TRENTO - La
III Commissione permanente, presieduta da
Vanessa Masè, stamane ha consultato gli esperti tecnici Pat in merito al tema della discarica di Ponte di Ronco, sita nel Comune di Canal San Bovo, in vista di un prossimo sopralluogo sul posto dei commissari.

L’Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente e l’Ufficio per lo sviluppo del corridoio del Brennero e corridoi TEN-T, si sono presentati rispettivamente con il dirigente generale Gabriele Rampanelli e con l’ingegner Massimo Negriolli (e collaboratori). C’è stata la descrizione tecnica dell’opera di bypass ferroviario di Trento, con la doppia canna, le trincee di accesso nord e sud, le gallerie artificiali e naturali necessarie, i bypass di sicurezza tesi tra le due canne. Lo scavo avanzerà di 13/15 metri al giorno (rivestimento in conci incluso). 1,8-9 milioni di metri cubi le terre di scavo da rimuovere, con una trentina di siti/ex cave individuati in Trentino (più altri fuori provincia) per lo stoccaggio nei prossimi anni. Una parte di essi sono però classificabili come rifiuti e quindi da smaltire – previa caratterizzazione del rifiuto - secondo legge nelle discariche autorizzate per i materiali in questione.
La discarica di Ponte di Ronco è stata aperta nel 2012 ed è abilitata fino ad ottobre 2028 per un massimo di 260 mila metri cubi totali di materiale, che può anche contenere idrocarburi ma solo fino a un certo limite di concentrazione. Le terre scavate al bypass di Trento – in ogni caso - finora non provengono dall’area Sin più inquinata.
Dal 2014 la discarica non può sversare acque nei corsi d’acqua limitrofi. L’Appa ha controllato le acque del vicino rio Vanoi a monte e a valle della discarica e i risultati non segnalano di fatto alcuna anomalia. Identici gli esiti di controlli più a valle eseguiti dalla Regione Veneto.
Non risulta al servizio bacini montani rischio di esondazione del torrente nell’area della discarica.
Antonella Brunet ha sollecitato frequenti controlli sul torrente, ha chiesto che non ci siano rinnovi del permesso di discarica a scadenza, ha lamentato l’invivibilità causata dal continuo via vai di camion, ha espresso il timore per la denegata ipotesi di un possibile crollo della piramide di discarica che sta sopra il piano di campagna (i tecnici hanno rassicurato).
Lucia Coppola si è chiesta come sia stato possibile creare una discarica in un posto come Ponte di Ronco, ha definito infelice la scelta di portare fin lì i materiali cavati dal bypass di Trento, ha espresso però fiducia in Appa. La consigliera è preoccupata per i 30 siti ipotizzati per lo stoccaggio di materiale dal bypass, per quanto inerte.
Vanessa Masè: guardando il lato positivo – ha detto – abbiamo l’opportunità di chiudere molti di quei 30 buchi sparsi in Trentino per creare finalmente positivi ripristini ambientali.
Alessio Manica ha elogiato la competenza dei tecnici e detto che quando fu aperto il sito di Ponte di Ronco sicuramente non si vide lontano sui suoi possibili sviluppi di utilizzo (si disse sì – ha rievocato Brunet – alla principale ditta del Vanoi, che dava molto lavoro e poi però fallì). Il consigliere ha chiesto dell’acqua che cola dalla piramide della discarica: prima del capping finale – hanno detto i tecnici – l’acqua viene raccolta e fatta poi ricadere sul cumulo in un ciclo chiuso. A capping eseguito, ruscella acqua controllata ma sostanzialmente pulita.
Nel novembre scorso sulla discarica il Consiglio provinciale ha approvato una mozione di Antonella Brunet. che impegna la Giunta a proseguire i controlli straordinari sul sito e anche sul cantiere dell’ex scalo Filzi a Trento, a individuare soluzioni durature per ridurre il traffico pesante e a promuovere un confronto con il Comune di Canal San Bovo, in vista della scadenza nel 2028 della concessione, per valutare l’opportunità di un eventuale rinnovo o nuova concessione. E’ stata respinta invece una mozione di Filippo Degasperi perché la Pat chiedesse a RFI a al Consorzio Tridentum l’immediata sospensione del conferimento presso la discarica Ponte di Ronco-Giaroni di terreni e rocce da scavo provenienti dallo scalo Filzi.