TRENTO - Oggi, 16 ottobre, si celebra la Giornata mondiale del pane, ma per noi in Trentino rischia di esserci ben poco da festeggiare senza una presa di coscienza collettiva. L'Associazione Panificatori della nostra provincia, aderente a Confcommercio, ha infatti colto l'occasione per lanciare un chiaro appello a difesa del futuro del pane artigianale sul territorio.
I numeri nazionali descrivono un comparto vitale, con 20.720 imprese attive e un fatturato di circa 8,4 miliardi di euro. Un peso economico e sociale che si riflette fortemente anche nelle nostre valli, dove il panificio non è soltanto espressione della tradizione e fonte di occupazione, ma un fondamentale presidio che garantisce un servizio quotidiano essenziale, dai centri urbani fino alle frazioni più periferiche.
Il nodo cruciale, oggi, è la tenuta economica. Il settore è alle prese con un continuo aumento dei costi di produzione e di gestione che sta mettendo sotto forte pressione i bilanci aziendali.
Noi artigiani siamo perfettamente consapevoli di quanto il pane sia percepito come un bene primario, il cui prezzo è particolarmente sensibile per i bilanci delle famiglie. Proprio per questo, adeguare i listini non è sempre possibile. Tuttavia, questa attenzione verso il consumatore non può trasformarsi nell'aspettativa che siano le nostre imprese ad assorbire indefinitamente ogni rincaro, mettendo a rischio la propria sopravvivenza.
«Difendere il pane significa mettere i panificatori nelle condizioni di continuare a produrlo, senza che la sostenibilità delle loro imprese venga compromessa - avverte Emanuele Bonafini, presidente dell'Associazione Panificatori della provincia di Trento -. I nostri artigiani continuano a svolgere il proprio lavoro con serietà. Chiediamo alle istituzioni locali e ai cittadini di comprendere le difficoltà reali di un comparto stretto tra l'aumento dei costi e la volontà di tutelare il potere d'acquisto delle famiglie. Abbiamo bisogno di condizioni sostenibili per continuare a investire, produrre qualità e tramandare un mestiere fondamentale per la nostra provincia».