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Assestamento 2026-2028, via libera della Prima Commissione al disegno di legge in Trentino

Completato l’esame dei 55 articoli: tutti i temi affrontati

TRENTO - La Prima Commissione permanente ha completato l’esame dell’articolato del disegno di legge di assestamento del bilancio provinciale 2026-2028. In apertura della seduta il presidente Carlo Daldoss (La Civica) ha ripercorso brevemente il lavoro svolto nelle precedenti riunioni, prima di dare avvio alla trattazione dei 55 articoli, illustrati dal vicepresidente della Giunta provinciale Achille Spinelli e dagli assessori competenti.

I primi articoli riguardano l’organizzazione amministrativa e il personale provinciale. L’articolo 1 introduce misure per ridurre il divario digitale e prevede la figura del “facilitatore digitale”, mentre l’articolo 2 stabilisce i nuovi limiti massimi di spesa per il personale dei comparti autonomie locali, ricerca e scuola per il triennio 2026-2028. Paolo Zanella (Pd del Trentino) ha annunciato la presentazione in aula di emendamenti, anche alla luce delle osservazioni formulate dalle organizzazioni sindacali. L’articolo è stato approvato all’unanimità.

L’articolo 3 aumenta il numero massimo dei servizi e dei dirigenti provinciali e consente l’assunzione a tempo determinato di professionalità altamente specializzate per la realizzazione degli interventi strategici della Provincia. Sull’articolo 4, che dal 2028 trasferisce alla Provincia il personale degli istituti culturali delle minoranze linguistiche, Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) ha chiesto chiarimenti. Il dirigente Luca Comper ha spiegato che la disposizione punta a razionalizzare la gestione del personale già presente. Mariachiara Franzoia è intervenuta invece sull’articolo 5, relativo alla contabilità dell’Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa.

Gli articoli dal 6 all’8 intervengono sull’attività di Trentino Riscossioni. In particolare, l’articolo 8 estende ai debiti affidati entro il 31 dicembre 2023 la definizione agevolata, permettendo di estinguere quanto dovuto senza sanzioni e interessi e con un massimo di 54 rate bimestrali. Demagri ha chiesto quale fosse il vantaggio dell’affidamento di queste funzioni alla società provinciale. È stato chiarito che non si tratta di nuove competenze, ma dell’estensione agli enti locali di una facoltà già prevista dalla normativa statale, con l’obiettivo di contenere la crescita del cosiddetto “magazzino degli insoluti”.

L’articolo 9 autorizza il ricorso all’indebitamento per finanziare investimenti pubblici, per 105,3 milioni di euro nel 2027 e 94,7 milioni nel 2028. Approvati all’unanimità anche l’emendamento all’articolo 10, sulla Strategia nazionale per le aree interne, e l’emendamento all’articolo 11, che ha soppresso il primo comma della disposizione sulle procedure accelerate per le opere pubbliche prioritarie e per gli interventi legati ai Mondiali di ciclismo del 2031. L’articolo 13, relativo all’occupazione delle aree interessate dalle opere prioritarie, è stato invece interamente soppresso. Via libera unanime agli articoli 12, 14 e 15 in materia di appalti, obblighi di pubblicazione e attività contrattuale di comuni e comunità.

Un confronto più articolato ha accompagnato l’articolo 16, relativo alle concessioni per la distribuzione dell’energia elettrica. Francesco Valduga (Campobase) ha chiesto una ricostruzione dello stato attuale del settore. Il dirigente Raffaele Gardelli ha ricordato l’obiettivo originario di arrivare a un bacino unico provinciale orientato verso SET, spiegando tuttavia che non tutti i comuni hanno aderito e che attualmente operano dodici gestori, tra comuni, consorzi e società. Paola Demagri ha domandato se esista una regia provinciale sugli investimenti. È stato precisato che gli interventi devono comunque rispondere alle prescrizioni stabilite dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.

