CORTENO GOLGI (Breswcia) - Una biblioteca che racconta il valore del dono: inaugurato il nuovo spazio di lettura alla scuola secondaria di Corteno Golgi.
Dalla creatività dei più giovani a un importante riconoscimento regionale: la scuola celebra la lettura, la solidarietà e il valore educativo del dono, attraverso un percorso che ha saputo unire generazioni diverse, sensibilità e linguaggi, trasformando un progetto scolastico in un’esperienza di crescita condivisa.

Ieri la scuola secondaria di primo grado di Corteno Golgi ha inaugurato il suo rinnovato spazio dedicato alla lettura, un luogo che da oggi custodisce non soltanto libri e storie, ma anche il significato di un percorso fatto di impegno, creatività, sensibilità e crescita. Alla cerimonia hanno preso parte, oltre al dirigentre scolastico dell'
IC di Edolo, professoressa
Giacomina Andreoli, docenti e studenti, i rappresentanti del territorio e dell’Aido, in particolare
Anna Monica Canti, dell’Amministrazione comunale di Corteno Golgi;
Vittoria Mensi, presidente provinciale Aido ed
Elvira Ferrari, presidente del Gruppo Intercomunale Aido della Valle Camonica.
Un momento di condivisione che ha celebrato un risultato importante per la scuola e per i suoi studenti, protagonisti di un’esperienza capace di intrecciare cultura, cittadinanza attiva e solidarietà. A guidare i presenti alla scoperta del nuovo spazio sono stati proprio i ragazzi della classe terza F, che hanno curato la presentazione accompagnati dalle docenti
Fabiana Guizzardi e
Rossana Madaschi.
Un ruolo da protagonisti conquistato sul campo, grazie al lavoro svolto durante la realizzazione del video che ha permesso alla classe di partecipare al concorso “
La cultura del dono”, nell’ambito del progetto “
Un sì oggi… una vita domani”, promosso con il sostegno di Aido. Il progetto ha portato a un risultato di cui andare particolarmente fieri: il terzo posto in un concorso che ha visto la partecipazione di classi delle scuole secondarie di secondo grado. Un traguardo significativo per una classe della scuola secondaria di primo grado, che ha saputo confrontarsi con realtà scolastiche di livello superiore, dimostrando creatività, partecipazione e capacità di affrontare temi profondi attraverso un linguaggio vicino al mondo dei giovani.
La premiazione si è svolta il 17 aprile 2026 presso Palazzo Lombardia, a Milano, in un contesto istituzionale che ha dato ulteriore valore al lavoro realizzato dagli studenti e all'impegno profuso nel diffondere la cultura della donazione.
Ma il valore di questa esperienza va ben oltre il premio conquistato. Durante il percorso, gli alunni hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi al mondo della donazione degli organi, dei tessuti e delle cellule, conoscendone il significato umano e sociale. Un universo che forse avrebbero incontrato più avanti nel loro cammino, o che magari sarebbe rimasto a lungo lontano dalla loro quotidianità. Grazie a questo progetto, invece, hanno potuto interrogarsi sul valore della vita, sulla solidarietà e sulla possibilità che un gesto di generosità possa offrire speranza a qualcun altro. A rendere ancora più speciale questo cammino è stato anche il coinvolgimento degli alunni della classe quinta della scuola primaria, che hanno offerto il loro prezioso contributo alla giornata e al video, accompagnati e coordinati dalla docente
Mara Fogliaresi. I bambini hanno partecipato con parole sensibili e forti, capaci di esprimere con spontaneità e profondità il significato del dono e il valore della vita. Il loro contributo ha arricchito il progetto con uno sguardo autentico e sorprendente, quello dell'infanzia, capace di osservare anche i temi più complessi attraverso la fantasia, la curiosità e una libertà espressiva tutta speciale.Il loro apporto al video ha preso forma attraverso una reinterpretazione degli organi visti dagli occhi di un bambino. Partendo da immagini di organi presentati a metà, ai bambini è stato chiesto di completarli liberamente, lasciando spazio alla propria immaginazione. Ed ecco che quelle forme hanno iniziato a trasformarsi in animali, piante, circuiti e altre figure inaspettate: mondi originali nati dalla fantasia, dalla creatività e dalla capacità dei più piccoli di vedere possibilità dove un adulto potrebbe riconoscere soltanto una forma da completare.
Un'attività semplice nella sua proposta, ma ricca di significato.
