TRENTO - Recuperate
1.602 persone: è il dato che balza all'occhio sull'attività del
Soccorso Alpino e Speleologico Trentino nel 2025.
Un anno caratterizzato da interventi complessi e da eventi anche drammatici, con un impegno operativo costante su tutto il territorio. Nel 2025 il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino è intervenuto più di
1.500 volte per prestare soccorso a oltre 1.600 persone. Accanto all’attività di soccorso, sono stati rafforzati formazione, dotazioni e collaborazioni con i partner.
Contestualmente all'uscita dei dati relativi agli interventi di soccorso nell'anno 2025 del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico su tutto il territorio italiano il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino mette in luce alcuni degli elementi più rilevanti che riguardano la propria attività operativa in provincia di Trento.
"Il 2025 è stato un anno intenso per le nostre Stazioni, segnato da operazioni complesse e da eventi che hanno colpito profondamente la comunità della montagna - dichiara il
presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino,
Walter Cainelli. - Dalla lunga e impegnativa ricerca dei due escursionisti dispersi sul Carè Alto all’inizio dell’anno, ai numerosi incidenti mortali dell’estate, abbiamo operato con professionalità, competenza e forte senso di servizio. Accanto all’attività di soccorso, resta per noi centrale la promozione di una cultura della prudenza e della responsabilità in montagna. A un anno dall’insediamento della nuova Direzione provinciale, lavoriamo con una squadra che guarda al futuro con responsabilità e determinazione. Stiamo consolidando la collaborazione con i rifugisti attraverso un accordo che prevede momenti formativi dedicati e la progressiva dotazione dei rifugi aderenti di strumenti utili alla gestione delle emergenze. Prosegue inoltre l’investimento costante in formazione e aggiornamento delle attrezzature. Nel corso del 2025 l’Unità operativa Trentino Emergenza ci ha consegnato 31 nuovi defibrillatori, strumenti salvavita distribuiti tra le 33 Stazioni territoriali per potenziare e rinnovare la dotazione esistente. Parallelamente è stato rafforzato il parco mezzi, con la consegna di nuovi furgoni e fuoristrada alle diverse Stazioni, anche grazie al contributo di enti locali e istituzioni. Il bilancio dell’anno ci restituisce l’immagine di un’organizzazione solida e profondamente radicata nel territorio, che mantiene costantemente al centro la tutela delle persone in difficoltà e il loro bisogno di aiuto».
Il numero degli interventi
Durante il 2025, il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha operato su
1.553 interventi, portando soccorso a
1.602 persone. I dati comprendono sia i soccorsi svolti in ambiente montano, ipogeo e impervio - legati alle attività praticate quali, ad esempio, l’escursionismo, l’alpinismo, le vie ferrate, il parapendio, lo scialpinismo, le scalate su roccia e cascate di ghiaccio - sia i soccorsi per altre tipologie d’incidenti, per le quali la Centrale Unica di Emergenza ha ritenuto indispensabile l'intervento di tipo tecnico e/o tecnico/sanitario del Soccorso Alpino, in collaborazione con gli altri enti di Protezione Civile (es. taglio legna nei boschi, incidenti stradali, cantieri in quota, ambienti rurali o antropizzati, eventi di protezione civile, suicidi). Rispetto al 2024 sono state soccorse 95 persone in più.
Le attività svolte al momento della richiesta di soccorso
Nella graduatoria delle attività svolte dalle persone per le quali è stato necessario l'intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino la più rilevante, come ogni anno, è l'escursionismo con il 53,1% degli interventi, per soccorrere 852 persone.
Seguono la mountain bike/e bike/bicicletta con il 15,7% (252 persone soccorse), l’alpinismo con il 7,4% (119 persone soccorse), gli incidenti sul lavoro o collegati ad attività boschiva con il 3,1% (49 persone soccorse), lo scialpinismo con il 2,2% (35 persone soccorse), le ferrate con il 2,1% (33 persone soccorse), il parapendio, tuta alare o base jumping con l’1,6% (26 persone soccorse), attività e sport sulla neve diversi dallo sci alpinismo con l’1,6% (26 persone soccorse), la ricerca di funghi con l’1,5% (24 persone soccorse), l’arrampicata sportiva con l’1,1% (17 persone soccorse).
Le Unità cinofile sono state preallertate 56 volte ed hanno effettuato 29 interventi di ricerca, 8 in valanga e 21 in superficie. La Stazione speleologica è stata impiegata in 3 operazione di soccorso, di cui 1 evento a supporto delle squadre alpine.