La gestione dell'abbigliamento professionale rappresenta uno degli aspetti più dibattuti nella gestione del rapporto d'impiego, oscillando tra decoro aziendale e rigidi protocolli di sicurezza. Determinare chi deve lavare le divise da lavoro? non è solo una questione di logica organizzativa, ma un obbligo normativo che incide direttamente sulla tutela della salute dei dipendenti.
In questo scenario, realtà autorevoli come
TL Divisione Tessile si pongono come punto di riferimento nel settore, offrendo soluzioni che coniugano la qualità dei materiali con il rispetto delle certificazioni vigenti.
Comprendere le dinamiche di manutenzione degli indumenti professionali è fondamentale per evitare sanzioni e garantire un ambiente di lavoro salubre, specialmente in un mercato sempre più attento agli standard igienici globali.
Cosa dice la legge sul lavaggio delle divise da lavoro
Il quadro normativo italiano è estremamente preciso nel definire le responsabilità legate alla manutenzione del vestiario. Il pilastro centrale è rappresentato dal
D.Lgs. 81/2008, noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro.
All’interno dell’
articolo 77, la legge stabilisce in modo inequivocabile che il datore di lavoro è tenuto a garantire l'efficienza dei dispositivi di protezione, assicurarne il mantenimento e buone condizioni igieniche.
Secondo la giurisprudenza prevalente, la pulizia non è un’attività accessoria, ma parte integrante delle misure di prevenzione.
Se l’indumento ha una funzione protettiva, la sua decontaminazione non può essere delegata alla discrezionalità del lavoratore, poiché un lavaggio domestico errato potrebbe compromettere le proprietà tecniche del tessuto, come la resistenza al fuoco, l'alta visibilità o l’idrorepellenza.
Quando il lavaggio spetta al datore di lavoro
Esistono circostanze specifiche in cui l'onere della sanificazione ricade esclusivamente sull'azienda.