SONDRIO - Parere favorevole in
Commissione Agricoltura presieduta da
Floriano Massardi (Lega) al nuovo
"Piano Generale di Bonifica, di Irrigazione e di Tutela del Territorio Rurale", redatto in attuazione dell'articolo 87 della legge regionale n. 31/2008. Il documento, frutto di un lavoro congiunto tra la Direzione Generale Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, l'Università degli Studi di Milano e ANBI-Lombardia
, ridefinisce le politiche regionali di adattamento climatico e gestione sostenibile della risorsa idrica in Lombardia, a tutela delle imprese agricole e del patrimonio naturale.
“La Lombardia è una grande regione agricola e la gestione dell’acqua è una delle priorità economiche, ambientali, produttive e una delle condizioni per la nostra competitività – ha sottolineato il Presidente della Commissione
Floriano Massardi (Lega)
-. È un Piano necessario che aggiorna uno strumento fondamentale per il governo delle acque, della sicurezza idraulica e del territorio agricolo”.
“È un atto strategico perché mette al centro una verità semplice: senza acqua non c’è agricoltura, senza manutenzione del territorio non c’è sicurezza, senza una rete irrigua efficiente non c’è competitività per le nostre imprese agricole — ha precisato la relatrice
Barbara Mazzali (Forza Italia)
-. Con questo provvedimento si rafforza una visione moderna della bonifica: non più soltanto gestione dei canali e delle opere idrauliche, ma una vera infrastruttura pubblica di adattamento climatico, difesa del suolo, tutela del paesaggio rurale e sostegno alla produzione agricola”.
Il Piano interviene
su
cinque direttrici fondamentali:
la sicurezza idraulica, per proteggere i territori da alluvioni ed esondazioni, potenziando la resilienza dei canali di fronte a eventi meteo estremi;
l'efficientamento dei sistemi irrigui e l'ottimizzazione della distribuzione idrica, essenziali per garantire la produttività del comparto agroalimentare;
la salvaguardia attiva dell'ambiente e la valorizzazione dei servizi ecosistemici svolti dalla rete di bonifica;
l'integrazione dei tracciati idrici minori con percorsi di mobilità lenta per favorire la fruizione sostenibile del territorio rurale e, infine, un forte impulso alla
ricerca, al monitoraggio e alla conoscenza condivisa, attuato anche attraverso lo sviluppo di banche dati innovative come il CeDATeR in stretta collaborazione con i Consorzi di Bonifica.
Il Piano riconosce inoltre il
ruolo centrale dei Consorzi di bonifica, chiamati a essere sempre più soggetti di programmazione, manutenzione, innovazione e presidio territoriale.
L'efficacia del Piano sarà verificata attraverso un sistema di monitoraggio quinquennale, con indicatori ambientali, territoriali e socioeconomici.
Approvazione PDA 33 Bonifica aree consortili in Commissione Agricoltura - Regione Lombardia
“Questo non è un Piano tecnico qualunque.
È un atto strategico, perché mette al centro una verità semplice: senza acqua non c’è agricoltura, senza manutenzione del territorio non c’è sicurezza, senza una rete irrigua efficiente non c’è competitività per le nostre imprese agricole”, dichiara Barbara Mazzali, Consigliere regionale di Forza Italia e relatrice del provvedimento.
“Con questo Piano — prosegue Mazzali — Regione Lombardia rafforza una visione moderna della bonifica: non più soltanto gestione dei canali e delle opere idrauliche, ma una vera infrastruttura pubblica di adattamento climatico, difesa del suolo, tutela del paesaggio rurale e sostegno alla produzione agricola”.
Il provvedimento interviene su alcune direttrici decisive: la sicurezza idraulica, per proteggere i territori da alluvioni, esondazioni ed eventi meteorologici estremi; l’efficientamento dei sistemi irrigui, per utilizzare meglio la risorsa idrica e ridurre le dispersioni; la tutela del reticolo idrico minore, che rappresenta una componente essenziale dell’identità agricola e paesaggistica lombarda; la valorizzazione dei servizi ecosistemici svolti dalla rete di bonifica; e il rafforzamento della ricerca, del monitoraggio e delle banche dati, anche attraverso strumenti innovativi come il CeDATeR.
“Il punto politico è chiaro: l’acqua non può essere gestita inseguendo le emergenze. Serve programmazione, serve conoscenza, serve capacità di prevenire. La Lombardia agricola vive ogni giorno gli effetti di un clima che cambia: lunghi periodi di siccità alternati a fenomeni estremi. Per questo la bonifica e l’irrigazione diventano una leva di governo del territorio, non un tema settoriale”, aggiunge Mazzali.
Il Piano riconosce inoltre il ruolo centrale dei Consorzi di bonifica, chiamati a essere sempre più soggetti di programmazione, manutenzione, innovazione e presidio territoriale.
“Dobbiamo mettere i Consorzi nelle condizioni di lavorare con strumenti adeguati e con una cornice regionale chiara. Sono loro, insieme agli agricoltori, a conoscere il territorio, a presidiare le fragilità e a rendere concreta la manutenzione diffusa. La sicurezza idraulica non si costruisce con gli slogan, ma con opere, programmazione e responsabilità”.
Particolare rilievo assume anche la dimensione rurale e paesaggistica del Piano.
“Proteggere il territorio rurale significa proteggere un pezzo dell’identità lombarda. I canali, il reticolo minore, le campagne irrigue, i percorsi di mobilità lenta, le connessioni ecologiche non sono elementi separati: insieme compongono un paesaggio produttivo, ambientale e anche attrattivo. L’agricoltura non è soltanto economia: è presidio, cura del suolo, qualità del paesaggio e futuro delle comunità locali”.
L’efficacia del Piano sarà verificata attraverso un sistema di monitoraggio quinquennale, con indicatori ambientali, territoriali e socio-economici.
“È un passaggio importante — conclude Mazzali — perché i Piani non devono restare sulla carta. Devono produrre risultati misurabili. Forza Italia sostiene questo provvedimento perché guarda alla Lombardia concreta: quella che produce, lavora, coltiva, mantiene il territorio e chiede istituzioni capaci di programmare. Difendere l’acqua significa difendere l’agricoltura lombarda. E difendere l’agricoltura significa difendere lavoro, imprese, sicurezza alimentare e comunità”.