MERANO (Bolzano) - La celebrazione dell’
80° anniversario della firma dell'Accordo di Parigi in occasione della
Giornata dell’Autonomia 2026 è ormai alle porte: il Presidente della Repubblica italiana
Sergio Mattarella e il Presidente federale austriaco
Alexander Van der Bellen sono giunti al Kurhaus di Merano. Alle ore 11 ha avuto inizio la cerimonia ufficiale nella Kursaal.

Fin dalle prime ore del mattino gli ospiti invitati si sono recati al Kurhaus. Sulla Kurpromenade antistante il Kurhaus si sono inoltre radunati numerosi rappresentanti dei media, oltre a curiosi e cittadini, per assistere all’arrivo dei Presidenti. Alla cerimonia di benvenuto erano presenti anche la banda municipale e rappresentanti di associazioni e organizzazioni di Merano.
Nella foto, il presidente Arno Kompatscher e il commissario del Governo Maddalena Travaglini (di spalle) accolgono il Presidente federale austriaco Alexander Van der Bellen e il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. (Foto: USP/Bernhard Aichner)
Download «» Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, è giunto al Kurhaus con la sua delegazione. Il presidente della Provincia
Arno Kompatscher, il commissario del Governo
Maddalena Travaglini e la sindaca di Merano
Katharina Zeller lo hanno accolto davanti al Kurhaus.
Successivamente è arrivato il presidente federale austriaco Alexander Van der Bellen insieme alla moglie
Doris Schmidauer. Il presidente federale ha raggiunto il Kurhaus a piedi lungo la Kurpromendade.
Il presidente Mattarella ha dato il benvenuto a Van der Bellen. I due Capi di Stato sono poi entrati insieme nel Kurhaus, dove le delegazioni erano già riunite. Dopo la presentazione delle delegazioni, i partecipanti si sono recati nella Kursaal. Alle ore 11, nella Kursaal del Kurhaus di Merano, ha avuto inizio la cerimonia ufficiale per l’80° anniversario della firma dell'Accordo di Parigi in occasione della Giornata dell’Autonomia 2026.
La cerimonia è stata trasmessa in diretta a partire dalle ore 11 sul
canale YouTube della Provincia.
Kompatscher: "Autonomia modello di successo"
Nella Kursaal di Merano, si è tenuta la cerimonia per l’
80° anniversario della firma dell'Accordo di Parigi. I Capi di Stato dei due Paesi firmatari, il presidente della Repubblica italiana
Sergio Mattarella e il Presidente federale austriaco
Alexander Van der Bellen, nonché rappresentanti del mondo politico e della società civile, si sono riuniti in occasione della
Giornata dell’Autonomia 2026 per ricordare, durante la cerimonia, l’Accordo De Gasperi-Gruber del 5 settembre 1946. L'Accordo di Parigi è considerato il fondamento giuridico internazionale dell’Autonomia altoatesina.
La cerimonia è stata aperta dagli inni nazionali italiano e austriaco. Dopo un intermezzo musicale dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento con il violinista Julian Kainrath, il presidente della Provincia
Arno Kompatscher ha rivolto il suo discorso ai due Capi di Stato e agli ospiti della cerimonia.
Kompatscher ha ricordato che l’Accordo del 1946 era stato inizialmente percepito come una delusione. Il tanto auspicato ritorno dell’Alto Adige all’Austria non si era verificato. Seguirono scontri politici, il ricorso alle Nazioni Unite e negoziati bilaterali che portarono al “
Pacchetto Alto Adige” del 1969 e al
secondo Statuto di Autonomia. "È stata quindi la necessità di dare attuazione all'Accordo di Parigi a portare al Pacchetto e, di conseguenza, anche al secondo Statuto di Autonomia", ha sottolineato Kompatscher.
Allo stesso tempo il presidente della Provincia ha sottolineato che l'Accordo di Parigi ha stabilito i pilastri fondamentali dell’odierna
tutela delle minoranze: l’insegnamento nella lingua madre, la parità tra la lingua tedesca e quella italiana, la parità di accesso alle cariche pubbliche, nonché poteri legislativi e amministrativi autonomi.
Oggi questi strumenti di tutela hanno dato i loro frutti e garantiscono sicurezza a tutti e tre i gruppi linguistici. Essi costituiscono il terreno "su cui, da una pacifica convivenza, cresce passo dopo passo una collaborazione improntata al rispetto reciproco".
