settore in équipe multiprofessionali. Come istituzioni siamo consapevoli che la qualità di questo modello cammina sulle gambe degli operatori, per questo continuiamo a investire non solo sul piano contrattuale ma soprattutto crescita professionale, coniugando assistenza, ricerca e didattica universitaria. È un percorso ambizioso e impegnativo, ma è la strada giusta per costruire una sanità che sia davvero una risorsa vicina, attrattiva e a misura di cittadino».
A nome delle autorità locali dell’Alta Valsugana e Bersntol e della Valle di Cembra è intervenuto il presidente della Comunità di Alta Valsugana e Bersntol, Andrea Fontanari, che ha sottolineato: «Oggi è una giornata importante, ringrazio la Provincia per averci coinvolto nell'ascolto dei bisogni reali. Questa inaugurazione è una risposta concreta di sicurezza per i cittadini, ma il nostro ruolo inizia adesso: dobbiamo tessere una rete, un filo rosso da passarci di mano in mano, che unisca istituzioni, sindaci e il prezioso mondo del volontariato. Queste strutture valorizzano la storia locale e sono state realizzate senza consumo di suolo: il modello trentino è un'opportunità straordinaria che vincerà la sfida integrando il prezioso mondo del volontariato e mettendo al centro la prevenzione. Solo così potremo garantire risposte sicure e una sanità nuova, solida e vicina, basata prima di tutto sulla prevenzione».
Alla cerimonia era presente il vicepresidente del Consiglio Regionale, Roberto Paccher che ha espresso grande soddisfazione per questa inaugurazione «che dimostra la visione della Giunta provinciale per una sanità territoriale vicina ai cittadini e innovativa. Come Regione autonoma Trentino - Alto Adige/Südtirol abbiamo il primato di essere tra le realtà più virtuose nei tempi di realizzazione delle Case della Comunità: a livello regionale saranno ben 26 le strutture costruite e la Valsugana è stata tenuta in grande considerazione con i due poli di Pergine e Borgo Valsugana. L'attenzione della Giunta per questo territorio è massima e costante, come dimostra anche la recente inaugurazione del Centro paralimpico di Villa Rosa, confermando una sensibilità concreta che va dalla sanità al sociale».
«Le Case della Comunità rappresentano una delle innovazioni più significative nel modo di intendere i servizi sanitari e sociosanitari – ha sottolineato l'assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina –. Per i cittadini dell’Alta Valsugana e Cembra questo sarà un punto di riferimento stabile, un luogo in cui la salute si traduce in cura, prevenzione, accompagnamento e presa in carico delle persone, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità. L’obiettivo è costruire risposte sempre più vicine ai bisogni reali delle comunità, mettendo in rete professionalità, competenze e servizi. In questa struttura trovano spazio percorsi sanitari e sociosanitari sviluppati insieme al territorio, valorizzando la collaborazione tra Azienda sanitaria, enti locali e terzo settore. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche richiedono modelli organizzativi capaci di seguire le persone nel tempo, garantendo continuità assistenziale e una maggiore integrazione tra i diversi servizi. Oggi inauguriamo anche l'Ospedale di Comunità di Pergine, da poco aperto e che va ad integrare con 17 posti letto la rete provinciale di questi presidi. Una forte rete di prossimità contribuisce anche a migliorare l’appropriatezza delle risposte, riducendo le attese e limitando il ricorso al pronto soccorso quando non necessario. È una direzione precisa: rendere il sistema sanitario più accessibile, vicino alle persone e capace di accompagnarle lungo tutto il percorso di cura. Per farlo è fondamentale investire anche nella comunicazione e ci stiamo impegnando a sviluppare una campagna comunicativa condivisa con i Comuni e le Comunità di Valle per fare in modo che i cittadini conoscano sempre di più l’offerta delle Case della Comunità e lo riconoscano come un luogo vivo e che appartiene a tutti».
«Con l’inaugurazione della Casa e dell’Ospedale della Comunità di Pergine Valsugana – ha affermato il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti – aggiungiamo un tassello concreto a un progetto nel quale abbiamo creduto e investito fin dall’inizio: una sanità sempre più vicina alle persone e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini nei territori in cui vivono. Oggi possiamo dire con soddisfazione che siamo tra le realtà più avanzate del Paese nell’attuazione delle Case della Comunità, con quasi tutte le strutture previste già aperte e operative. Si tratta di presidi di prossimità che rafforzano la rete dei servizi e offrono un punto di riferimento stabile per le nostre comunità. Una scelta di responsabilità che guarda al futuro e si inserisce pienamente nell'ambito di un nuovo modello che stiamo perseguendo e di cui l’avvio della Scuola di Medicina e la realizzazione del nuovo Polo ospedaliero universitario sono passaggi fondamentali per formare, attrarre e trattenere professionalità qualificate. Siamo convinti che strutture moderne e servizi di qualità abbiano infatti bisogno di professionisti competenti, in grado di garantire un alto livello dei servizi per i nostri cittadini».
Ultimo aggiornamento: 22/06/2026 19:28

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