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Valle Camonica, “Custodi della Montagna”: Paspardo protagonista su Canale 5 a “Le storie di Melaverde”

martedì, 6 marzo 2018

Paspardo – La Valle Camonica torna alla ribalta su Canale 5 su Melaverde: Paspardo protagonista domenica 11 marzo nella nota trasmissione di Edoardo Raspelli.

raspelliORE 11 “LE STORIE DI MELAVERDE”

Oltre il 35% del territorio italiano è costituito da montagna, superato solo da quello collinare con il 41%, ma nettamente superiore a quello di pianura che, pur essendo il più popoloso , copre solo il 23% del nostro Bel Paese. Su circa 60 milioni di Italiani solo 9 milioni vivono in queste terre difficili ed è grazie a loro se oggi si possono godere di paesaggi di montagna dalla bellezza inestimabile. Questa settimana Edoardo Raspelli sarà di nuovo a Paspardo, nella media Valle Camonica, in provincia di Brescia, per far incontrare di nuovo “i custodi della montagna”. Persone che hanno dedicato la loro vita alla montagna e che giorno dopo giorno proteggono, curano e valorizzano il patrimonio e la storia in alta quota. Sindaci che organizzano e gestiscono il territorio, i diversi problemi e le esigenze dei propri cittadini, malgari che ogni anno portano gli animali nei pascoli presidiando e tutelando così questa terra e la sua sicurezza, giovani che scelgono di restare e inventarsi nuove attività dando futuro alla montagna e poi loro, forse il simbolo per eccellenza, gli alpini che oltre ad aver donato la vita alla montagna continuano ancora oggi a presidiare e salvaguardare le cime di tutto il paese.

ORE 11.50 PRIMA VISIONE

Quella che Melaverde vi racconta domenica 11 marzo è una storia che va avanti da 55 generazioni. 800 anni in cui la famiglia friulana dei Principi di Porcìa e Brugnera si è sempre occupata di agricoltura e allevamento. Oggi, grazie alla enorme esperienza acquisita nei secoli, è nato un progetto legato a varie attività agricole, totalmente ecosostenibile e autosufficiente. Con l’acqua di un allevamento di trote si produce energia elettrica, come anche con i pannelli fotovoltaici posizionati sui tetti delle stalle. Con una particolare ” ricetta” che utilizza cereali di produzione aziendale insieme a bucce d’uva e ciò che gli animali producono nella stalla con le loro funzioni fisiologiche, si produce biogas, in grado di dare energia a 3000 abitazioni 365 giorni l’anno. E in più reddito all’azienda. Se è vero che il futuro dell’agricoltura è sempre più legato alla sostenibilità ambientale e alla autosufficienza delle aziende agricole, questo è senza alcun dubbio un sistema “green” di agricoltura sostenibile che va conosciuto e replicato altrove.


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