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Chiuro, la storia del partigiano Mirco: a 95 anni Ettore Carnevale si racconta

venerdì, 6 dicembre 2019

Chiuro (A.Pa.) – Mirco, questo è il nome in codice di Ettore Carnevale, partigiano e capo della Squadra Volante della Divisione Val Grande. Ettore Carnevale, 95 anni, originario di Premosello (Verbano-Cusio-Ossola) e dagli anni ’60 residente in Valtellina e ora a Chiuro (Sondrio) ricorda gli anni vissuti al fronte e la sua attività nella “squadra volante” che lo ha portato a combattere tedeschi e fascisti, salvare Domodossola ed entrare a Milano. Poi l’attività nelle centrali idroelettriche della Valtellina.

Ettore Carnevale - MircoNato in Val d’Ossola, Ettore Carnevale frequenta le scuole superiori e prende il diploma di perito industriale – indirizzo elettrotecnico – che lo proietterà in un’attività lavorativa nell’ambito del settore idroelettrico. Oggi è un fiume in piena, racconta la storia e gli anni vissuti nella sua Val Grande, in Piemonte, da partigiano nella divisione Val Grande che combattè contro i tedeschi.

L’ATTIVITA’ PARTIGIANA

Fin da giovane entra nei gruppi partigiani per combattere tedeschi e fascisti. L’8 settembre 1943 Ettore Carnevale viene avvertito che i tedeschi lo cercano in tutta la Val Grande per arrestarlo perché sospettato di aver fornito armi ai nascenti partigiani della Val Grande.

“A quel punto cerco rifugio – racconta Ettore Carnevale – e mi impegno a portare un messaggio a Luigi, capitano delle truppe partigiane in Val d’Intelvi che organizzano con gli americani l’arrivo di aerei in Val Grande dove vennero lanciati verso le nostre postazioni i mitra che ci servirono, prima per difenderci dagli attacchi tedeschi, poi salvare la grande diga che volevano far saltare e che avrebbe distrutto l’intera vallata e Domodossola”. Durante i combattimenti Ettore Carnevale rimase ferito a una  gamba seriamente e all’occhio destro: “E’ un ricordo – dice – che mi sono portato in tutta la mia vita”.

Nell’Alto Piemonte orientale c’erano tre divisioni: la Val Grande, con Mirco (Ettore Carnevale), quindi la Garibaldina Valsesia e la Val Toce. Tutti erano agli ordini di Sandro Pertini che coordinava l’attività delle tre Divisioni partigiane e una – la Garibaldina Valsesia – era guidata da Aldo Aniasi che successivamente dal 1967 al 1976 divenne sindaco di Milano.

Ettore Carnevale 1“I mesi terribili furono tra la fine del 1944 e l’aprile 1945 – prosegue il racconto di Ettore Carnevale -. Ad un certo punto il comando ci disse di ritirarci per l’attacco dei tedeschi e dovemmo anche raggiungere la vicina Svizzera e rientrare in Val Grande dalla Val Vigezzo e successivamente venne messo a punto il piano per l’attacco finale e l’entrata a Milano”. Il 22 aprile 1945 ci fu l’ingresso a Milano e la Divisione guidata dal capitano Mario, con il partigiano Mirco della squadra volante entrò dalla zona Certosa di Milano, mentre le Divisioni Garibaldina Valsesia e Toce entrarono da altre due zone della città.

Numerosi i riconoscimenti ottenuti da Ettore Carnevale: Croce di Malta di Guerra, Brevetto Partigiano Cambattente e Cavaliere della Repubblica, quest’ultimo gli venne conferito dall’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro.

L’ATTIVITA’ LAVORATIVA

Per meriti conquistati durante la Seconda Guerra Mondiale e per sua esperienza nel campo del settore energetico Ettore Carnevale venne assunto dalla Edison. Iniziò in Val d’Ossola poi venne trasferito prima in Trentino e in Sicilia per una nuova centrale idroelettrica.

Divisione Val Grande

“Un giorno – prosegue – vidi un annuncio alla televisione che l’Aem cercava del personale per la Valtellina, feci domanda e dopo il primo colloquio venni assunto e nel 1960 venni assegnato alla centrale di Mazzo in Valtellina e poi di Lovero dove ho ricoperto per anni il ruolo di capo centrale”.

Oggi dalla sua abitazione di Chiuro ricorda quegli anni, e non manca il racconto dell’unione con la signora Franca, conosciuta durante l’entrata di Milano e sposta nell’autunno 1945. “Sono stati anni anzi decenni indimenticabili”, conclude Ettore Carnevale.



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