Attraverso il disegno e la libera interpretazione, i bambini hanno potuto avvicinarsi al tema del corpo umano con uno sguardo personale, trasformando un contenuto delicato in un'occasione di scoperta e riflessione. La loro immaginazione ha dato vita a un linguaggio visivo capace di parlare a tutti, dimostrando come anche i più piccoli possano contribuire a comunicare messaggi importanti, con una sensibilità che nasce dalla spontaneità e dalla meraviglia. Il loro coinvolgimento ha rappresentato un prezioso esempio di collaborazione tra ordini scolastici diversi, in cui i ragazzi più grandi e i bambini più piccoli hanno potuto incontrarsi attorno a un obiettivo comune.
Due età, due modi differenti di guardare il mondo, uniti dalla creatività e da un messaggio condiviso: il valore della vita e l'importanza del dono. È proprio qui che la scuola esprime una delle sue missioni più autentiche. Insegnare non significa soltanto trasmettere conoscenze, spiegare contenuti o accompagnare gli studenti verso il raggiungimento di obiettivi didattici. Significa anche aprire finestre sul mondo, offrire occasioni per conoscere realtà nuove, stimolare domande e aiutare i ragazzi a diventare cittadini consapevoli, capaci di guardare oltre sé stessi. Significa accompagnarli nella scoperta di valori che non si apprendono soltanto sui libri, ma che prendono forma attraverso le esperienze, il confronto e la partecipazione.
La realizzazione del video ha rappresentato, in questo senso, molto più di un'attività scolastica: è stata un'occasione per lavorare insieme, condividere idee, dare voce a un messaggio e scoprire che anche i più giovani possono contribuire a diffondere una cultura della solidarietà. Un percorso nel quale le docenti hanno accompagnato gli studenti, lasciando loro lo spazio per esprimersi, mettersi alla prova e diventare portavoce di un messaggio importante. Allo stesso modo, il contributo della classe quinta della scuola primaria ha dimostrato quanto sia prezioso offrire ai bambini occasioni per esprimere la propria creatività e partecipare attivamente a esperienze dal forte valore educativo. Il nuovo spazio di lettura si inserisce idealmente in questo cammino. Una biblioteca è, per sua natura, un luogo in cui si aprono mondi, si incontrano storie e si coltiva la curiosità.
È uno spazio che invita a fermarsi, a immaginare, a conoscere e a comprendere. E questa biblioteca porta con sé anche una storia speciale: quella di una comunità scolastica che, attraverso la partecipazione a un concorso, ha saputo trasformare un progetto educativo in un risultato concreto, capace di lasciare un segno.
Alla cerimonia era presente anche la dirigente scolastica, professoressa Giacomina Andreoli, che è stata ringraziata "per le opportunità che offre alla comunità scolastica, per la partecipazione e l'attenzione con cui sostiene queste iniziative e per accompagnare costantemente docenti e studenti nei percorsi di crescita, scoperta e cittadinanza attiva". "Il suo supporto rappresenta un elemento prezioso per trasformare le idee in esperienze concrete, capaci di arricchire il percorso formativo dei ragazzi e di aprire loro nuove prospettive. Perché progetti come questo possano nascere e lasciare un segno, è fondamentale una scuola che sappia credere nelle potenzialità dei propri studenti, sostenere l'impegno dei docenti e creare occasioni in cui l'apprendimento si trasformi in esperienza di vita", è stata la conclusione del momento istituzionale.
L'inaugurazione - hanno sottolineato le responsabili Aido - "non rappresenta quindi soltanto il taglio del nastro di uno spazio rinnovato, ma anche la celebrazione di un percorso in cui cultura e solidarietà si sono incontrate, dando vita a un'esperienza significativa per tutti i suoi protagonisti: ragazzi, bambini, docenti e rappresentanti del territorio. Un'esperienza che ci ricorda come ogni età abbia un modo speciale di comprendere e raccontare il mondo. Se i ragazzi della terza F hanno saputo affrontare il tema della donazione attraverso un progetto di comunicazione capace di ottenere un importante riconoscimento regionale, i bambini della quinta primaria hanno aggiunto la forza della fantasia, dimostrando che anche un disegno, una parola o un'interpretazione inattesa possono diventare strumenti per parlare di vita, solidarietà e speranza. Perché la scuola lascia davvero il segno quando, accanto alle competenze, riesce a seminare domande, sensibilità e consapevolezza. E se anche un solo ragazzo, grazie a questa esperienza, porterà con sé una maggiore conoscenza del valore del dono e della possibilità di salvare altre vite, allora il progetto avrà raggiunto un risultato che va ben oltre qualsiasi classifica. Una biblioteca, dunque, che non custodisce soltanto libri, ma anche un messaggio: conoscere per comprendere, comprendere per scegliere, scegliere per donare. E, talvolta, basta lo sguardo libero e creativo di un bambino per ricordarci che la vita può essere raccontata in tanti modi diversi, ma conserva sempre un valore inestimabile".