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Integrazione sociosanitaria, la riforma Tonina ai raggi X

In IV Commissione le audizioni sul ddl 92. Dagli Ordini sì alla rete, ma servono più risorse e meno burocrazia

TRENTO - La riorganizzazione dell'assistenza territoriale passa al vaglio dei professionisti della salute.

La Quarta Commissione provinciale, presieduta da Maria Bosin, ha dedicato il pomeriggio alle audizioni degli Ordini professionali sul ddl 92/XVII proposto dall'assessore Mario Tonina in tema di integrazione socio-sanitaria.
A tracciare i pilastri della riforma è stato il direttore generale dell'Asuit, Antonio Ferro, che ha illustrato un modello basato su sei ambiti territoriali integrati, l'implementazione dello Spazio Argento per anziani fragili e disabili e l'attesa introduzione di una cartella sociosanitaria condivisa.
Un impianto che ha sollevato le perplessità di parte dell'opposizione: i consiglieri Paolo Zanella e Francesca Parolari hanno infatti espresso il timore che il comparto sanitario finisca per assorbire quello assistenziale, riducendo i nuovi distretti a mere articolazioni dell'Azienda sanitaria.

Dal mondo delle professioni è arrivato un giudizio di massima positivo, seppur condito da precisi paletti. L'Ordine dei medici ha promosso l'obiettivo di mettere il paziente al centro, chiedendo però paletti chiari sui limiti di accesso alla nuova cartella condivisa per tutelare il segreto professionale, oltre a un'adeguata copertura finanziaria e informatica. Sulla stessa linea gli infermieri, che pur lodando il testo hanno lamentato un'impostazione ancora a trazione prettamente sanitaria, chiedendo di inserire rappresentanti delle professioni e del terzo settore all'interno del nascente Consiglio per la salute.

Preoccupazioni pratiche sono state sollevate dagli assistenti sociali e dai farmacisti, uniti nel chiedere di scongiurare aggravi burocratici o nuovi compiti non retribuiti, prestando particolare attenzione a non sovraccaricare la delicata figura dei caregiver. A completare il quadro, le istanze dei singoli settori: l'Ordine degli psicologi ha auspicato l'introduzione della psicologia primaria di base, i tecnici sanitari hanno rilanciato l'allarme sulla carenza e sulla fuga di personale verso l'Alto Adige, mentre i fisioterapisti hanno definito il disegno di legge «interessante» ma non abbastanza coraggioso e troppo «aziendale».
Ultimo aggiornamento: 16/10/2026 00:09

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