Anche dal punto di vista economico, l’Alto Adige ha registrato un forte sviluppo grazie all’Autonomia. "Per noi Autonomia significa responsabilità", ha affermato Kompatscher.
Guardando al futuro, il presidente della Provincia ha fatto riferimento all’ulteriore sviluppo e alla salvaguardia dell’Autonomia. L’obiettivo è preservarla come "efficace strumento di tutela e sviluppo", rafforzare le identità e, al contempo, sfruttare il valore aggiunto della diversità. L’integrazione europea consente di "superare ciò che ci divide" e, nell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, di "costruire una piccola Europa all'interno nell’Europa".
Kompatscher ha sottolineato l’importanza del compromesso, dello Stato di diritto, del diritto internazionale, della diplomazia e della cooperazione internazionale. Il successo "non ci è piovuto dal cielo", ma è il risultato di tenaci negoziati e della volontà di trovare una soluzione pacifica.
Per il futuro, Kompatscher ha auspicato un Alto Adige che porti avanti la propria storia e il proprio patrimonio in modo responsabile e che al contempo sia "aperto al mondo, europeo e multilingue" – un Alto Adige che "tragga insegnamento dal passato e guardi con fiducia al futuro".
Le onorificenze per i Presidenti Mattarella e Van der Bellen
Quando l’Alto Adige, in occasione della Giornata dell’Autonomia del 5 settembre, volge lo sguardo alla propria storia, l’attenzione si rivolge anche a quelle personalità che, con "lungimiranza, coraggio e generosità", hanno contribuito a garantire e a sviluppare ulteriormente il modello di successo dell’Autonomia. Nel corso della cerimonia per l’80° anniversario della firma dell'Accordo di Parigi, a Merano, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha insignito il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e il Presidente della Repubblica federale d’Austria, Alexander Van der Bellen, del Grand'Ordine di merito della Provincia autonoma di Bolzano.
Secondo Kompatscher, l’onorificenza simboleggia l’impegno congiunto di Italia e Austria nella risoluzione della questione altoatesina, nella tutela delle minoranze e nell’ulteriore sviluppo dell’Autonomia. "L’autonomia è il risultato di tenaci negoziati, caratterizzati dal coraggio di scendere a compromessi e dalla fiducia nello Stato di diritto, nel diritto internazionale, nella diplomazia e nella cooperazione internazionale", ha sottolineato Kompatscher. Proprio per questo la Provincia autonoma di Bolzano ringrazia coloro che hanno preservato e rafforzato questa eredità.
Nella sua laudatio, il presidente della Provincia ha reso omaggio a Mattarella come uno dei più importanti sostenitori dell’Autonomia dell’Alto Adige nella politica italiana. Da oltre quattro decenni il presidente della Repubblica è strettamente legato all’Alto Adige, ne conosce le peculiarità come pochi altri politici italiani e ha sempre protetto la Provincia. In qualità di parlamentare si è battuto per l’Autonomia speciale. In seguito ha contribuito ad attribuire all’Alto Adige importanti competenze e beni patrimoniali. Nella sua veste di Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sin dal suo insediamento, ha sempre tutelato l’Alto Adige/Südtirol e la sua Autonomia.
Kompatscher ha elogiato Van der Bellen definendolo un convinto europeista e un importante alleato, al quale sta a cuore la questione altoatesina. Il suo legame personale con il Tirolo e la sua comprensione della storia della provincia gli hanno conferito una sensibilità particolare per le istanze dell’Alto Adige. È stato inoltre sottolineato il suo impegno a favore della collaborazione tra Vienna e Roma, basata sulla fiducia e sulla reciproca stima, grazie alla quale lo sviluppo comune dell’Autonomia è diventato una pratica concreta e di successo. Allo stesso modo, Van der Bellen ha sostenuto con impegno l'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino.
"Proprio alla luce di questi grandi risultati politici, mi auguro un Alto Adige che gestisca in modo responsabile questa eredità; un Alto Adige che offra ai propri cittadini una patria, con le loro forti radici e tradizioni, e che allo stesso tempo sia aperto al mondo, europeo e multilingue. Un Alto Adige che tragga insegnamento dal passato e guardi con fiducia al futuro", ha sottolineato Kompatscher, ricordando che l’Autonomia dell’Alto Adige è oggi considerata in tutto il mondo un esempio di risoluzione pacifica dei conflitti e di tutela delle minoranze.