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Rifiuti, i numeri sulla gestione in Lombardia

giovedì, 10 dicembre 2020

Sondrio – È stato presentato oggi nella sede regionale “Palazzo Lombardia”, il report 2019 sulla produzione, gestione e recupero dei rifiuti urbani nella nostra regione. All’evento sono intervenuti l’assessore all’Ambiente e clima Raffaele Cattaneo, il presidente di Arpa Lombardia Stefano Cecchin e Matteo Lombardi dell’Osservatorio Regionale Rifiuti di ARPA Lombardia.

Raccolta differenziata
Nel 2019, la Lombardia si conferma regione leader per la raccolta differenziata. Il risultato del 72%, oltre a migliorare la performance già elevata del 2018, supera di gran lunga l’obiettivo nazionale e l’obietto europeo per il 2035 che è pari al 65%.

Elevata efficienza della filiera e comportamenti virtuosi
I dati confermano anche una situazione pressoché stabile per la produzione di rifiuti urbani, che nel 2019 è aumentata dello 0,5% rispetto al 2018. Questo grazie all’elevata efficienza della gestione della filiera e ai comportamenti virtuosi dei lombardi, che si confermano molto sensibili ai temi e ai comportamenti pro-ambiente”.

Rifiuti urbani
Nel 2019 la produzione dei rifiuti urbani (Ru) in Lombardia è stata di 4.840.135 tonnellate. Nello stesso anno in regione sono state raccolte 3.487.030 tonnellate di rifiuti urbani differenziati (cioè avviati al recupero) e 1.353.710 tonnellate di indifferenziati. Di questi ultimi: 1.038.017 tonnellate sono state inviate al recupero energetico, 3.838 tonnellate in discarica ed infine 313.383 tonnellate avviate al trattamento meccanico biologico (Tmb).

In crescita il recupero di materia più energia
Il recupero di materia ed energia evidenzia valori in crescita, confermando il trend in aumento degli scorsi anni. In Lombardia si ricicla e recupera circa il 90% dei rifiuti: due terzi come materia, un terzo come combustibile per produrre energia. Nella nostra regione, l’economia circolare è già una realtà.

Nel 2019 infatti il recupero di materia sul totale dei rifiuti urbani è del 62,3% a fronte del 61,7% del 2018. Il recupero di energia sul totale rifiuti urbani è del 22,2%, che cresce al 27,6% se si comprendono i quantitativi dei rifiuti sottoposti a trattamento meccanico biologico (Tmb) e inviati poi a termovalorizzazione. Il Recupero complessivo del 2019 di materia più energia è dunque pari al 84,6%, in aumento rispetto al dato 2018, che era dell’83,9%. E che arriva all’89,9% considerando i quantitativi in uscita dai Tmb.

In discarica solo lo 0,1% dei rifiuti urbani prodotti
Grazie all’accorta politica attuata a partire dal 1996 in Lombardia nel 2019 è stato conferito direttamente in discarica solo lo 0,1% dei rifiuti urbani, migliorando ancora il risultato del 2018 che era dello 0,6%. Mentre come “secondo destino”, cioè considerando anche i rifiuti decadenti dai Tmb, si arriva allo 1,1%”.

Percorso verso l’economia circolare e le migliori soluzioni possibili
“Regione Lombardia ha scelto con decisione la strada del recupero – ha spiegato l’assessore Cattaneo – iniziando il percorso verso l’economia circolare e attuando gli obiettivi comunitari che considerano lo smaltimento in discarica come ultimo destino possibile. Dal 1996 ad aggi abbiamo adottato le migliori soluzioni possibili per la gestione dei rifiuti, attraverso lo studio e la predisposizione degli impianti necessari e la creazione di una filiera industriale che ci ponesse all’avanguardia nell’economia circolare”.

Da Arpa dati preziosi per decisori, strategie e percorsi
“Arpa Lombardia – ha detto il presidente Stefano Cecchin – attraverso i dati che è in grado di raccogliere con l’applicativo Orso (Osservatorio rifiuti sovraregionale) elabora report e statistiche. Un materiale prezioso a supporto dei decisori e fondamentale sia per monitorare i risultati delle politiche che si adottano sia nel favorire i percorsi da avviare. Come ha fatto in modo oculato ed efficace la Lombardia che è fra le regioni più avanzate in questo settore”.

