BORGO VALSUGANA (Trento) - A
Borgo Valsugana prende forma il nuovo modello trentino per una sanità territoriale più vicina al cittadino. La
Valsugana ha la sua prima
Casa della Comunità: un presidio che vive nel territorio e cresce e si sviluppa insieme al territorio, luogo di integrazione dei servizi socio sanitari.
Ottava Casa della Comunità delle
14 previste in Trentino. Il nuovo presidio è stato ufficialmente presentato alla presenza delle autorità provinciali e territoriali: il presidente della Provincia autonoma di Trento
Maurizio Fugatti, l’assessore provinciale alla salute e politiche sociali
Mario Tonina, il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento
Andrea Ziglio, il direttore generale di Asuit
Antonio Ferro, la direttrice sanitaria
Denise Signorelli, il direttore del Distretto est
Enrico Nava, la consigliera provinciale
Stefania Segnana, la sindaca di Borgo Valsugana
Martina Ferrai e il presidente della Comunità della Valsugana e Tesino
Claudio Ceppinati. Hanno partecipato all’evento anche la direttrice per l’integrazione socio sanitaria di Asuit
Elena Bravi, la direttrice amministrativa
Rosa Magnoni, il segretario di FIMMG Trentino
Valerio Di Giannantonio e i rappresentanti delle autorità locali.
La
Casa della Comunità di Borgo Valsugana rappresenta il principale punto di riferimento per i servizi sanitari e sociosanitari della Bassa Valsugana e Tesino, servendo una popolazione di circa
27.000 abitanti distribuiti in
18 Comuni. Si trova nel cosiddetto "
Nuovo edificio" dell’o
spedale San Lorenzo di Borgo, in posizione facilmente accessibile e ben collegata ai principali servizi di trasporto. Sulla struttura sono stati effettuati importanti interventi di riqualificazione energetica, ammodernamento e riorganizzazione degli spazi.
Nel
"Nuovo edificio", al piano terra si trovano i servizi amministrativi principali, tra cui la cassa, l’ufficio anagrafe sanitaria, il CUP e l’Unità operativa di odontostomatologia. Il Punto unico di accesso (PUA), al secondo piano, rappresenta la porta di ingresso ai servizi, offrendo accoglienza, informazione e orientamento ai cittadini. Qui un’équipe multiprofessionale (infermiere, assistente sociale, medico e coordinatore di percorso) valuta i bisogni della persona e attiva gli interventi più adeguati, favorendo una presa in carico integrata tra sanitario e sociale. Nello stesso ambito è attivo anche Spazio Argento, lo sportello dedicato agli over 65, fragili o non autosufficienti, ai loro familiari e caregiver, che offre supporto integrato sanitario e sociale.
La
Casa della Comunità garantisce l’assistenza primaria attraverso la presenza dei medici di medicina generale, organizzati nell’Aggregazione funzionale territoriale n.3 Bassa Valsugana, e dei pediatri di libera scelta (piano terra «Ex Sanatorio»), oltre al servizio di Continuità assistenziale attivo nelle ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi (vicino alla portineria ospedale). Un ruolo importante è svolto dai servizi infermieristici, anche di famiglia e di comunità, che assicurano accoglienza, valutazione dei bisogni, attività ambulatoriali e assistenza domiciliare, con particolare attenzione ai pazienti fragili e cronici (secondo piano). Al secondo piano sono presenti anche il punto prelievi, i servizi di diagnostica di base e i vari ambulatori specialistici, tra cui dermatologia, oculistica, otorinolaringoiatria, ginecologia, diabetologia, endocrinologia, reumatologia, urologia, neurologia e altre specialità, comprese alcune dedicate all’età pediatrica. Grande attenzione è dedicata anche alla prevenzione e alla promozione della salute, con gli ambulatori vaccinali, programmi di screening oncologici e attività di educazione sanitaria rivolte alla popolazione. La Casa della Comunità garantisce altri importanti servizi territoriali, come il consultorio familiare, la neuropsichiatria infantile, il centro di salute mentale e il servizio di riabilitazione.
"L’inaugurazione della Casa della Comunità di Borgo Valsugana – ha dichiarato il
direttore generale di Asuit Antonio Ferro –
rappresenta il coronamento di un percorso avviato alcuni anni fa, grazie al lavoro di molti: dagli uffici tecnici e amministrativi, alla direzione di distretto, fino al contributo dell’ex assessore Segnana. Un cammino costruito nel tempo, con l’obiettivo di rafforzare una sanità sempre più vicina alle persone. Il DM 77 ha indicato chiaramente la direzione, ma in Trentino abbiamo scelto di sviluppare un modello che mantenesse la capillarità dei servizi sul territorio, senza accentrare tutte le risorse nelle Case della Comunità. Un modello che punta sull’integrazione tra medicina di famiglia, servizi sanitari e risposta sociale, mantenendo vive e operative le strutture locali. Il nostro obiettivo è una sanità che permetta ai cittadini di essere curati il più possibile a casa, il luogo migliore di cura, e che sappia rispondere ai cambiamenti della società, con una popolazione sempre più anziana e fragile e reti familiari meno strutturate. È una sfida che riguarda tutti e che richiede lavoro di squadra e un forte senso di comunità».
