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Bolzano, Consiglio provinciale: nomine e punto sul Covid-19

martedì, 14 settembre 2021

Bolzano – Il plenum del Consiglio provinciale ha provveduto alla nomina di componente e componente supplente dell’assemblea “Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino” (GECT). Dopo che Gerhard Lanz ha proposto il nome di Magdalena Amhof, riferendo di averlo comunicato anche agli altri gruppi consiliari “senza ricevere un feedback”, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freihiet) ha chiesto una breve interruzione per un confronto tra i gruppi di opposizione, cui è seguita una seduta di capigruppo, al termine della quale Lanz ha riferito che veniva confermata la candidatura della consigliera Jasmin Ladurner; Sven Knoll e Andreas Leiter Reber venivano confermati nel loro ruolo. Con votazione palese, Amhof è risultata eletta componente con 29 favorevoli e 5 astensioni, Ladurner è stata eletta componente supplente con lo stesso risultato (29 si, 5 astensioni); Knoll è stato confermato con 31 sí e 3 astensioni, Leiter Reber con 30 sì e 4 astensioni.

Inoltre il presidente della provincia Arno Kompatscher (nella foto @ASP Claudia Corrent) è intervenuto per un aggiornamento sulla pandemia da Covid-19. La provincia di Bolzano si trova in una situazione analoga ad altre regioni d’Europa ed è ancora bianca, ma ovunque la situazione sta leggermente peggiorando e si aggraverà probabilmente in autunno. Alcuni Paesi stanno rinunciando alle disposizioni anticovid, per esempio la Danimarca, con una popolazione ridotta e quasi interamente vaccinata. Probabilmente giovedì in Italia sarà deciso di imporre il Green pass nella pubblica amministrazione, simili regole potranno essere introdotte nel privato, ma questo non è ancora del tutto chiaro. La Giunta ha deciso di essere a favore dell’obbligo di Green pass, quando si supererà la quota dell’80% di vaccinati la situazione cambierà, nel frattempo chi non è vaccinato deve aver fatto un test o un tampone. Chi non è vaccinato viene comunque invitato a farlo. Le scuole in Alto Adige sono iniziate prima che nel resto d’Italia, e ci sono situazioni di quarantena, tuttavia si riferisce di una grande disciplina riguardo ai test; sarà introdotto un nuovo software che fornirà i dati su chi è vaccinato e chi no, il che permetterà di ridurre i controlli. In quanto agli stagionali, c’è una situazione di rischio maggiorata, per via della relativa mobilità, quindi oggi sono stati decisi degli screening aggiuntivi, di cui è stata incaricata l’Azienda sanitaria, che metterà a disposizione test gratuiti, come per i medici di base e a scuola. I test sono gratuiti per tutti, il costo rimane solo quando il tampone è necessario per il Green pass, perché in quel caso è necessario personale medico. Per quanto riguarda e associazioni sportive, non c’è ancora una soluzione perché la legge italiana prescrive il Green pass per le attività sportive; si è in costante scambio con i Ministeri a questo proposito. Si stanno adottando tutte le strategie possibili per facilitare l’accesso ai vaccini, favorendo anche il convincimento delle persone sulla relativa utilità. Gli animi si sono scaldati molto e la situazione è difficile, ma questo in tutta Europa. Dopo le decisioni del Governo di giovedì saranno definite anche le regole locali.

L’assessore Thomas Widmann ha chiarito che si procede senza pressione ma con opera di sensibilizzazione, compresi webinar, per convincere gli scettici a vaccinarsi, misura su cui gli esperti sono concordi. In alto Adige il tasso di vaccinazione è ora del 64,3% in riferimento a tutta la popolazione, non solo quella vaccinabile: un tasso elevato che non ci si aspettava. Questo anche ai vax bus, che hanno permesso di fare 50.000 vaccinazioni, e alle offerte particolari come quella delle terme di Merano. Un aumento di infezione si è registrato sotto i 50 anni, e in particolare tra i 20 e i 29 anni: nessuno sa come si andrà avanti nelle prossime settimane, è una situazione difficile e il monitoraggio è necessario. Si vuole puntare sulla certificazione covid e distinguere tra chi è vaccinato e chi no, come accade in Europa. Ci sono ancora ricoveri in terapia intensiva, ma le persone ricoverate sono più giovani e non vaccinate, senza patologie pregresse: questo si deve alla velocitá di propagazione di questo virus, che è molto più veloce: se con la variante Alpha si contagiavano 3 persone, con la Delta se ne contagiano molte di più Le persone vaccinate, tuttavia, se si contagiano di norma non sono ospedalizzate e non hanno decorsi severi. La mobilità di turisti e collaboratori è una fonte di rischio, pertanto si procederà a screening massicci di transfrontalieri su ampia scala. Tutti i consiglieri e le consigliere presenti, tranne uno, sono favorevoli ai vaccini, “pertanto vi chiedo di fare pubblicità alla vaccinazione, perché è l’unica strategia per uscire il prima possibile dalla pandemia”.

