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Le fonti dell’informazione più utilizzate: il dominio delle risorse telematiche e la crisi dei media tradizionali

lunedì, 29 novembre 2021

Il panorama dei media a disposizione di chi vuole rimanere aggiornato su quello che succede nel mondo è ormai molto ampio e sicuramente più variegato rispetto a quello di qualche anno fa. Ai mezzi di divulgazione classici, come i giornali cartacei, la televisione e la radio, sono andati via via ad aggiungersi prima internet e più recentemente i social media e le App creata appositamente per sfruttare al meglio quello che è diventato il gadget onnipresente per eccellenza nelle nostro vite, vale a dire lo smartphone. In un quadro di questo tipo, il ruolo degli sviluppatori diventa sempre più importante e fondamentale per rendere ancora più fruibile e smart la diffusione delle notizie. Sono tante le persone che provano a crearsi una formazione tecnica di livello tramite i migliori corsi di programmazione presenti sul mercato, e tra i più interessanti c’è quello proposto da aulab, una PMI italiana che si occupa da tempo di formazione informatica e che punta a creare le basi tecniche dei futuri professionisti del coding attraverso una full immersion della durata di tre mesi incentrata sui linguaggi di programmazione più importanti e la messa in pratica dei concetti imparati a lezione. Ma come si orientano le preferenze del cittadino medio in termini di scelta dei canali d’informazione? Andiamo a scoprirlo.

1. Notizie di attualità

Internet ha cambiato tante delle nostre abitudini e tra queste c’è sicuramente anche quella di utilizzare i media tradizionali per entrare a conoscenza delle notizie principali della giornata. Oggi lo strumento più utilizzato è il web in tutte le sue tantissime declinazioni e possibilità. Tra queste ovviamente i siti ufficiali di testate giornalistiche e blog, applicazioni per tablet e cellulari, piattaforme social e infine i podcast. Questo non significa che i canali classici non siano più in uso, ma solo la televisione riesce a tener testa ai nuovi canali.

2. Informazione politica

Diverso il discorso sulla diffusione delle notizie di natura politica. In quest’ambito la televisione gioca ancora un ruolo da protagonista con preferenza per le numerose trasmissioni di approfondimento presenti su tutte le emittenti nazionali e locali, e i telegiornali. Le alternative sono rappresentate dai siti e dai social media, e solo una minima parte fa riferimento alla carta stampata per la lettura di analisi politiche ed elettorali.

3. Le scelte dei più giovani

Anche qui nessuna sorpresa: la scelta delle nuove generazioni si orientano immancabilmente verso il web e tutti quei media incentrati sulla tecnologia. I social media spopolano, ma sorprendentemente anche la radio resta un’alternativa valida, soprattutto per chi è spesso alla guida o non può visualizzare uno schermo per motivi lavorativi.

4. Cosa sceglie la popolazione adulta

Messo in chiaro che la gran parte delle persone adulte cerca le notizie d’interesse sui canali digitali, resta da capire quali siano quelli preferiti dall’utenza. Al primo posto i siti specializzati in informazione e quindi le testate giornalistiche. In tal senso un ruolo importante è rivestito dai motori di ricerca che riescono ad attirare l’attenzione del lettore che non ha bisogno di approfondimento e che necessita di un tipo d’informazione sintetica e veloce. I social media vengono utilizzati dai più adulti ma con una frequenza minore rispetto agli adolescenti.

5. I social e Facebook

Nonostante i social media siano diventati negli ultimi anni uno dei media più usati per il reperimento di notizie di attualità, la gran parte delle persone è consapevole che spesso le informazioni presenti al suo interno non siano attendibili o veritiere, ed è per questo che una volta intercettata la notizia, la approfondiscono utilizzando altri canali. Tra le piattaforme social più usate Facebook è certamente la più utilizzata, soprattutto dal pubblico femminile. In termini di grado d’istruzione si ha una predominanza di persone diplomate mentre meno di un quarto del totale ha un titolo di studio accademico o superiore. 



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