BRESCIA - Siglato il protocollo operativo tra la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia e il Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza in materia di confische in executivis: rinnovato il memorandum del 2021 sull’esecuzione dei provvedimenti di confisca definitivi.

Tra giugno 2021 e settembre 2026 i Reparti del Corpo, con il coordinamento della Procura Generale, hanno eseguito confische per oltre 26 milioni 200mila euro di euro in favore dell’Erario.
Si tratta in gran parte di beni non sottoposti a sequestro, rintracciati in fase esecutiva, e di somme sequestrate all’estero e rimpatriate ai fini della successiva confisca.
Il nuovo testo estende la collaborazione a tutti i Reparti del Distretto e introduce un accertamento patrimoniale preliminare, svolto con gli applicativi informatici in uso al Corpo. Sulla base dei risultati, la Procura Generale potrà scegliere la strada più efficace: se emergono beni aggredibili, delegare ai Reparti l’esecuzione della confisca; se invece non vi sono beni sequestrati o individuati, procedere come per le pene pecuniarie, ordinando al condannato il pagamento della somma corrispondente, ferma restando la possibilità di colpire i beni che dovessero emergere in seguito.
È questa la novità introdotta dalla normativa più recente, che il protocollo valorizza: in caso di mancato pagamento, il condannato potrà essere destinatario di una pena sostitutiva, anche di natura detentiva, così che la confisca rimasta ineseguita non resti priva di conseguenze. L’intesa si pone in continuità con il Protocollo del 26 febbraio 2026 con il Tribunale di Sorveglianza e rafforza la collaborazione tra Autorità Giudiziaria e Guardia di finanza nel recupero dei patrimoni illeciti.