Andreas Leiter Reber (Die Freihietlichen) ha chiesto all’assessore cautela quando parla in pubblico, facendo riferimento alla dichiarazione sull’obbligo di pagare le spese sanitarie da parte dei non vaccinati: è importante scegliere le parole giuste quando si parla in pubblico, per non fomentare nuove divisioni. Magari le persone non vaccinate rientrano in certe categorie. non bisogna sempre confrontarsi con la Danimarca, magari in Israele la situazione è diverse. Opportuno è fare studi e pubblicare i dati, senza attribuire “colpe” all’una o all’altra categoria. I dati aiutano a capire e monitorare la situazione, per esempio quelli sul numero di vaccinati su 100 contagiati: questa è comunicazione aperta e trasparente. Non si capisce perché un insegnante vaccinato non deve più sottoporsi a tampone e altri sì. I test nasali potrebbero essere validi per il green pass, ma quali?

Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha riferito che molti insegnanti sono d’accordo con Green pass e anche sul pagare i test, ma il problema è dove farli: alcune farmacie non riescono più a offrirli. Ha chiesto quindi se sono previste stazioni di test aggiuntive. Se viene esteso l’obbligo del Green pass, ci vuole pianificazione.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freihiet) ha ringraziato l’assessore Widmann di aver chiarito che si riferiva a “popolazione vaccinabile”, perché questo è importante e rende evidente che la provincia non è l’ultima della classe. La Giunta del Tirolo ha segnalato che un terzo degli ospedalizzati ha dato due inoculazioni: questo dimostra che si deve essere cauti nonostante la vaccinazione, bisogna dirlo alla gente perché altrimenti non osserva più le precauzioni necessarie. Importante è continuare a mettere a disposizione i test, anche ai vaccinati. Anche il comportamento dei media è importante: a volte viene imputata alla popolazione di un’intera vallata un comportamento che riguarda piccoli gruppi; non è giusto indicare gruppi di capri espiatori, la politica deve intervenire.

Anche Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha evidenziato che ci sono persone vaccinate che però vorrebbero essere sicure di non poter trasmettere il virus, per questo sarebbe opportuno offrire la possibilitá di fare temponi. Strategia vaccinale e informativa vanno bene, tuttavia non è facendo pressione che si riuscirá a convincere chi non si è ancora vaccinato- Anche la stigmatizzazione è da evitare. Bisogna puntare a chi sarebbe disposto a farsi vaccinare, ma solo se si fa un passo nella sua direzione, cercando di capirne le motivazioni.

Paul Köllensperger (Team K), facendo riferimento al rischio di diventare gialli, ha fatto riferimento alle 7 persone in terapia intensiva, di cui 4 stagionali e una proveniente da fuori: se questo pone un rischio di zona gialla con tutti i relativi problemi, non è oil caso di far rientrare gli stagionali nei loro Paesi? Opportuno sarebbe anche uno studio sugli anticorpi., per rilevare il relativo tasso di immunizzazione nella popolazione.

Josef Unterholzner (Enzian) ha chiesto come mai le persone vaccinate non vengono testate, anche se il tasso di contatto è lo stesso di quello dei non vaccinati. In quanto a Israele, è Paese leader nella vaccinazione ma ha tantissimi ricoveri, in val d’Ultimo ci sono pochi vaccinati e pochi ricoveri. L’anno scorso c’erano 69 contagiati, quest’anno 504 nonostante il tasso di vaccinazione. Bisogna trarne le dovute conclusioni, senza puntare sui vaccini quale unica via d’uscita, bisogna promuovere il dialogo e riconoscere le vittime da vaccino. Propaganda e pressione creano una contropressione, ci vorrebbe un dialogo. I vaccinati sono contagiosi quanto i non vaccinati.