Casa e politiche familiari
Ampia la discussione sulle misure abitative e familiari. L’articolo 17 introduce contributi provinciali per l’acquisto, l’acquisto con risanamento o il recupero della prima casa, anche attraverso l’abbattimento degli interessi sui finanziamenti. Mariachiara Franzoia ha chiesto chiarimenti sull’impostazione della misura, illustrata dal dirigente Walter Viola come una semplificazione delle modalità di intervento. Demagri ha domandato se fossero disponibili i dati relativi alle agevolazioni concesse nella precedente legislatura.

Paolo Zanella ha criticato il ricorso a contributi per l’acquisto della casa non inseriti, a suo giudizio, in una strategia complessiva. Ha quindi chiesto politiche strutturali e coordinate, anziché interventi “a spot”, annunciando comunque il voto favorevole. L’articolo è stato approvato all’unanimità.

L’articolo 18 amplia la possibilità per ITEA di destinare alloggi inutilizzati a progetti di abitare collaborativo e incentiva la mediazione sociale nella locazione agevolata. Franzoia ha chiesto di estendere la misura anche agli immobili di proprietà degli enti locali. Viola ha ricordato che una richiesta in questo senso è arrivata dal Consiglio delle autonomie locali e potrebbe rispondere alle necessità di territori come Luserna e Vallarsa. Maria Bosin (PATT) ha domandato se si trattasse di alloggi già inseriti nelle graduatorie. È stato spiegato che la norma riguarda soprattutto abitazioni messe a disposizione dalle comunità, ma scarsamente richieste. Sul tema sono intervenuti anche Eleonora Angeli (Misto) e Paolo Zanella. L’articolo è stato approvato all’unanimità.

Sull’articolo 19, che innalza a 0,70 il limite ICEF per l’accesso ai buoni di servizio e introduce contributi alle famiglie per le attività estive dei minori, sono emerse diverse richieste di precisazione. Mariachiara Franzoia ha domandato quale ruolo sarà affidato a comuni e comunità e quali attività potranno essere finanziate. Spinelli ha sottolineato il carattere sperimentale della disposizione, finalizzata ad ampliare il coinvolgimento dei soggetti presenti sul territorio.

Francesca Parolari (Pd del Trentino) ha evidenziato alcune “zone d’ombra”, chiedendo se il contributo riguarderà qualsiasi iniziativa organizzata sul territorio provinciale. È stato chiarito che il sostegno sarà riconosciuto direttamente alle famiglie per i servizi socioeducativi estivi rivolti ai minori iscritti al primo ciclo di istruzione. Paolo Zanella ha espresso perplessità, in particolare sul quarto comma. Le minoranze si sono astenute.

Astensione delle minoranze anche sull’articolo 20, che disciplina la restituzione delle somme indebitamente percepite attraverso l’assegno unico provinciale e prevede l’esclusione dal beneficio per sei mesi in caso di dichiarazioni false o incomplete. Franzoia ha richiamato la necessità di garantire controlli effettivi.

