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Approvato in seconda lettura lo statuto di autonomia del Trentino Alto Adige

La Camera dei deputati ha dato il via libera con 237 voti favorevoli

TRENTO - Lo Statuto di autonomia del Trentino Alto Adige è stato approvato in seconda lettura dalla Camera dei deputati con 237 voti favorevoli, superando il quorum di 201.

I commenti
"Nella mia dichiarazione di voto ho richiamato la capacità di costruire un consenso ampio, partendo da una visione di autonomia proiettata al futuro, liberata da alcuni appesantimenti antistorici: ridotti da 4 a 2 gli anni di residenza obbligatoria per potere votare, introdotta la residenza storica e clausole di garanzia per garantire equilibrio fra i gruppi linguistici in giunta provinciale, abolito l’antistorico divieto per un solo consigliere del gruppo linguistico Italiano o latino e poter fare l’assessore nei comuni.
Tutto ciò a fianco di interventi per ridurre i contenziosi davanti alla corte costituzionale in un quadro di chiarezza di prerogative di autonomia e Stato.
Non dare mai nulla per scontato, il percorso verso una reale pacificazione in Alto Adige è stato complesso ed ha superato difficoltà verso le quali talvolta si era persa la fiducia, e proprio sulla fiducia si è saputo costruire il rapporto che ha prodotto questo risultato e che Fratelli D’Italia rivendica come il successo della sua azione di garanzia.
D’altronde, la stessa riforma dello statuto nasce da un impegno del premier Meloni all’insediamento del governo.
Ora il provvedimento passa al Senato per l’ultima definitiva votazione.
Dopodiché sarà legge", dichiara l’onorevole Alessandro Urzì, relatore di maggioranza per FdI della riforma costituzionale dello statuto speciale per il Trentino Alto Adige

"Con grande orgoglio, come rappresentanti del Trentino-Alto Adige-Südtirol, davanti a un punto fondamentale della modifica dello Statuto. Non è solo un atto giuridico o legislativo: è una scelta politica. È una scelta che tutela e salvaguarda i territori, consapevole che l’autonomia speciale del Trentino-Alto Adige è un modello a cui tutti dovrebbero aspirare. Lo dico con orgoglio, ricordando l’evoluzione storica e le radici nell’accordo internazionale De Gasperi-Gruber. In tempi segnati da troppi conflitti, questo modello – fondato su un accordo internazionale – rappresenta un esempio di autodeterminazione e pacifica convivenza tra popoli di confine, salvaguardando identità culturali e linguistiche. Non è solo una scelta legislativa o giuridica, ma di vicinanza e partecipazione della politica alle comunità territoriali allontandosi dal centralismo per prendere una posizione netta e più vicina ai bisogni dei cittadini. L’autonomia va considerata dinamica, in continua evoluzione. Ringrazio il ministro Calderoli, il governo che lo ha appoggiato e i presidenti delle province di Trento e Bolzano: se oggi votiamo questo testo importante, lo dobbiamo alla loro perseveranza, lungimiranza e capacità di valorizzare veri laboratori di convivenza reale e fattuale, come diceva Alcide De Gasperi. Da parlamentare autonomista ritengo sia un passaggio determinante: non avremo un Paese più diviso, ma più forte, consapevole delle proprie diversità. Come diceva De Gasperi: ‘un politico pensa alle elezioni mentre uno statista pensa prima di tutto alle future generazioni’”. così la deputata della Lega Vanessa Cattoi, intervenendo in Aula.
Ultimo aggiornamento: 10/03/2026 22:50:23

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