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Droni, il modello Trentino è unico in Italia

L’autorizzazione ENAC, prima e ad oggi unica nel Paese, consente di rafforzare la sicurezza

TRENTO - "Il nostro valore aggiunto è aver ottenuto da Enac un’autorizzazione operativa che, ad oggi, è l’unica in Italia per il sorvolo delle arterie stradali aperte al traffico veicolare".

È questo il tratto distintivo del Nucleo droni del Servizio Gestione strade della Provincia autonoma di Trento, presentato alla quinta edizione del Festival delle Regioni, che si è concluso a Firenze. Un’esperienza che colloca il Trentino all’avanguardia nell’impiego delle tecnologie aeronautiche per la gestione e la manutenzione della rete stradale, con un modello operativo riconosciuto dall' Enac.

Il Nucleo droni della Provincia autonoma di Trento è organizzato secondo standard aeronautici e dispone di una flotta di quattro multirotori e di sei piloti specializzati. I numeri dell’attività testimoniano una struttura già operativa: sono 484 le missioni complessivamente svolte, di cui 86 nel primo semestre del 2026.

A illustrare le potenzialità del servizio è stata Alessandra Filosi, tecnico del Nucleo droni della Provincia, insieme al pilota Walter Tomazzolli che ha sottolineato come l’autorizzazione ottenuta nel 2025 rappresenti il riconoscimento di un lavoro condotto secondo standard rigorosi, con un’organizzazione e procedure proprie del settore aeronautico. Un risultato che permette di utilizzare i droni anche sopra infrastrutture stradali aperte alla circolazione, ampliando le possibilità di intervento e di monitoraggio in condizioni di sicurezza.

"Il drone ci consente di operare su più fronti - ha spiegato Filosi - dall’aerofotogrammetria, che permette di mappare in tre dimensioni il territorio e di arrivare a una progettazione più avanzata delle infrastrutture, fino alla manutenzione, con le ispezioni di ponti e viadotti.
Riusciamo a raggiungere rapidamente anche le parti meno accessibili delle strutture, senza esporre gli operatori al rischio di caduta e senza dover ricorrere alle piattaforme aeree".

I droni rappresentano uno strumento prezioso anche per il monitoraggio dei versanti e delle frane, soprattutto in un territorio montano come quello trentino. Consentono di avvicinarsi ai fronti instabili per raccogliere informazioni e documentare le condizioni del terreno, limitando l’esposizione ai rischi di tecnici, geologi e operatori della Protezione civile. Le attività comprendono inoltre rilievi aerofotogrammetrici, sviluppo di modelli geologici e simulazioni idrauliche, monitoraggio dell’avanzamento dei cantieri e calcolo dei volumi.

"Di fronte a una frana, fino a pochi anni fa si ricorreva all’elicottero - ha continuato Filosi - con tutto ciò che questo comportava in termini di mezzi, personale e costi. Oggi possiamo affrontare molte di queste attività con il drone, riservando l’elicottero agli interventi per i quali è realmente necessario".

I benefici non riguardano soltanto la riduzione dei costi operativi, ma anche la possibilità di limitare le ripercussioni sulla viabilità. Le ispezioni possono essere effettuate senza ricorrere necessariamente a piattaforme aeree e senza imporre, in molti casi, chiusure stradali o sensi unici alternati. "Il costo di un drone e della sua manutenzione è infinitamente inferiore rispetto a quello dei metodi tradizionali - ha precisato Filosi- a questo si aggiunge un vantaggio importante per i cittadini, perché possiamo ridurre sensibilmente i disagi legati agli interventi sulla rete stradale".

Un ulteriore ambito di applicazione riguarda il monitoraggio del traffico. Grazie all’autorizzazione Enac, il Nucleo può sorvolare le arterie aperte al transito e osservare in tempo reale situazioni di congestione e formazione di code, fornendo informazioni utili a individuare le criticità e a supportare le decisioni operative per la gestione della circolazione.
Ultimo aggiornamento: 28/10/2026 00:00

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