Sanità, volontariato e scuola
L’articolo 21, presentato dall’assessore alla salute Mario Tonina, prevede la partecipazione di diritto del dirigente generale del Dipartimento salute al comitato di indirizzo dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino. Francesco Valduga ha giudicato positivamente la presenza del vertice amministrativo della sanità provinciale nell’organo decisionale, ricordando che una richiesta analoga era stata formulata dalle minoranze durante la costituzione di ASUIT. Valduga ha inoltre proposto un incontro con la Giunta per una valutazione complessiva della manovra di assestamento. L’articolo è stato approvato all’unanimità.
Paolo Zanella ha chiesto chiarimenti sulle borse di studio previste dall’articolo 22 per la formazione specialistica sanitaria dei laureati non medici. Via libera unanime anche all’articolo 23, che modifica la copertura finanziaria delle borse destinate a infermieri e operatori socio-sanitari.
Sull’articolo 24, relativo al Centro di servizio per il volontariato e alle agevolazioni per gli enti, Mariachiara Franzoia ha chiesto informazioni sulle risorse disponibili, mentre Paola Demagri ha sollevato il tema della distinzione tra associazioni iscritte e non iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore. La dirigente Sartori ha illustrato gli stanziamenti previsti. Vanessa Masè (La Civica) ha chiesto ulteriori chiarimenti, ottenendo la precisazione che una parte delle risorse sarà vincolata alle associazioni di secondo livello, mentre per gli altri soggetti saranno individuate ulteriori forme di agevolazione. Articolo approvato all’unanimità.
Approvati anche l’articolo 25, che estende i contributi per il recupero delle eccedenze alimentari, non alimentari e farmaceutiche, e gli articoli dal 26 al 28, che prorogano le graduatorie scolastiche e consentono concorsi straordinari per la stabilizzazione di docenti, personale ATA, assistenti educatori e collaboratori scolastici.
Il confronto si è riaperto sull’articolo 29, dedicato al benessere fisico, psicologico e relazionale della comunità scolastica e alla valutazione dei dirigenti. Michele Malfer (Campobase) ha richiamato la figura del “docente faber” e ha chiesto chiarimenti sia sul concetto di benessere sia sul criterio dell’“apprezzamento dell’operato” dei dirigenti. La dirigente Francesca Mussino ha spiegato che il benessere rappresenta uno dei principi fondanti delle politiche scolastiche provinciali e ha annunciato la sperimentazione di un nuovo modello di assistenza, con l’obiettivo di creare un vero e proprio “staff del benessere”. La valutazione dei dirigenti, ha aggiunto, dovrà comunque poggiare su criteri oggettivi. Le minoranze si sono astenute.

Economia, agricoltura e turismo
L’articolo 32 ridefinisce i servizi affidabili a Trentino Sviluppo, rende più flessibile l’assegnazione delle strutture produttive e amplia le attività dei Centri di assistenza tecnica.
Valduga ha chiesto di chiarire “più e meglio i perimetri” della disposizione, annunciando l’astensione in attesa di ulteriori approfondimenti. Le minoranze si sono astenute anche sull’articolo 33 e sul relativo emendamento, riguardanti il fondo gestito da Trentino Sviluppo.
Approvato all’unanimità l’articolo 34 sugli incentivi al trasporto ferroviario e multimodale. Astensione delle minoranze sugli articoli 35 e 36, che introducono rispettivamente contributi straordinari per i rifugi penalizzati dalle carenze idriche e nuove misure per il settore agricolo, tra cui contributi fino al 100 per cento per il benessere animale e la certificazione della qualità.
Unanime il voto sugli articoli dal 37 al 40, in materia di tutela delle denominazioni “artigiano” e “artigianale”, acque termali, collaborazione con il CONI, riconoscimento del Comitato italiano paralimpico e agevolazioni per le sponsorizzazioni sportive.
L’articolo 41 proroga fino al 2029 la deroga che consente all’Azienda per il turismo della Val di Non di operare oltre il numero massimo degli ambiti turistici provinciali. Francesco Valduga ha chiesto perché si continui a procedere attraverso deroghe anziché con una soluzione strutturale. Paola Demagri ha condiviso la necessità di regolarizzare stabilmente la situazione, considerati i risultati raggiunti dall’APT. Il dirigente Stanchina ha spiegato che l’Azienda ha dimostrato una buona capacità di autofinanziamento, ma presenta ancora un deficit rispetto al numero dei posti letto richiesto dalla disciplina provinciale. La proroga servirà quindi a effettuare una valutazione più approfondita nei prossimi anni. Carlo Daldoss ha espresso una valutazione positiva sulla distinzione tra gli ambiti turistici della Val di Non e della Val di Sole, ricordando però la proficua collaborazione tra le due Aziende. L’articolo è stato approvato all’unanimità.
L’articolo 44 autorizza un accordo con la Regione Lombardia e con il concessionario idroelettrico dell’Alto Chiese per garantire, nel biennio 2026-2027, apporti idrici aggiuntivi al lago d’Idro nei periodi di scarsità. Articolo ed emendamento aggiuntivo della Giunta sono stati approvati con l’astensione delle minoranze.