“Oltre a effettuare un’intensa attività di controllo sugli impianti autorizzati – ha aggiunto Cecchin – l’Agenzia svolge un importante ruolo di supporto alle autorità compenti per la lotta alla gestione illecita dei rifiuti. Ne è un valido esempio il progetto Savager (la cui sperimentazione partita a Pavia è ora estesa a Brescia), che implementa il presidio ambientale attraverso l’uso di sistemi molto sofisticati come telerilevamento, droni e dati satellitari”.

Fuori regione meno del 2% di raccolta differenziata
La dotazione impiantistica lombarda consente di gestire oltre il 98% dei rifiuti in regione (primo destino), in particolare per quanto riguarda i Rifiuti urbani non differenziati, come previsto anche dalla normativa. Limitati quantitativi di raccolte differenziate sono inviati: in Emilia-Romagna (1%) in particolare per il verde, in Veneto (0,46%) specialmente per umido, verde, raccolta e trattamento di apparecchi elettrici, elettronici e medicali (Raee) e plastica; in Piemonte (0,40%) in particolare per multimateriale e inerti.

Rifiuti speciali
In relazione ai rifiuti speciali, esaminando il 2018, si nota che la produzione è stata di 18.408.893 tonnellate, con un aumento percentuale del 2,6% rispetto al 2017 con 17.944.837 tonnellate, corrispondente a un aumento di 464.056 tonnellate. Nel dato non sono conteggiati i rifiuti non pericolosi derivanti da attività di costruzione e demolizione. A livello nazionale nello stesso anno si è registrata una produzione di 79.090.577 tonnellate, di cui 69.047.949 tonnellate di rifiuti non pericolosi e 10.042.628 tonnellate di rifiuti pericolosi (dati Ispra 2020, Rapporto rifiuti speciali). La Lombardia rappresenta quindi quasi un quarto dell’intera produzione nazionale di tali rifiuti.

I rifiuti non pericolosi ammontano a 15.481.451 tonnellate, in aumento del +3,0% rispetto al 2017 (15.025.526 tonnellate), mentre i rifiuti pericolosi ammontano a 2.927.442 tonnellate, mantenendosi pressoché stabili rispetto al 2017 (2.919.310 tonnellate), con una variazione del +0,3%.

Anche per quanto riguarda i rifiuti speciali negli anni si è assistito ad un aumento del recupero delle materie, che è passato dal 63% nel 2002 all’83% nel 2018.

I dati provinciali

L’andamento della produzione totale dei rifiuti urbani a livello provinciale segue a grandi linee quello regionale, evidenziando un andamento stabile rispetto al 2018 in quasi tutte le province della Lombardia, anche se con incrementi variabili tra 0,02% di Como, 0,41% di Monza Brianza, 0,52% di Sondrio, 0,65% di Milano, 0,92% di Brescia e Bergamo e 1,2% di Mantova. Si osserva un decremento nelle province di Lodi (-0,15%), Lecco (-0,28%), Cremona (-1,1%) e Pavia (-1,5%).

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, oltre 10 province si attestano oltre il 65% di Raccolta differenziata: la provincia più virtuosa è Mantova con l’86,8%, seguita da Cremona con 78,4%, Monza e Brianza con 78%, Varese con 77,3%, Brescia 76,8%, Bergamo 76,1%, Lodi 75,1%, Lecco 71,1%, Como 68,5%, Milano 67,4%, Sondrio 56,2% e Pavia 54,8%.

La produzione di rifiuti speciali è legata a indici economici e alla presenza di industrie. I dati del 2018 evidenziano un incremento nella produzione in provincia di Bergamo pari al 5,1%, a Como del 2,1%, a Cremona 5,7%, a Lecco 7,1%, a Lodi 6%, a Mantova il 10,7% a Milano il 13%, a Monza e Brianza il 5,1%, a Sondrio al 9,7% e a Varese paria al 7,8%. Si osserva un decremento a Brescia (-5%) e a Pavia (-14%).

