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Meloni (FdI) rincara la dose su Draghi: “Green Pass e vaccini, ecco le domande senza risposte. Questa non è libertà”

venerdì, 23 luglio 2021

Brescia – Scettica fin dalle prime indiscrezioni sulle scelte del Governo Draghi con la quale si attua una stretta sulle norme anti-Covid, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, rincara la dose contro le parole del premier (“L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire“), in particolare rivolte a chi non è un “fan” della vaccinazione, anche per i più giovani, che generalmente non si ammalano e, seguendo le tesi di scienziati e dei “sostenitori” nel Green Pass, non farebbero rischiare nulla a soggetti vaccinati.

Sui propri social, il principale esponente dell’opposizione in Italia, è dura: “La cosa più inquietante della conferenza stampa di Draghi, sono le parole di terrore che ha scelto nel rivolgersi agli italiani. I numeri sembrano non contare più: nonostante i dati delle terapie intensive siano ampiamente sotto controllo, il Green Pass è diventato il nuovo “mantra” da imporre. Il resto non conta.
A questo punto, vorrei avanzare delle domande alla nuova scienza di Governo:
1️⃣ I Paesi europei che sconsigliano il vaccino a bambini e adolescenti, stanno quindi invitando la popolazione a morire?
2️⃣ Con questa affermazione Draghi sta dicendo che sono condannati a morte coloro che non possono vaccinarsi, come chi affronta radio e chemioterapia?
3️⃣ Il Premier Draghi è sicuro quando afferma che i possessori del Green Pass avranno la GARANZIA di non ritrovarsi tra persone contagiose? Ci può fornire i dati scientifici a sostegno di questa tesi?
4️⃣ Se a settembre i contagi saranno aumentati nonostante un obbligo vaccinale di fatto – ma per il trasporto pubblico e la scuola non sarà ancora stato fatto nulla – con chi se la dovranno prendere gli italiani, e in particolare gli imprenditori e i lavoratori che avranno pagato per queste misure inefficaci?
È un anno e mezzo che a pagare sono sempre gli stessi: bar, ristoranti, discoteche, il settore dello sport, della cultura e dello spettacolo. Mentre a beneficiarne sono sempre i soliti noti. Sembra che il problema a Palazzo Chigi non sia più il virus, ma le attività.
Sottolineare l’incapacità nella gestione della pandemia non significa essere “novax” o andare contro la campagna vaccinale – che ritengo sia fondamentale se fatta con trasparenza e serietà – ma non è accettabile che l’obbligatorietà del foglio verde, di fatto, costringa subdolamente i cittadini a vaccinarsi, pena l’esclusione dalla vita sociale. Questa non è libertà“.



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