PERGINE VALSUGANA (Trento) - I carabinieri della Stazione di Pergine Valsugana hanno denunciato una donna, ritenuta la presunta responsabile di una truffa ai danni di un sessantenne della zona, posta in essere col raggiro del falso investimento.
Le indagini sono state avviate a fine novembre, a seguito della denuncia presentata dall’uomo per una patita truffa messa in atto da un sedicente promotore, attraverso la tecnica del falso investimento, metodo che consiste nel proporre alle potenziali vittime investimenti finanziari molto redditizi, che poi si rivelano inesistenti.
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n questo caso, la vittima, navigando su un noto social network, si è imbattuta nella pubblicità di un corso gratuito di trading online, decidendo subito di seguirlo; in tal modo, l’uomo è stato agganciato e contattato dal presunto truffatore, il quale gli ha proposto di cominciare a investire con due versamenti da tremila euro l’uno, che gli avrebbero garantito un rendimento del 10% settimanale; pur nutrendo inizialmente qualche dubbio, la vittima è stata rassicurata dal puntuale pagamento delle prime rate di interessi, regolarmente riscossi. In tal modo, carpita la fiducia del malcapitato, il finto broker lo ha indotto ad effettuare ulteriori versamenti, i quali a suo dire sarebbero confluiti in complessi e redditizi strumenti finanziari. Le prime anomalie sono emerse quando la vittima, a fronte dell’ingente crescita del saldo, ha chiesto di incassare il frutto degli investimenti: per sbloccare il pagamento degli interessi, il sedicente promotore ha cominciato a chiedere alla vittima il pagamento anticipato delle imposte sul “capital gain” e di altre spese.
In particolare, dopo un ulteriore versamento, realizzando ormai di essere stato vittima di una truffa, l’uomo si è rivolto ai Carabinieri della Stazione di Pergine Valsugana, i quali si sono messi velocemente all’opera chiedendo all’istituto bancario dapprima di bloccare il conto ricevente e successivamente adottando un sequestro preventivo d’iniziativa della somma di denaro appena accreditata, che, grazie alla tempestività dell’intervento, era ancora disponibile. Pochi giorni dopo, ottenuta dalla Procura della Repubblica di Trento la convalida del sequestro con contestuale restituzione del denaro alla vittima, è stato così scongiurato il compimento della truffa, che avrebbe provocato un grave danno economico. Ulteriori accertamenti sono in corso al fine di individuare eventuali complici.
Si precisa che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagini in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo dove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
A fronte del costante impegno per contrastare questa diffusa e insidiosa tipologia di truffe, i carabinieri consigliano di adottare alcune precauzioni: non credere alla promessa di guadagni fuori mercato; non condividere dati personali, bancari, credenziali di accesso con presunti agenti finanziari; verificare l’attendibilità di chi propone l’investimento, visitando i siti della Consob e della Banca D’Italia; utilizzare esclusivamente piattaforme ufficiali evitando di cliccare su banner pubblicitari; la richiesta di un pagamento ulteriore, con il pretesto di sbloccare il capitale investito, è la modalità utilizzata dai cyber-criminali per estorcere altro denaro che non verrà comunque restituito. In caso di dubbio, occorre sempre diffidare e contattare i carabinieri.