SONDRIO - Gestione dei
rapporti di lavoro part-time del personale amministrativo di
Asst Valtellina e Alto Lario e, in particolare, sulle modalità adottate presso la
Struttura Accoglienza. La questione riguarda la decisione di ricondurre diversi
rapporti part-time all’83,33%, con articolazione verticale, scelta che l’Azienda ha motivato richiamando esigenze di riorganizzazione della Struttura.

I sindacati della Cisl Fp
"non contesta il potere dell’Azienda di organizzare i propri servizi, contesta, invece, le modalità con cui tale scelta è stata attuata e, in particolare, quella che il sindacato ritiene essere l’applicazione sostanzialmente generalizzata di un’unica soluzione, senza una preventiva informazione e un effettivo confronto sindacale sulla misura e senza un’adeguata valutazione delle singole situazioni".
Da qui il richiamo ai
“lavoratori senza voce”: secondo quanto segnalato alla nostra organizzazione, le lavoratrici interessate non sarebbero state coinvolte preventivamente in un confronto effettivo sulle nuove modalità, né messe nelle condizioni di rappresentare compiutamente le proprie esigenze e di valutare eventuali soluzioni alternative compatibili con quelle del servizio. Il Regolamento aziendale contempla diverse percentuali e differenti articolazioni del part-time.
Per Cisl Fp queste possibilità
"devono essere valutate concretamente, tenendo conto sia delle effettive esigenze dei servizi sia delle necessità di conciliazione tra vita familiare e lavorativa. Particolarmente preoccupanti sono le conseguenze segnalate dalle lavoratrici. Secondo quanto rappresentato alla nostra Organizzazione, alcune dipendenti avrebbero rinunciato al part-time, altre sarebbero ricorse all’aspettativa non retribuita o al congedo parentale e, in un caso, sarebbe intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro".
Si tratta di circostanze che Cisl Fp ha chiesto
"ad Asst di verificare puntualmente e che, qualora confermate, imporrebbero una seria riflessione sull’impatto delle scelte organizzative adottate.
Il part-time non è un privilegio, ma uno strumento fondamentale di conciliazione tra vita personale, familiare e lavorativa".
Una diversa articolazione dell’orario può incidere significativamente sull’organizzazione quotidiana delle persone e non può quindi essere considerata una modifica meramente formale. Da tempo si parla della difficoltà della sanità pubblica, e anche delle realtà territoriali come la nostra, di attrarre e trattenere personale.
Proprio per questo Cisl Fp ritiene contraddittorio adottare scelte organizzative che rischiano di rendere ancora più difficile la permanenza di chi già lavora in Azienda. L’attrattività non si costruisce soltanto assumendo nuovo personale: significa anche creare le condizioni perché chi è già in servizio possa e voglia rimanere.
Per Cisl Fp, quindi, la capacità di mantenere i lavoratori e l’attrattività di Asst "sono strettamente collegate alla qualità dell’organizzazione del lavoro, al benessere organizzativo e alla possibilità concreta di conciliare vita professionale e familiare. Se una riorganizzazione porta lavoratrici a rinunciare al part-time, a ricorrere ad assenze non retribuite o al congedo parentale, fino ad arrivare alle dimissioni, è necessario interrogarsi non soltanto sulla singola misura adottata, ma anche sulle sue conseguenze in termini di fidelizzazione e attrattività dell’Azienda. Questo è Funzione Pubblica anche il punto evidenziato espressamente nella nota inviata all’Asst".
Per queste ragioni Cisl Fp Sondrio chiede "ad Asst Valtellina e Alto Lario un passo indietro rispetto alle modalità finora adottate e il riesame delle posizioni part-time della Struttura Accoglienza, comprese quelle già modificate, attraverso una valutazione effettiva delle diverse soluzioni previste dal Regolamento aziendale, delle esigenze dei singoli servizi e delle concrete necessità delle lavoratrici interessate. Inoltre chiede inoltre il ripristino di corrette relazioni sindacali attraverso gli strumenti di informazione e confronto previsti dal Ccnl. L’obiettivo non è impedire all’Azienda di organizzare i servizi, ma fare in modo che le esigenze organizzative siano contemperate con i diritti e le concrete esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. In assenza di soluzioni alle criticità segnalate, CISL FP Sondrio si riserva di tutelare le proprie prerogative sindacali e i lavoratori interessati nelle sedi competenti, anche attraverso il ricorso previsto dall’art. 28 della Legge 300/1970, ove ne ricorrano i presupposti, nonché di interessare gli organismi competenti in materia di pari opportunità qualora emergano elementi rilevanti sotto il profilo della discriminazione, anche indiretta".