TRENTO - Dopo due anni e mezzo di discussioni a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti nazionale, il Tavolo Appalti provinciale ha trovato una sintesi che consente alla legge trentina di confermarsi punta avanzata nel panorama nazionale nel garantire tutele significative e aggiuntive per le lavoratrici ed i lavoratori impiegati negli appalti pubblici di servizi e di lavori sul territorio.
“Si è trattato di un risultato non scontato - spiegano i rappresentanti di Cgil Cisl Uil del Trentino al tavolo appalti Maurizio Zabbeni, Michele Bezzi e Walter Largher -. Nel confronto ci sono stati momenti difficili che hanno visto le organizzazioni sindacali scendere in piazza come successo nel settembre del 2023 per bloccare una prima disciplina che, al contrario, avrebbe reso la norma provinciale peggiorativa del codice appalti. Ma il risultato finale premia il nostro impegno a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Nella sostanza, la delibera di Giunta assunta ai sensi dell’art. 32 della legge provinciale 2/2016, facendo sintesi delle indicazioni emerse al Tavolo Appalti da parte delle Parti Sociali, ha definito in modo esaustivo quelli che sono i contratti collettivi di riferimento, nazionali e territoriali (ove esistenti), che le stazioni appaltanti dovranno indicare negli atti di gara e, attraverso l’indennità di appalto, ha previsto una prima declinazione dell’equivalenza economica e normativa nei casi di applicazione, da parte degli operatori economici, di contratti diversi da quelli indicati, in attesa del decreto interministeriale che ancora non è emanato.
“Va dato atto alla Giunta - proseguono Zabbeni, Bezzi e Largher - di aver seguito le indicazioni della parti sociali anche laddove non si è riusciti a trovare una sintesi. È il caso del settore dei call center al quale per gli uffici provinciali doveva essere applicato il contratto delle telecomunicazioni mentre in Trentino da sempre si utilizza il contratto più vantaggioso dei metalmeccanici. Su questo punto si effettueranno analisi aggiuntive anche al Cnel. Il lavoro quindi non è concluso ma per le nostre organizzazioni resta valido il principio per cui l’Autonomia deve migliorare le condizione di lavoro, non certo peggiorarle”.
Nello specifico, la delibera individua puntualmente i contratti da indicare nei bandi di gara per oltre 200 attività, tra servizi e lavori, prevedendo puntualmente, prima esperienza in Italia, per praticamente la totalità delle attività esternalizzate i contratti maggiormente rappresentativi e attinenti con le attività oggetto di appalto, evitando dumping contrattuale da parte di contratti pirata.
Inoltre supera e migliora la previsione del codice nazionale fissando in tutti i casi l’obbligo di equivalenza, anche quando, sussistono contratti collettivi profondamente diversi nei trattamenti ma ritenuti automaticamente applicabili a livello nazionale.
In Trentino grazie alla delibera adottata dalla Giunta provinciale, al contrario, trova sempre applicazione l’indennità di appalto ai fini dell’equivalenza tra contratti diversi, salvaguardando le retribuzioni di miglior favore.
L’indennità di appalto arricchisce poi, rispetto al codice appalti, le voci economiche che devono essere prese a riferimento per determinare l’equivalenza economica tra contratti diversi, tutelando ulteriormente le retribuzioni e introduce una prima disciplina anche dell’equivalenza normativa prendendo a riferimento i trattamenti di miglior favore nelle tutele della maternità, della malattia e dell’infortunio, nella disciplina del lavoro supplementare, straordinario, festivo e notturno, nonché nelle clausole sociali nei cambi appalto se migliori rispetto a quelle già previste e cogenti all’interno della stessa legge trentina.
“Vista la portata innovativa della disciplina che si spinge a livelli mai sperimentati prima a livello nazionale - ricordano i sindacalisti di Cgil Cisl Uil del Trentino - abbiamo concordato con la Giunta provinciale di avviare un monitoraggio continuo, sia nell’applicazione concreta a livello provinciale, sia nel recepire eventuali avanzamenti che dovessero essere implementati a livello nazionale, tanto in relazione all’elenco dei contratti di riferimento (in tal senso il Cnel sta aggiornano i propri archivi), quanto in merito all’equivalenza normativa se sarà effettivamente disciplinata dal previsto e promesso ma ancora mai emanato decreto interministeriale”.
Appalti pubblici, Fugatti: “Un accordo che rafforza tutele e qualità del lavoro”
“L’intesa raggiunta con le categorie sindacali al Tavolo appalti rappresenta un risultato concreto dell’attenzione dell’Amministrazione all’utilizzo corretto delle risorse pubbliche, alla tutela dei lavoratori e alla valorizzazione delle imprese sane. È un passo importante, che punta a coniugare qualità del lavoro e condizioni di concorrenza corrette. Anche attraverso regole chiare e condivise si costruisce un territorio più competitivo e attrattivo”.
Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, commenta la sottoscrizione dell’intesa recepita con delibera dalla Giunta provinciale, frutto del confronto con le organizzazioni sindacali e finalizzata ad individuare i contratti collettivi di riferimento nei bandi pubblici.
“Si tratta di un passaggio coerente con l’impegno che la Provincia porta avanti per sostenere i salari, garantire condizioni di lavoro corrette ed evitare possibili distorsioni nei subappalti” aggiunge il presidente, ricordando come già nel 2024 fosse stato sottoscritto un protocollo con categorie economiche e sindacali per individuare i contratti collettivi che le imprese sono tenute ad applicare per beneficiare delle misure di incentivazione provinciali. “Questo ulteriore passaggio rafforza quella linea: le risorse pubbliche devono valorizzare imprese serie, che applicano contratti adeguati e assicurano diritti e qualità del lavoro. È un impegno che portiamo avanti con pragmatismo e coerenza, nell’interesse dei lavoratori, delle imprese che operano correttamente e della comunità trentina” conclude il presidente.