Denise Signorelli, direttrice sanitaria di Asuit, ha illustrato le varie fasi che daranno piena operatività al percorso partecipativo di costruzione della Casa di Comunità:
"L’inaugurazione di oggi è il risultato di un lavoro corale che ha coinvolto istituzioni e tante professionalità diverse. Un percorso articolato che ha visto varie fasi, dalla pianificazione, alla costruzione, alla definizione del modello organizzativo, in linea con quanto previsto dal DM 77. La Casa della Comunità di Borgo si inserisce in una rete territoriale diffusa, fatta di servizi e strutture che lavorano in modo integrato: il nostro compito è costruire connessioni e percorsi di presa in carico sempre più vicini ai cittadini, intercettando i bisogni socio sanitari in modo tempestivo, anche per ridurre gli accessi impropri in ospedale. Il modello trentino di riordino della sanità territoriale si conferma un modello operativo efficace, capace di adattarsi alle diverse realtà locali, dalle città alle valli, e valorizzare quanto già esiste, sviluppando nuove opportunità. A conferma della solidità del modello trentino è arrivata anche la “certificazione” degli esperti indipendenti per tre Case della Comunità e tre Ospedali, passaggio indispensabile per accedere ai fondi del Pnrr".
"La Casa della Comunità di Borgo Valsugana – ha sottolineato il direttore del distretto est
Enrico Nava – è una struttura considerata strategica per il territorio e nasce in un contesto sanitario territoriale e ospedaliero particolarmente favorevole, che garantisce una rete di collegamenti e collaborazioni fruttuosa. La progettualità ha visto un ruolo importante della componente amministrativa e tecnica, così come delle istituzioni locali. In Bassa Valsugana e Tesino si respira un clima di piena collaborazione, come dimostrano i protocolli firmati negli anni.
Ora proseguiamo nel lavoro di collaborazione sapendo che strutture come questa hanno grande flessibilità sia dal punto di vista organizzativo sia strutturale"
"Oggi inauguriamo non solo una nuova struttura – ha sottolineato il dirigente generale del Dipartimento salute Andrea Ziglio – ma un modello organizzativo diverso, che nasce da bisogni profondamente cambiati. Si vive più a lungo, spesso con più patologie e in condizioni di maggiore solitudine: per questo è necessario ripensare i servizi e rafforzare la risposta sul territorio. Le Case della Comunità rappresentano luoghi di integrazione, uno dei pilastri del riordino previsto dal DM 77 insieme agli ospedali di comunità e alle Centrali operative territoriali. La struttura presentata oggi entra a far parte di una rete provinciale che prevede 14 Case della Comunità tutte collegate tra loro e con i servizi sanitari e sociali del territorio. La parola chiave è integrazione: tra professionisti sanitari, tra ospedale e territorio, tra sanità e sociale. Il riordino del sistema mette infatti al centro il territorio e la presa in carico del cittadino, anche a domicilio, mentre all’ospedale spetta il compito di gestire le situazioni acute e ad alta complessità. Se il territorio funziona, funziona meglio anche l’ospedale, intercettando prima i bisogni e riducendo il ricorso improprio ad alcuni servizi. Fondamentale sarà anche la comunicazione, per accompagnare i cittadini a conoscere e utilizzare correttamente i servizi. Spesso il cittadino percepisce un bisogno ma non sa quale sia la risposta più adeguata: il nostro compito è interpretarlo e offrire un percorso chiaro, vicino e integrato».
"Si tratta di un passaggio importante non solo per Borgo, ma per tutta la Valsugana e il Tesino – ha affermato la sindaca di Borgo Martina Ferrai –. Noi amministratori siamo spesso il primo punto di contatto, soprattutto per questioni sociali e sanitarie, e possiamo supportare i cittadini nella conoscenza dei servizi, delle opportunità e dei contenuti offerti dalla Casa della Comunità. È fondamentale mantenere sul territorio alcuni servizi, perché svolgono un doppio ruolo: da un lato intercettano i bisogni della popolazione, dall’altro attraggono professionisti che arricchiscono la comunità, con ricadute positive sul piano sociale, familiare e relazionale. La prossimità ha un valore umano e relazionale insostituibile e noi siamo pronti a collaborare al massimo per comunicare questi servizi e farli conoscere ai cittadini». A sottolineare l’importanza di comunicare in maniera efficace i servizi ai cittadini, è stato anche il presidente della Comunità della Valsugana e Tesino Claudio Ceppinati: «Il punto di forza della Casa della Comunità è proprio l’integrazione dei servizi e la presenza di diverse figure professionali. Noi, come servizi sociali, abbiamo già cercato di essere presenti sul territorio e con la Casa della Comunità si chiude un cerchio: non è solo un punto di arrivo, ma anche di partenza, per far conoscere ai cittadini tutte le opportunità che offre".
