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Best practice in sanità, delegazione Agenas in visita a Trento

Per analizzare l’organizzazione delle cure domiciliari e palliative

TRENTO - La rete dell’assistenza domiciliare e cure palliative dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino si conferma un modello di riferimento a livello nazionale. Una delegazione di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) è in questi giorni a Trento per studiare da vicino l’organizzazione, l'integrazione e il funzionamento del modello il modello di assistenza domiciliare e le reti di cure palliative. Ad accompagnare la delegazione dell’Agenzia nazionale nella visita ai servizi sono stati il direttore generale di Asuit Antonio Ferro e il direttore del Dipartimento cure primarie Gino Gobber.

Durante gli incontri con gli operatori, la delegazione di Agenas ha approfondito le peculiarità dell’integrazione tra l'assistenza domiciliare, le strutture di hospice, l'ambito ospedaliero e la sinergia con i servizi sociali delle Comunità di valle e degli enti del terzo settore, evidenziando come la continuità assistenziale garantita dal modello trentino rappresenti una best practice replicabile per il rafforzamento dell'assistenza territoriale a livello nazionale.

«La visita di Agenas rappresenta un importante riconoscimento al lavoro svolto in questi anni dalle nostre strutture e dai nostri operatori.
Nel modello trentino l’assistenza domiciliare e le cure palliative non sono solo una risposta clinica, ma una presa in carico globale della persona e della sua famiglia, garantita da un servizio capillare su tutto il territorio trentino». – ha evidenziato il direttore generale Ferro a margine della riunione.

Antonio Fortino, responsabile della delegazione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha affermato: «Agenas ha avviato un ciclo di visite in diverse Regioni finalizzato a rilevare le trasformazioni e a potenziare l’innovazione dell'assistenza a domicilio. Nell'organizzazione dell’Azienda sanitaria trentina Agenas ha apprezzato l'approccio sistematico, l'attenzione ai territori geograficamente disagiati, la centralità della formazione e la sinergia con l'università a sostegno del cambiamento».

Dal canto suo Gino Gobber, ha sottolineato: «L'attenzione di Agenas al nostro modello conferma la validità di una rete integrata che mette al centro i bisogni del paziente in ogni fase di malattia, integrando assistenza ospedaliera, domiciliare e strutture dedicate con il lavoro dei medici di famiglia e di tutta la comunità. Un’attività che può contare sul contributo di 16 medici palliativisti dell’adulto, 3 palliativisti pediatrici, 269 infermieri di cui 21 infermieri di famiglia e comunità, 12 medici di cure primarie oltre a medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Nel 2025 sono stati registrati oltre 17.500 piani di cura con 312.354 accessi complessivi degli operatori dell’assistenza domiciliare; nello stesso periodo sono stati assistiti dalle reti di cure palliative 2.453 persone (adulti e pediatrici) con 112.467 accessi a domicilio».
Ultimo aggiornamento: 29/08/2026 11:44

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