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I vini della Valle Camonica sempre più apprezzati, Tino Tedeschi: “Puntiamo sulla qualità”

domenica, 21 giugno 2020

Darfo Boario Terme (A.Pa.) - ”Il grande sogno è unire tutte le forze tra l’Alto Sebino fino al Tonale e presentare il prodotto Valle Camonica a livello lombardo e nazionale“. Tino Tedeschi (nella foto), 76 anni, architetto e fondatore con i fratelli  dell’azienda vinicola Scraleca di Darfo Boario (Brescia), presidente dal febbraio scorso del Consorzio Vini IGT Valcamonica, lancia un messaggio forte per valorizzare la valle. Qualità del prodotto e collaborazione: sono queste le parole d’ordine.

Tino Tedeschi presidente Consorzio vini IGT VallecamonicaQuale futuro per il settore vitivinicolo della Valle Camonica?

In questi anni sono stati fatti passi avanti e ritengo che la qualità dei vini della Valle Camonica sia ottima. Fino alla metà del secolo scorso venivano coltivati oltre 2mila ettari, poi sono scesi a 80 e negli ultimi anni c’è una grande ripresa grazie al lavoro avviato dal Consorzio Valcamonica IGT, associazione interprofessionale di categoria senza scopo di lucro, per la tutela, la valorizzazione e la cura generale degli interessi relativi alle denominazioni di origine dei relativi vini. Il Consorzio è stato costituito nel dicembre 2004, poco più di un anno dopo il decreto del 2 ottobre 2003, in cui veniva riconosciuta l’Indicazione Geografica Tipica dei vini di Vallecamonica, con approvazione del relativo disciplinare di produzione“.

In questi anni sono cresciuti i vini di Valle Camonica?

Certamente. E’ stato definito un progetto e, grazie alla volontà dei viticoltori della Valle e all’importantissimo sostegno della Comunità Montana di Valle Camonica e della Provincia di Brescia e al coordinamento del Centro Vitivinicolo Provinciale, si è assistito in pochi anni ad un effettivo recupero della viticoltura nella nostra valle. In primo luogo è stato arrestato l’estirpo dei vigneti, anzi, sono sempre più i viticoltori camuni che acquistano diritti di reimpianto e attualmente vengono coltivati 140 ettari con una produzione di vini di ottima qualità. Fino al 2003 non c’erano etichette di vini camuni, in questi anni sono stati fatti passi avanti e attualmente sono più di 50 le etichette di vini. La Valle Camonica è sempre stata tradizionalmente considerata una terra da vini rossi, magari leggeri, ma negli ultimi decenni ha espresso bianchi molto interessanti, sia sul versante dei vini fermi – con riesling e incrocio Manzoni che si impongono come vitigni di riferimento – che su quello del Metodo Classico“.

C’è anche un progetto che state portando avanti sul territorio?

Si. Il progetto “Valsovica”, che sta per VALorizzazione SOstenibile della VIticoltura CAmuna, messo in cantiere con l’Università della Montagna di Edolo, Comunità Montana è stato inserito nel programma di sviluppo rurale 2004/2020 ed ha beneficiato di un contributo di 250mila euro, assegnato dalla Regione al Consorzio vini Igt Valcamonica. Il progetto prevede la ricerca delle peculiarità delle diverse aree della valle, per poi proporre linee operative utili a incentivare l’efficienza produttiva delle aziende vitivinicole già presenti e di altri possibili interventi in questo settore.

Inoltre con la Comunità Montana, Unimont e la supervisione delle Fondazione Fojanini di Sondrio stiamo portando avanti un vigneto sperimentale di uve a bacche bianche resistenti e uve a bacche rosse e al termine valuteremo i risultati e di conseguenza saranno poi effettuate delle scelte sui vini da valorizzare sul territorio camuno. I vitigni a bacca scura autoctoni unici sono l’Erbann, localizzato nei vigneti dell’antico borgo di Darfo Boario“.

Quali iniziative intende mettere in campo come presidente del Consorzio Vini IGT Valcamonica?

Il nostro lavoro non si è fermato durante l’emergenza sanitaria e adesso abbiamo ripreso l’attività in forma tradizionale puntando su progetti concreti. Premetto che ho un grande sogno, quello di unire tutte le forze presenti sul territorio dall’Alto Sebino al Passo Tonale, solo così riusciremo a compiere un salto di qualità al settore vinicolo camuno. Inoltre dovrà essere intensificata la collaborazione gli altri consorzi  ad esempio quello dei formaggi, partendo dal Consorzio Silter Dop, ma anche quello del salame e della castagna. A mio parere vanno intercettati i turisti, sfruttando i flussi che attraversano la valle, in particolare sulla pista ciclopedonale, sulla via di Carlo Magno e sull’antica Valeriana. Con il supporto di DMO si può ipotizzare una serie di proposte ai visitatori della Valle Camonica, proponendo visite alle cantine, escursioni e degustazioni. E’ questo un percorso da intraprendere per far conoscere i nostri vini e un altro volto della Valle Camonica“.

A livello di manifestazioni…

Il Consorzio Vini IGT Valcamonica parteciperà da fine giugno e settembre a degustazioni nei rifugi della Valle Camonica, inoltre siamo sempre stati presenti e lo saremo in futuro agli eventi “Scior del Torcol” e “Mais senza Vino” oltre alle iniziative che vengono proposte dalle diverse associazioni, in primis quella dei ristoratori. Infine parteciperemo a Vinitaly 2021, sarà un momento importante per farci conoscere a livello nazionale e per presentare i  vini della Valle Camonica che non hanno nulla da invidiare a quelle di altre terre“.



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