TRENTO - Doppio appuntamento tra
Castel Valer e
Cantina di Isera: confronto tra ricerca, compagnie assicurative e produttori per affrontare un’agricoltura sempre più esposta agli eventi estremi. Al centro assicurazioni agevolate, fondi mutualistici, difesa attiva e nuove tecnologie.
L
’agricoltura trentina si confronta ogni anno con una crescente intensificazione degli eventi meteorologici estremi. Ondate di calore, grandinate sempre più violente e fenomeni localizzati veementi stanno modificando profondamente il modo di fare impresa agricola, rendendo indispensabile una gestione del rischio sempre più evoluta, integrata e condivisa.
È

in questo contesto che
Co.Di.Pr.A. Trento ha promosso due importanti momenti di confronto. Il primo, presso Castel Valer in Val di Non, ha riunito i responsabili dei corpi peritali delle compagnie assicurative, i tecnici dei Condifesa di Trento e Bolzano e gli esperti della Fondazione Edmund Mach e del Beratungsring per fare il punto sull’andamento della campagna agraria 2026 e sulle prime valutazioni relative agli eventi atmosferici che hanno interessato il territorio.
Nel pomeriggio, presso Cantina di Isera, il confronto si è spostato direttamente sul territorio con un incontro pubblico dedicato agli agricoltori della Vallagarina colpiti dalle recenti grandinate. Erano presenti i responsabili e i tecnici del Consorzio insieme agli ispettori delle principali compagnie assicurative, per portare innanzitutto la solidarietà alle imprese che, in pochi minuti, hanno visto distrutto o compromesso il lavoro di una intera stagione, nonché rispondere ai quesiti delle aziende agricole e condividere modalità operative, tempi e strumenti di tutela che sono fondamentali per la salvaguardia delle imprese.
I dati scientifici confermano come il cambiamento climatico stia modificando profondamente la frequenza e l’intensità dei fenomeni grandinigeni. Secondo le analisi di Radarmeteo-Hypermeteo, l’Italia rappresenta oggi uno degli hotspot climatici europei e la probabilità di eventi con grandine di grandi dimensioni è aumentata dell’80% rispetto alla media storica, con giugno e luglio che si confermano i mesi a maggiore rischio. Uno scenario che rende sempre più necessario investire in prevenzione, innovazione e strumenti di protezione del reddito agricolo.
“Gli eventi estremi che stiamo vivendo dimostrano con sempre maggiore evidenza che il cambiamento climatico non rappresenta più un'eccezione, ma una nuova condizione con cui noi agricoltori dobbiamo confrontarci quotidianamente – afferma Giovanni Menapace – Presidente di Co.Di.Pr.A.. Per questo l'impegno costante del Consorzio è quello di essere sempre più vicini ai soci, non solo nella fase di liquidazione del danno, ma soprattutto nella costruzione condivisa di un sistema di protezione e prevenzione moderno capace di dare risposte concrete alle imprese agricole e alle loro filiere.”.
Per Co.Di.Pr.A.
la tutela delle aziende agricole passa attraverso un sistema integrato che unisce assicurazioni agevolate, fondi mutualistici, fondi IST strumenti di difesa attiva e innovazione tecnologica che possa tradursi in soluzioni di protezione sempre più efficaci, ma non solo: oggi ed in futuro sarà sempre più fondamentale riuscire a trasferire conoscenza e strumenti di supporto alle decisioni agli agricoltori. Un modello costruito negli anni e in continua evoluzione, capace di affiancare le imprese agricole nelle diverse tipologie di rischio. In questo percorso rientrano anche le più recenti esperienze mutualistiche dedicate alla viticoltura, in particolare il Fondo IST Uva, che contribuisce ad ampliare ulteriormente le opportunità di protezione del reddito delle aziende vitivinicole, senza dimenticare gli altri fondi di mutualità come quelli legati alle fitopatie ovvero il fondo di stabilizzazione del reddito delle cantine sociali, strumenti negli anni consolidati anche grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento.
“Questi momenti di confronto sono fondamentali – sottolinea Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. Trento – perché consentono di mettere allo stesso tavolo agricoltori, tecnici, periti, compagnie assicurative e mondo della ricerca. Solo attraverso il dialogo e la condivisione di competenze, esperienze e visioni è possibile costruire una cultura della gestione del rischio sempre più evoluta e rispondente alle esigenze delle nostre imprese agricole e delle loro filiere. Il nostro approccio vuole mettere al centro la capacità dell’impresa di adattarsi ad un contesto climatico, produttivo economico sempre più instabile ed incerto salvaguardando la competitività. Uno studio della World Bank, su incarico della Commissione Europea, stima in oltre 3,5 miliardi di euro il danno atteso annuale alle produzioni agricole italiane per le bizze del clima; il danno non è più limitato al danneggiamento delle produzioni ma incombe il rischio desertificazione di alcuni territori e comunque di forte impatto con una riduzione delle rese”.
L’incontro di Isera ha rappresentato anche un’importante occasione di collaborazione con il territorio e con il mondo cooperativo. “Le recenti grandinate hanno danneggiato molte aziende socie della nostra cantina, quasi l’80% della superficie è stata colpita, con forti ripercussioni anche per la nostra realtà che perderà una parte fondamentale dei conferimenti dei propri soci; nell’epicentro abbiamo visto vigneti completamente distrutti ed il lavoro di tanti nostri soci andato perso in pochi minuti– dichiara Clemente Rizzi, vicepresidente della Cantina di Isera – In momenti come questi diventa fondamentale fare rete; la vicinanza agli agricoltori passa anche dalla capacità di creare occasioni di dialogo tra produttori, tecnici e istituzioni, perché soltanto condividendo conoscenze, esperienze e strumenti possiamo affrontare una sfida complessa come quella imposta dal cambiamento climatico”.
I due appuntamenti hanno confermato il ruolo di Co.Di.Pr.A. quale punto di riferimento per la gestione del rischio in agricoltura, capace di mettere in relazione ricerca scientifica, sistema assicurativo, mutualità e imprese agricole e loro organizzazioni, con l’obiettivo di costruire un’agricoltura sempre più resiliente e preparata ad affrontare le epocali sfide del nostro tempo.