Franz Ploner (Team K) ha chiesto perché i raccoglitori di frutta potevano entrare senza documentazione che fossero testati, vaccinati o guariti. Sew venivano vaccinati ora, ci volevano settimane prima dell’effetto protettivo. I test nasali avevano dato l’anno scorso falsi positivi, con i PCR c’era più sicurezza. LA danimarca non aveva abbandonato le misure per via del tasso vaccinale, ma per via della diffusione del virus, che anche l’Inghilterra usava come criterio: lo poteva assumere anche l’Alto Adige.

Ulli Mair (Die Freihietlichen) ha segnalato la necessità di sostenere finanziariamente i pazienti Long covid, cosa opra possibile solo se si sono contagiati sul lavoro. Bisogna essere più flessibili.

Fratelli d’Italia, facendo riferimento alle dichiarazioni di Kompatscher sulla volontà di proseguire sulla strada del green pass, ha fatto riferimento a importanti distinguo a livello nazionale, chiedendo se a livello provinciale la posizione è unanime o diversificata

Il presidente della provincia Arno Kompatscher ha chiarito che l’Alto Adige ha una quota di vaccinati simile a quella di Austria e Germania; anzi: superiore, nelle zone rurali. Tuttavia, in Italia la quota è più bassa. la si vorrebbe più elevata. Vero è che bisogna mantenere toni pacati, ma il messaggio deve essere chiaro, non bisogna nascondere i fatti i dati scientifici, senza compromessi. Non è proprio vero che vaccinati e non vaccinati sono ugualmente contagiosi, come ha detto Unterholzner. I dati sono trasparenti e non c’è niente da nascondere, ma è chiaro che quando la quota di vaccinati sará il 99%, aumenterà anche la quota di vaccinati tra i ricoverati. nessuno ha mai detto che il vaccino protegge al 100%. Il Green Pass è lo strumento per la libertà, questo l’aveva detto Luca Zaia. Sarebbe difficile riportare a casa i raccoglitori stagionali gravemente malati, dopo averli fatti venire: l’Alto Adige ha più mobilità da altri Paesi, e questo ha anche un effetto sull’incidenza – questo è noto anche a Roma; inoltre, non può decidere autonomamente come la Danimarca. L’Alto Adige comunque non è lontano dalla quota di vaccinati danese del 70%. in quanto ai pazienti long , questo problema non è ancora risolto, ma riguarda INPS e INAIL che devono chiarire le rispettive competenze. la Giunta ha detto oggi che avrebbe accolto i segnali da Roma, in relazione alle decisioni di giovedì in merito al Green pass, ma bisogna vedere in che direzione si andrà.

L’assessore Thomas Widmann, esprimendo stima per Unterholzner come imprenditore e sportivo, ha detto di essere su posizioni opposte riguardo al vaccino. Si è detto contro l’obbligo vaccinale, una pressione che provoca contropressione, ma a favore di libertà e quotroresponsbailità e ottimista sulle decisioni della popolazione altoatesina: capisce che una madre che allatta non voglia farsi vaccinare, anche se la scienza dice che non ci sono problemi, ma in altri casi no. Perciò SI punta sull’informazione ma anche sul contributo dei consiglieri. Essere vaccinati non vuol dire avere carta bianca, ma chi è vaccinato ha una possibilità più grande di non finire in terapia intensiva. In quanto agli anticorpi, per ora nessuno tiene conto di questo parametro, ma forse si va in questa direzione. Per diventare zona gialla serve che il 10% ei posti in terapia intensiva siano occupati, ma in breve tempo potrebbero essere disponibili 500 posti letto, il che richiede 50 ricoveri intensivi; se si considerasse solo l’incidenza, l’Alto Adige sarebbe già arancione. Il test salivare proposto da molti è più preciso, ma richiede 24 ore, e l’Alto Adige potrebbe gestirne al massimo 5.000 al giorno; la Svizzera se ne sta allontanando.



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