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Altro stop al turismo, imprese e stagionali in ginocchio: i ristori chiesti dalle Regioni al Governo

venerdì, 15 gennaio 2021

Passo Tonale – L’ennesimo rinvio della riapertura degli impianti pone a serio rischio tutta la stagione sciistica nelle principali stazioni alpine, con la catastrofe socio-economica generata dai continui provvedimenti di chiusura che aumenta di giorno in giorno nelle proporzioni senza alcuna efficacia sul piano epidemiologico.

Secondo quanto annunciato dall’assessore trentino Roberto Failoni, allo Stato è stata fatta pervenire la proposta di ristori con contributi fino al 50% calcolati sul calo di fatturato della stagione invernale e 4mila di indennizzo a favore dei lavoratori.

Un documento completo e importante nato da una proposta trentina che richiede un intervento da parte dello Stato di 4,5 miliardi di € a ristoro di tutte le diverse attività economiche e lavoratori che ruotano attorno al turismo invernale, sia direttamente che indirettamente. Gli ingenti danni economici causati dal mancato avvio della stagione invernale – solo per il Trentino parliamo di più di un miliardo di euro perso – richiedono infatti adeguati interventi di ristoro nei confronti degli operatori e dei dipendenti della montagna. Chiaramente l’andamento dei fatturati della stagione invernale si concentra principalmente nel periodo dicembre-marzo e quindi tali operatori non hanno fino ad oggi trovato ristoro nelle misure statali, principalmente a causa del criterio che vede il confronto del fatturato aprile 2020 su aprile 2019“, commenta l’assessore.

I DETTAGLI DELLA PROPOSTA

Per questo motivo, nella proposta delle Regioni e Province Autonome si prevede un duplice intervento:

FONDO RISTORI PER GLI OPERATORI ECONOMICI

“Per le Aziende o lavoratori autonomi appartenenti ai codici ateco propri del settore turistico invernale e – la novità! – per tutte le Aziende o lavoratori autonomi appartenenti all’indotto si prevede un contributo calcolato – con due quote di erogazione – sul calo di fatturato della stagione invernale da novembre a maggio 2020/2021 rispetto al fatturato dei mesi di novembre-maggio 2018/2019.

In particolare, si propongono le seguenti percentuali di intervento sulla differenza di fatturato tra i due periodi presi in considerazione:

50% per i soggetti con ricavi non superiori a 2,5 milioni di € nel periodo d’imposta 2019;

40% per i soggetti con ricavi tra i 2,5 e i 5 milioni di €;

30% per i soggetti con ricavi superiori ai 5 milioni di €.

Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° novembre 2018″.

INTERVENTO A FAVORE DEI LAVORATORI STAGIONALI

“Il Decreto ristori stabilisce un ristoro una tantum di 1.000€ + 1.000€ per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo. Considerando che il decreto ristori copriva novembre – dicembre, chiediamo il riconoscimento una tantum di 2.000 € per i mesi di gennaio – febbraio per i lavoratori del turismo invernale, stagionali o autonomi che non possiedono partita IVA o affini, a cui vanno aggiunti altri 2.000 € per marzo-aprile non dovessero essere riassunti”.

IN ALTERNATIVA a queste misure è richiesto il trasferimento alle Regioni e Province Autonome interessate di un volume di risorse adeguato per attivare in autonomia queste misure di contributo.



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