Revisione del PUP e protezione civile
Particolare rilievo ha assunto la discussione sull’articolo 45, che istituisce un comitato tecnico-scientifico incaricato di accompagnare la revisione del Piano urbanistico provinciale. “Finalmente un percorso per la revisione del PUP”, ha commentato Francesco Valduga, sottolineando la natura trasversale delle questioni urbanistiche e richiamando l’esigenza di verificare se gli obiettivi di risparmio del suolo indicati nella relazione tecnica saranno concretamente rispettati.
Paola Demagri ha chiesto come verranno individuati i componenti del comitato e ha ribadito l’importanza di fondare le decisioni su dati scientifici. Gardelli ha spiegato che il PUP ha mostrato negli ultimi anni una crescente difficoltà nel rispondere a fenomeni esterni, dallo sviluppo globale ai cambiamenti climatici. Ha inoltre osservato che le grandi infrastrutture vengono ormai quasi sempre approvate in deroga al Piano. L’obiettivo della Giunta è predisporre entro la fine della legislatura un documento preliminare sul quale aprire il confronto politico e territoriale. Daldoss ha auspicato che la revisione consenta di “alzare lo sguardo”. Articolo ed emendamento sono stati approvati all’unanimità.
Sull’articolo 48, che consente di finanziare attraverso la Cassa provinciale antincendi caserme destinate anche ad altre strutture operative della protezione civile, Mariachiara Franzoia ha posto il problema del mancato riconoscimento, in ambito lavorativo, della formazione svolta dai vigili del fuoco volontari. La dirigente Placidi ha confermato la criticità, precisando però che la materia appartiene alla competenza esclusiva dello Stato.
Francesco Valduga ha chiesto se il polo della protezione civile di Rovereto sia già interamente finanziato o se una parte delle risorse possa rientrare nella nuova disposizione. Vanessa Masè ha proposto di valutare una norma di attuazione e una collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano per arrivare al riconoscimento della formazione. L’articolo è stato approvato all’unanimità.
Via libera unanime anche all’articolo 49. Stefania Segnana (Lega) ha ricordato che la disposizione, relativa al parere obbligatorio dell’ISPRA per la costituzione delle aziende faunistico-venatorie e ai contributi per i cani da protezione contro i grandi carnivori, dà attuazione a un ordine del giorno approvato lo scorso anno.
L’articolo 50, sugli interventi riguardanti le piante poste fuori dal bosco, è stato approvato con l’astensione delle minoranze. Unanime il voto sull’articolo 51, che interviene sulle autorizzazioni allo scarico, sulle competenze sanzionatorie dei comuni per l’abbandono dei rifiuti e sul sistema di tracciabilità RENTRI.
Le minoranze si sono infine astenute sugli articoli finanziari dal 52 al 54, riguardanti la copertura delle nuove misure, il riconoscimento dei debiti fuori bilancio e le variazioni di assestamento del bilancio provinciale 2026-2028. Approvato anche l’articolo 55, che dispone l’entrata in vigore della legge il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Le dichiarazioni di voto
Francesco Valduga (Campobase) ha preso parola per annunciare voto contrario all’assestamento: “Abbiamo votato a favore di alcuni articoli perché alcuni contenuti ci convincono, mentre su altri ci siamo astenuti perché abbiamo bisogno di un approfondimento. Tuttavia è solo parte di un ragionamento più ampio su un impianto complessivo che comunque non ci convince”. “La nostra disponibilità è per il confronto”, ha detto auspicando il
Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) ha parlato positivamente dei tempi che hanno consentito di lavorare, ricordando che il voto a favore è stato giustificato da alcuni provvedimenti che sono in parte condivisibile. Ha auspicato che vi sia occasione di discutere nel merito di alcune questioni.