LOMBARDIA LEADER

Assessore regionale Cattaneo“La Lombardia nel 2019 si conferma regione leader per la raccolta differenziata. Il risultato del 72%, oltre a migliorare la performance già elevata del 2018, supera di gran lunga l’obiettivo nazionale e l’obietto europeo per il 2035, che è pari al 65%”. Lo ha affermato l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo nel corso della presentazione del Report 2019 su ‘Produzione, gestione e recupero dei rifiuti urbani in Lombardia’, su dati Arpa Lombardia. All’evento sono intervenuti anche il presidente di Arpa Lombardia Stefano Cecchin e Matteo Lombardi dell’Osservatorio regionale rifiuti di Arpa Lombardia.

ELEVATA EFFICIENZA FILIERA E COMPORTAMENTI VIRTUOSI – “I dati confermano anche una situazione pressoché stabile per la produzione di rifiuti urbani, che nel 2019 è aumentata tuttavia dello 0,5% rispetto al 2018, frutto di una crescita dei consumi delle famiglie e dell’uso di prodotti usa e getta” aggiunge l’assessore Cattaneo. “Ma l’elevata efficienza della gestione della filiera e i comportamenti virtuosi dei lombardi confermano l’elevata sensibilità a questi temi e i comportamenti pro-ambiente”.

RIFIUTI URBANI IN LOMBARDIA – Nel 2019 la produzione dei rifiuti urbani (Ru) in regione è stata di 4.840.135 tonnellate. Nello stesso anno in Lombardia sono state raccolte 3.487.030 tonnellate di rifiuti urbani differenziati (cioè avviati al recupero) e 1.353.710 tonnellate di indifferenziati. Di questi ultimi: 1.038.017 tonnellate sono state inviate al recupero energetico, 3.838 tonnellate in discarica ed infine 313.383 tonnellate al trattamento meccanico biologico (Tmb).

RECUPERO DI MATERIA ED ENERGIA ANCORA IN CRESCITA – “Il recupero di materia ed energia – dice Cattaneo – conferma valori in crescita in trend con gli anni scorsi. Infatti in Lombardia ricicliamo e recuperiamo il 90% dei rifiuti: due terzi come materia, un terzo come combustibile per produrre energia. Ecco perché l’economia circolare nella nostra regione è già una realtà”.

Nel 2019 in effetti il recupero di materia sul totale dei rifiuti urbani è del 62,3%, a fronte del 61,7% del 2018. Il recupero di energia è del 22,2%, che cresce al 27,6% se si comprendono i quantitativi dei rifiuti sottoposti a trattamento meccanico biologico (Tmb) e inviati poi a termovalorizzazione.

“Il recupero complessivo nel 2019 di materia più energia – commenta ancora Cattaneo – è dunque pari all’84,6%, in aumento rispetto all’83,9% del 2018. E che arriva all’89,9% considerando i quantitativi in uscita dai Tmb”.

IN DISCARICA SOLO LO 0,1% DEI RIFIUTI PRODOTTI – “Grazie all’accorta politica attuata a partire dal 1996 nel 2019 in Lombardia abbiamo conferito direttamente in discarica solo lo 0,1% dei rifiuti urbani, migliorando ancora il risultato del 2018 che era dello 0,6%” precisa l’assessore ad Ambiente e Clima, mentre il dato nazionale si attesta sul 20%. “Come ‘secondo destino’ – precisa – cioè considerando anche i rifiuti decadenti dai Tmb, arriviamo all’1,1%”.

VERSO UN’ECONOMIA CIRCOLARE E LE MIGLIORI SOLUZIONI POSSIBILI – “Regione Lombardia ha scelto con decisione la strada del recupero e il percorso verso un’economia circolare” prosegue Cattaneo. “Per mettere in atto questa strategia abbiamo adottato pienamente gli obiettivi comunitari che considerano lo smaltimento in discarica come ultimo destino possibile”.

“Inoltre dal 1996 ad aggi abbiamo adottato le migliori soluzioni possibili per la gestione dei rifiuti, attraverso lo studio e la predisposizione degli impianti che servono e la creazione di una filiera industriale che ci ponesse all’avanguardia nel cammino verso questa economia circolare” chiarisce l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione.