A ripercorrere i vari passaggi che hanno permesso di arrivare ad oggi è stata la consigliera provinciale ed ex assessore alla salute Stefania Segnana: "Questa inaugurazione è il risultato di un percorso avviato nel 2021, non privo di complessità, ma costruito attraverso un’importante condivisione con gli amministratori locali. Fin dall’inizio i sindaci del territorio hanno dimostrato grande collaborazione e senso di responsabilità, contribuendo a individuare le soluzioni più adatte per rispondere ai bisogni della comunità. In particolare, il territorio di Borgo si è distinto anche per l’impegno nel mettere a disposizione alloggi destinati ai professionisti sanitari, un elemento oggi sempre più strategico per garantire la presenza stabile di personale e rafforzare i servizi. Questo risultato dimostra come, attraverso il dialogo e la collaborazione tra istituzioni e territori, sia possibile costruire risposte concrete e durature per i cittadini".
"Prosegue il cammino delle Case della Comunità – ha evidenziato l’assessore alla salute Mario Tonina –, un percorso avviato già nella scorsa legislatura, grazie anche al lavoro della consigliera Segnana, e oggi fondamentale per rispondere ai nuovi bisogni della popolazione. È necessario costruire modelli capaci di rafforzare l’integrazione socio sanitaria e garantire una presa in carico più vicina ai cittadini. Un ringraziamento particolare va ai sindaci, i primi a farsi carico delle necessità emergenti dei territori. Chiedo a loro di supportarci anche sul fronte della comunicazione: è fondamentale far conoscere ai cittadini cosa offre la Casa della Comunità così da valorizzare tutte le opportunità disponibili. Questo territorio può contare su esperienze significative, come la sperimentazione in Tesino con il progetto Aree interne, che ha dimostrato come l’integrazione tra professionisti e la presa in carico di prossimità riducano il ricorso al pronto soccorso. Il Trentino si conferma così capace di innovare e anticipare i bisogni. Le Case della Comunità dovranno garantire accoglienza, cura e soprattutto prevenzione, sempre più strategica per la sostenibilità del sistema. Sarà fondamentale su questo aspetto il lavoro condiviso tra professionisti sanitari, amministratori locali e associazioni di volontariato, già oggi protagoniste di risultati importanti in ottica di prevenzione. In questa direzione va anche la mozione della consigliera Brunet sulla promozione dei corretti stili di vita e il sostegno al terzo settore approvata in Consiglio provinciale all’unanimità. Infine – ha concluso Tonina – l’auspicio è di individuare al più presto una soluzione per l’ospedale di comunità: l’obiettivo è arrivare entro sei mesi a una definizione definitiva, per garantire anche a questo territorio risposte adeguate».
"Le inaugurazioni delle Case della Comunità – ha concluso il presidente della Provincia Maurizio Fugatti – sono occasioni importanti per confrontarsi con il territorio, condividere punti di forza e criticità e raccogliere sollecitazioni, valorizzando le peculiarità delle diverse realtà locali. Le Case della Comunità rappresentano un tassello fondamentale di una sanità sempre più vicina ai cittadini. In questa fase storica vogliamo continuare a investire sugli ospedali territoriali, rafforzando la prossimità dei servizi, una scelta resa ancora più evidente dall’esperienza del Covid. Guardiamo al futuro anche attraverso la formazione: tra pochi mesi avremo i primi laureati del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Trento, veri pionieri di un percorso che stiamo costruendo e vede già sei scuole di specializzazione attive. L’obiettivo è rendere il Trentino sempre più attrattivo e favorire la permanenza dei giovani professionisti nel nostro sistema sanitario. Prosegue anche la progettualità sul nuovo ospedale di Trento, con la prospettiva di realizzare un polo integrato con università e ricerca, una vera cittadella universitaria della salute, capace di attrarre chi desidera studiare e lavorare nella sanità. Siamo consapevoli delle criticità e stiamo lavorando per affrontarle. Al contempo, i cittadini che si curano nel sistema sanitario trentino riconoscono la professionalità e l’umanità degli operatori, come confermano le statistiche nazionali che evidenziano risultati di eccellenza"..