INNSBRUCK - Al TAXISPALAIS Kunsthalle Tirol di Innsbruck, il fotografo tirolese
Gregor Sailer ha ricevuto il Premio Paul Flora. Il riconoscimento gli è stato consegnato dall’assessore provinciale alla Cultura
Philipp Achammer e dal presidente del Tirolo e assessore tirolese alla Cultura
Anton Mattle. Con questo premio, il Tirolo e l’Alto Adige rendono omaggio, a rotazione annuale, a giovani artiste e artisti di particolare valore che, con le loro opere, apportano nuovi impulsi all’arte contemporanea. Foto @Land Tirol / Sidon.

“Ciò che mi colpisce delle opere di Gregor Sailer è la coerenza con cui segue il proprio sguardo fotografico, rendendo visibili luoghi e sviluppi che altrimenti difficilmente entrerebbero nel campo dell’attenzione pubblica. Le sue immagini sono precise, incisive e sollevano interrogativi che vanno oltre il singolo soggetto”, ha dichiarato l’assessore Achammer nel corso della cerimonia di premiazione a Innsbruck. “Con il
Premio Paul Flora rendiamo omaggio a un artista che esplora i confini della fotografia e offre così impulsi significativi all’arte contemporanea. Sono proprio posizioni autonome e coraggiose come la sua ciò di cui un panorama culturale vitale ha bisogno”.
Anche il presidente del Tirolo Mattle ha sottolineato, rivolgendosi al vincitore: “Gregor Sailer riesce, attraverso i suoi progetti fotografici di lunga durata, a rendere visibili luoghi nascosti e trasformazioni sociali profonde. Le sue opere stimolano la riflessione e mostrano come l’arte possa costruire ponti tra territori e persone.
Il Premio Paul Flora non riconosce soltanto il suo lavoro artistico, ma anche il suo impegno sociale”.
Gregor Sailer: fotografo tra arte e ricerca
Il vincitore di quest’anno, Gregor Sailer, è nato nel 1980 a Schwaz e risiede a Vomp (distretto di Schwaz). Ha studiato design della comunicazione con specializzazione in fotografia e cinema sperimentale presso l’Università di Scienze Applicate di Dortmund. Ha acquisito notorietà internazionale grazie a progetti fotografici di lungo periodo, nei quali documenta con una fotocamera tecnica analogica luoghi difficilmente accessibili, tra cui città, scenografie utilizzate per addestramenti militari, stazioni di ricerca isolate nell’Artico o impianti produttivi controllati dall’intelligenza artificiale.
Tra le sue serie più note figurano “Closed Cities”, “The Potemkin Village” e “The Polar Silk Road”. Le sue opere sono state esposte, tra gli altri, al Natural History Museum di Londra e al prestigioso festival fotografico Rencontres d’Arles. Nel 2022 il Kunsthaus Wien gli ha dedicato un’ampia retrospettiva. Più recentemente è stato presentato al Naturhistorisches Museum di Vienna il progetto “Cockaigne”, nel quale l’artista affronta il tema del futuro dell’alimentazione mondiale alla luce della crisi climatica e della crescita della popolazione.
Nella motivazione, la giuria composta da Nina Tabassomi (direttrice del TAXISPALAIS Kunsthalle Tirol), Sabine Gamper (curatrice di arte contemporanea) e Andreas Flora in rappresentanza della famiglia ha sottolineato come Sailer riesca, con le sue opere, a superare i confini tra arte, scienza e documentazione, portando al centro dell’attenzione temi di rilevanza sociale.