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In 10mila protestano al Brennero per cambiare il codice doganale

Oltre 1000 agricoltori dal Trentino Alto Adige, l'intervento di Gianluca Barbacovi e il messaggio di Fugatti

BRENNERO (Bolzano) - Protesta degli agricoltori al Brennero. Potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro se venisse modificata la norma dell’ultima trasformazione sostanziale nell’attuale codice doganale, che in questa difficile fase potrebbero contribuire a mitigare l’effetto dei rincari dei costi di produzione e combattere gli aumenti dei prezzi al consumo. A causa della guerra in Iran energia, gasolio e concimi sono andati alle stelle ed è complicato anche l’approvvigionamento, mettendo a rischio le semine e la produzione alimentare e aprendo le porte a un incremento della presenza di alimenti ultra-trasformati.
E’ l’analisi della Coldiretti al Brennero in occasione della mobilitazione di diecimila agricoltori provenienti da tutte le regioni d’Italia, insieme al presidente Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo.

Presente in maniera massiccia il Trentino Alto Adige con oltre 1000 agricoltori guidati dal presidente regionale Gianluca Barbacovi, con il direttore Enzo Bottos e il presidente di Coldiretti Bolzano Luca Rossi.
“Con il Brennero - dichiara il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi - è l'apice di un percorso di mobilitazione che ha coinvolto quasi 100mila agricoltori in tutta Italia, uniti nel rivendicare un cambiamento non più rinviabile. Al centro c’è la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale, un meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato. Una distorsione che indebolisce il sistema produttivo e inganna i consumatori. Una battaglia per l’origine che è da sempre una priorità sindacale per Coldiretti e che pochi giorni fa ha visto anche un risultato storico con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”, ottenuta dopo oltre un decennio di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie e garantire maggiore chiarezza lungo tutta la filiera. Il cibo è una componente strategica della sicurezza nazionale e il tema dell’origine incide direttamente sulla sovranità economica del Paese".
"Difendere il valore della produzione agricola –
prosegue Barbacovi - significa quindi tutelare un interesse collettivo e garantire autonomia in un settore essenziale. In questo quadro si inserisce anche il tema della pace. I conflitti in corso stanno già producendo effetti concreti sulle filiere agricole, sui costi di produzione e sul potere d’acquisto delle famiglie. Ancora una volta a pagare sono agricoltori e consumatori. La stabilità internazionale è una condizione indispensabile per difendere la sovranità alimentare ed economica: dire no alla guerra è una scelta etica e morale che si ripercuote nella politica e incide direttamente sulla tenuta economica delle imprese e sulla sicurezza del Paese”.

L’agroalimentare - spiega Coldiretti Trentino Alto Adige - rappresenta una filiera strategica per il Paese, che vale 707 miliardi di euro e garantisce 4 milioni di posti di lavoro, ed è proprio per difendere questo patrimonio che siamo qui oggi. Non si tratta solo di contributo al Pil, ma di presidio economico, sociale e occupazionale sui territori, che non può più essere esposto agli effetti distorsivi del codice doganale.

"Oggi - aggiunge Barbacovi - assistiamo a meccanismi che alterano la concorrenza, comprimono il reddito degli agricoltori e compromettono l’immagine del vero Made in Italy.
Per questo è fondamentale rafforzare strumenti come i contratti di filiera, che rappresentano una risposta concreta per garantire equità lungo tutta la catena del valore, dando stabilità alle imprese agricole e costruendo un rapporto più equilibrato con il mondo della trasformazione. Servono accordi chiari e trasparenti che valorizzino la materia prima agricola e consentano di redistribuire correttamente il valore. Per questo chiediamo con forza un intervento a livello europeo che consenta di superare le attuali distorsioni e di restituire agli Stati membri la possibilità di definire con chiarezza l’origine dei prodotti a partire dalla materia prima agricola. Non si tratta di penalizzare l’industria di trasformazione, ma di ristabilire regole eque e trasparenti lungo tutta la filiera".

Giovedì a Roma Coldiretti porterà queste richieste direttamente al Commissario europeo alla Salute, Olivér Várhelyi, perché si arrivi a decisioni concrete e non più rinviabili.

IL MESSAGGIO DI FUGATTI
"Noi siamo un territorio di montagna e lavorare in montagna per un agricoltore è diverso rispetto a lavorare in pianura. I costi sono maggiori. Serve un’azione importante in questa fase delicata a sostegno della redditività degli agricoltori”: questo il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti che ha partecipato alla manifestazione organizzata da Coldiretti al Brennero sul tema dei rincari e della difesa del Made in Italy.

“Il settore agricolo è fondamentale – aggiunge l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, anche lei presente alla manifestazione - dal punto di vista della difesa idrogeologica, del paesaggio, delle produzioni. Non c’è cibo senza agricoltura, non c’è vino, non ci sono i prodotti che tutti i giorni degustiamo sulle nostre tavole. Immaginiamoci un Trentino senza agricoltura: non sarebbe assolutamente possibile. Andiamo avanti con senso di responsabilità e dialogo assieme al mondo agricolo per trovare le giuste strategie”.

Alla manifestazione al Brennero erano presenti Roberto Paccher, presidente del Consiglio regionale, l'assessore provinciale del Trentino Giulia Zanotelli e il vicepresidente della Provincia di Bolzano, Marco Galateo.
“Garantire l’origine dei prodotti trentini e nazionali – spiega Fugatti - è il tema per cui oggi siamo in un luogo simbolo. Dobbiamo garantire la tracciabilità dei prodotti. Inoltre il tema della guerra si fa sentire con riguardo al costo delle materie prime, elemento che si ripercuote sul lavoro degli agricoltori e sul reddito agricolo. Siamo anche a fianco del Governo nazionale per le iniziative che sta facendo per poter intervenire in questa fase delicata per aiutare le categorie produttive, quali anche quelle agricole”.

"Oggi siamo qui - sottolinea ancora l'assessore Zanotelli - a fianco dei nostri agricoltori e delle nostre aziende per accompagnarli come istituzioni nella ricerca di soluzioni alle varie problematiche. Segnalare in etichetta l'origine dei prodotti è anche questione di trasparenza nei confronti del consumatore. Vari sono i temi che ci vedranno impegnati nei prossimi mesi a partire dalla politica agricola comune. Per il Trentino si parlerà di difesa dell'agricoltura di montagna, di zootecnia, di gestione del rischio, dell'irriguo, della difesa attiva, del ricambio generazionale. Sono temi su cui stiamo lavorando ma sui quali c'è bisogno di un interessamento importante a livello europeo".
Ultimo aggiornamento: 27/04/2026 16:57:18

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