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Esercitazione dei tecnici della V Delegazione bresciana Cnsas

Dopo la formazione in Valfurva quattro camuni e tre della Valsabbia hanno conseguito la qualifica di capisquadra

Santa Caterina Valfurva (Brescia) - I tecnici della V Delegazione bresciana hanno partecipato a diverse attività su ghiaccio e terreno misto. Tanto l'entusiasmo da parte dei partecipanti e numerosi gli aspetti da approfondire su un terreno che rimane tra i più insidiosi.

Uno degli eventi si riferiva al modulo conclusivo della formazione TeSA (tecnici di soccorso alpino): sono sette in totale quelli che hanno conseguito la qualifica e quindi possono iniziare la loro attività di capisquadra all’interno della Delegazione bresciana; ne fanno parte uno della Stazione di Ponte di Legno, uno di Media Valle, due della Stazione di Breno, tre della Valsabbia. Il modulo, durato tre giorni, si è svolto sul Ghiacciaio dei Forni, sopra Santa Caterina Valfurva, in provincia di Sondrio.

Considerata la grande quantità di neve ora presente in quota su gran parte dell’arco alpino, è necessario prestare la massima attenzione alle condizioni che i frequentatori della montagna troveranno nelle prossime settimane.
La maggior parte dei crepacci sono ancora nascosti e sapere individuare un percorso sicuro presuppone grande esperienza.

Gli aspetti trattati durante la formazione e gli addestramenti vanno dalle corrette tecniche di legatura fino ai sistemi di autosoccorso al compagno di cordata, come per esempio in caso di caduta in un crepaccio. Sono stati trattati gli aspetti sanitari legati all'ipotermia e alle tecniche di immobilizzazione ed estricazione in questi ambienti (che è possibile definire confinati).

Sono state inoltre utilizzare attrezzature specifiche, come ad esempio il cavalletto Cevedale, che permette di agevolare notevolmente l'approccio e il recupero dell'infortunato da parte dei tecnici e dei sanitari: questi interventi vengono di norma effettuati in collaborazione con l'elisoccorso, per la necessità di dovere trasportare sul posto le attrezzature e per la velocità di evacuazione del paziente.

I soccorritori però devono essere addestrati appositamente per intervenire anche in condizioni meteorologiche avverse, qualora fosse impossibile l'intervento con l’elicottero. I tecnici hanno quindi sperimentato il trasporto autonomo di questo tripode - il cavalletto Cevedale è stato sviluppato a suo tempo proprio dai tecnici del Soccorso alpino - che può essere suddiviso in più parti.

Oltre all'aspetto tecnico è stato trattato anche quello legato alla progressione su ghiaccio e terreno misto: due gli eventi di formazione continua dedicati a questa specialità, uno sempre sul Ghiacciaio dei Forni, l'altro al Passo del Gavia, tra le province di Brescia e Sondrio, con una ventina di partecipanti.
Ultimo aggiornamento: 24/06/2024 19:29:15
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