DA ARPA DATI PREZIOSI PER DECISORI, STRATEGIE E PERCORSI – “Arpa Lombardia attraverso i dati che è in grado di raccogliere (con l’applicativo Orso, Osservatorio rifiuti sovraregionale) elabora report e statistiche. Offrendo un materiale prezioso a supporto dei decisori” spiega il presidente di Arpa Lombardia, Stefano Cecchin. “L’elaborazione è fondamentale sia per monitorare i risultati delle politiche che si adottano sia nel favorire i nuovi percorsi da avviare. Come ha fatto in modo oculato ed efficace la Lombardia, che non a caso è una fra le regioni più avanzate in questo settore” precisa il presidente di Arpa.

“Oltre a effettuare un’intensa attività di controllo sugli impianti autorizzati, l’Agenzia svolge un importante ruolo di supporto alle autorità compenti per la lotta alla gestione illecita dei rifiuti, di cui il progetto Savager (2018) è un valido esempio, come presidio di legalità. La cui sperimentazione è partita a Pavia ed ora estesa a Brescia. Grazie a un uso di sistemi molto sofisticati come telerilevamento, droni e dati satellitari” conclude Cecchin.

FUORI REGIONE MENO DEL 2% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA – La dotazione impiantistica lombarda consente di gestire oltre il 98% dei rifiuti in regione (primo destino), in particolare per quanto riguarda i Rifiuti urbani non differenziati, come previsto anche dalla normativa. Limitati quantitativi di raccolte differenziate sono inviati: in Emilia-Romagna (1%) in particolare per il verde, in Veneto (0,46%) specialmente per umido, verde, raccolta e trattamento di apparecchi elettrici, elettronici e medicali (Raee) e plastica; in Piemonte (0,40%) in particolare per multimateriale e inerti.

RIFIUTI SPECIALI – In relazione ai rifiuti speciali, esaminando il 2018, la produzione è stata di 18.408.893 tonnellate, con un aumento del 2,6% rispetto al 2017 (17.944.837 tonnellate), pari a 464.056 tonnellate in più. Nel dato non sono conteggiati i rifiuti non pericolosi derivanti da attività di costruzione e demolizione.

IL DATO IN ITALIA – A livello nazionale nello stesso anno si è registrata una produzione di 79.090.577 tonnellate, di cui 69.047.949 tonnellate di rifiuti non pericolosi e 10.042.628 tonnellate di rifiuti pericolosi (dati Ispra 2020, Rapporto rifiuti speciali). La Lombardia quindi rappresenta quasi un quarto della produzione nazionale di questi rifiuti.

I rifiuti non pericolosi ammontano a 15.481.451 tonnellate, in aumento del 3,0% rispetto al 2017 (15.025.526 tonnellate), mentre i rifiuti pericolosi sono stati 2.927.442 tonnellate, mantenendosi pressoché stabili rispetto al 2017 (2.919.310 tonnellate), con una variazione del +0,3%.

LA CRESCITA IN LOMBARDIA “Anche per quanto riguarda i rifiuti speciali nel corso degli anni – spiega Cattaneo – nella nostra regione si è assistito a un aumento del recupero delle materie, che è passato dal 63% nel 2002 all’83% nel 2018”.

APPELLO AL GOVERNO: PIANO NAZIONALE NON OSTACOLI CAMMINO VIRTUOSO – “Regione Lombardia – conclude Raffaele Cattaneo – si è dotata di un sistema efficiente di gestione e recupero dei rifiuti. Questo grazie a un alleanza tra cittadini, enti ed imprese, e il coraggio di realizzare gli impianti necessari. Per questo l’occasione odierna è opportuna per promuovere un appello al Governo. Il Piano nazionale di gestione dei rifiuti non metta ostacoli sulla strada virtuosa già intrapresa dalla Lombardia. Permetta cioè di preservare un impianto che funziona, autosufficiente rispetto alla gestione dei rifiuti, che ha già raggiunto standard europei e che rappresenta dunque un positivo esempio per tutto il Paese”.




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