Paolo Zanella (Pd del Trentino) ha parlato di un provvedimento che “non contiene nulla di nuovo”. “Ci sono dati macroeconomici che ci dicono che l’economia è ferma. Un paese che non cresce. Siamo di fatto in stagnazione”, ha detto. Ha parlato con preoccupazione del fatto che una parte del PIL era dovuto al PNRR e che ora “i rubinetti sono chiusi”. Ha parlato di una “mancanza di visione” e, in conclusione, ha posto il tema dei migranti, sottolineando in particolare i commenti rivolti da alcuni utenti social contro i nuovi laureati in medicina sotto il post del presidente Fugatti. “Il territorio cresce se si cresce tutti insieme e auspico che vengano messe in atto politiche di inclusione e sia finita l’epoca delle politiche ideologiche”.
Vanessa Masè (La Civica), ricordando l’esperienza in Prima Commissione, ha detto di non aver memoria di così tanti voti favorevoli agli articoli. Riguardo a quella che ha definito “l’annuncite dei cantieri che non ci sono e delle opere che non ci sono”, ha detto, “girando il territorio i cantieri ci sono e sono cantieri legati alle opere”. Sul tema delle priorità, parlando di infrastrutture ha detto che “continua ad esserci una richiesta di infrastruttura viaria”. “Non ci siamo portati a sinistra parlando di temi come la casa o il consumo di suolo, ma effettivamente c’è stato un cambiamento tale nella società e dei bisogni, che questi non sono più temi che appartengono a una parte politica o all’altra. Possono essere diverse le risposte che diamo, ma sono temi ineludibili”. “La complessità del momento chiede a tutti un supplemento ulteriore per immaginare soluzioni e immaginarle in fretta”. Masè ha replicato anche alle critiche sulla presunta mancanza di visione: «Di fronte alla rapidità dei cambiamenti, assumere decisioni di lungo periodo è diventato più complesso. Le accuse vanno quindi contestualizzate, considerando che l’attuale scenario impone spesso di operare su orizzonti temporali più ravvicinati».
Stefania Segnana (Lega) ha rimarcato le visioni diverse e la sensibilità nel cogliere gli stimoli che arrivano durante le audizioni in modo differente. Per quanto riguarda l’assestamento, ha detto che vi è stato un aumento del PIL dovuto anche alla fiducia dei cittadini: “Sicuramente aver rinnovato i contratti e aver dato risorse alle imprese sono state decisioni prese che hanno dato un input all’economia”. “In questa manovra di assestamento sono state messe risorse importanti su sanità, università, politiche familiari. Una manovra che risponde alle richieste del territorio”.
Anche Maria Bosin (Patt) ha parlato a favore della manovra: “Credo che contenga dei semi che potranno essere approfonditi nel corso della legislatura”, ha detto ponendo l’accento sul PUP, sulla burocrazia, le imprese e la casa. “Credo che in questo momento anche le imprese hanno bisogno di un supplemento di supporto nelle procedure per avere risposte”. “Credo si siano messe in campo delle politiche che vanno incontro alle esigenze delle famiglie e del territorio”.
Il presidente Carlo Daldoss ha ricordato che all’interno dell’Assestamento vi sono interventi a favore delle famiglie e delle imprese trentine. “Il fatto di avere delle disponibilità finanziare che sono state impegnate per delle opere, ci permetteranno di far interventi mirati. La Provincia è in una situazione positiva per dare sostegno all’economia reale, che è quella poi consente di avere risorse da reinvestire sul welfare e sulle politiche sociali”. Ha ringraziato i commissari per il clima.
Il provvedimento è stato quindi approvato con i 4 voti contrari delle minoranze.
In conclusione la Commissione ha espresso parere favorevole al Documento di economia e finanza provinciale 2027-2029 (DEFP) con il voto contrario delle minoranze.
Ultimo aggiornamento: 13/07/2026 18:41

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