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Indennità sindaci trentini: “Schiaffo a lavoratori e pensionati"

Dichiarazioni dei segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino

TRENTO - Sugli aumenti dell'indennità dei sindaci trentini prendono posizione i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher:

“La democrazia ha dei costi che la collettività deve sostenere se vogliamo che alla politica e all’amministrazione pubblica possano partecipare tutti, non solo chi può permetterselo. Lungi da noi quindi ogni logica populista che svilisce il ruolo degli amministratori locali e non riconosce anche economicamente il ruolo e l’impegno a favore della comunità.

Ma quando leggiamo che da quest’anno i sindaci trentini riceveranno indennità più alte tra i 3.000 e gli 8.800 euro lordi annui non possiamo che restare basiti. Si tratta di incrementi fino al 20% delle indennità che nel 2023 erano già salite anche del 47%. Questi aumenti voluti dalla giunta regionale di centrodestra si aggiungeranno infatti a quelli adottati solo tre anni fa, quando le paghe della stragrande maggioranza dei primi cittadini salirono in una volta sola tra i 6.000 e i 21.000 euro lordi annui.

Possiamo allora davvero parlare di un vero e proprio schiaffo verso lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionate.
A questo proposito ricordiamo che dal 2015 al 2024 le retribuzioni lorde di un operaio, di un commesso, di un cameriere sono salite secondo l’Inps del 13,8%, mentre gli impiegati hanno visto crescere i propri redditi da lavoro del 14,4%, ben al di sotto del tasso di inflazione che solo dal 2019 è salita di oltre il 20%. In pratica in dieci anni la retribuzione annua lorda di un operaio e di un impiegato in Trentino è cresciuta rispettivamente di 2.250 e 3.700 euro, anche quasi dieci volte meno degli aumenti percepiti da amministratori comunali e politici regionali.

Se poi si guarda alle famiglie con figli minori da tre anni in su in Trentino il confronto è davvero scandaloso: dal 2018 in avanti alle famiglie che percepiscono l’Assegno Unico provinciale non è infatti stato garantito neppure un minimo reale incremento dei benefici per i figli, visto che da anni ormai gli stanziamenti provinciali per questi nuclei non aumenta in termini reali, nonostante come sindacati abbiamo chiesto almeno una indicizzazione dell'Icef al costo della vita.

Ma ad aumentare davvero non c’è purtroppo solo l’indennità dei primi cittadini e degli assessori comunali ma anche l’astensionismo. Alle elezioni amministrative del 4 maggio scorso ben il 46% degli elettori ha disertato le urne. Ormai quasi un trentino su due non va a votare per il proprio sindaco. Crediamo purtroppo che notizie come quelle dei nuovi aumenti delle indennità non solo non favoriranno necessariamente la buona politica, ma aumenteranno ancor di più il senso di distacco dei cittadini normali erodendo le fondamenta della nostra democrazia, ossia la partecipazione elettorale. Tasche piene per gli amministratori, urne vuote di cittadini: un pericoloso paradosso".
Ultimo aggiornamento: 06/01/2026 07:59:41

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